La tecnologia avanza inesorabile, fagocitando tutto ciò che trova sul suo cammino e lasciandosi dietro una bavosa scia di confusione e di domande senza risposta. Una di quelle che noi scimmie da tastiera ci poniamo spesso è: ma quale cazzo di monitor o scheda grafica dobbiamo comprare? E quante banane costerà?

Sui monitor per PC ultimamente c’è un po’ di confusione, specialmente perché non c’è una regola sacra che stabilisce quale sia il monitor migliore o quello definitivo. Dipende un po’ dai gusti, quindi evitando le generalizzazioni, cercheremo in questo articolo di fare un po’ di luce sulle varie differenze tra gli schermi. Non aspettatevi grandi termini tecnici o elaborate disquisizioni sul chip integrato del chicazzosenefrega, ricordatevi che anche noi siamo bipedi affamati di potassio come voi.

4K – Spettacolare mazzata per finanze e performance

Il 4K, il grande traguardo dell’intrattenimento visivo che udite udite… nel 2020 inizierà a diventare obsoleto grazie all’arrivo dell’8K che poi nel 2030 diventerà obsoleto per l’arrivo del 16K che poi diventerà obsoleto perché probabilmente torneremo a incidere disegni con le unghie sulle fredde pareti di una caverna.

Probabilmente vi siete chiesti: ma ne vale la pena giocare in 4K su PC? Secondo la nostra esperienza personale al momento non più di tanto, a meno che non abbiate veramente un PC che quando lo accendete mandate l’intero quartiere in blackout. Prima di tutto costruire un PC per giocare in 4K con un framerate decente costa parecchio, inoltre, a meno che non diate via un rene per munirlo di una scheda come la GeForce 2080ti, dovrete scendere a parecchi compromessi.

Per esempio con una Nvidia 2070 preparatevi a rimanere sui 30-40 fps nei giochi nuovi e a perdere un po’ di tempo per cercare il giusto compromesso tra qualità visiva e performance. Il calo notevole di FPS causa un po’ di problemi nel giocare i first person shooter con il mouse, infatti la soluzione migliore è impostare il lock del framerate (se il gioco ne dispone) e usare un gamepad. Il problema è che le schede grafiche inferiori alla 2080ti potrebbero diventare presto obsolete per il 4K, in quanto i nuovi titoli AAA saranno sempre più pesanti. Basta vedere i benchmark di Red Dead Redemption 2, per non parlare del macigno che arriverà con Cyberpunk 2077. Vien da sé che se volete giocare a livelli alti in un FPS online o siete fanatici di giochi di strategia o titoli indie, allora il 4K non vi serve assolutamente a niente.

Ora la domanda che molti si pongono: ma per aumentare il frame rate posso scalare la risoluzione? Assolutamente sì, ma per eliminare ogni dubbio possibile vi diciamo subito che il 1440p e i 1080p su un monitor 4K sono un’esperienza da funghi allucinogeni. Non essendo le risoluzioni native, creeranno un effetto sfocato che a lungo andare può risultare davvero fastidioso. Inoltre non ha molto senso svenarsi per giocare in 4K e poi abbassare la risoluzione per guadagnare fotogrammi al secondo e rendere il tutto più fluido. Tenete anche conto che per esaltare al massimo questa risoluzione occorre avere un monitor da almeno 32 pollici. E immaginate 32 pollici belli sparati dritti in faccia, fidatevi che non c’è Filtro Luce Blu che vi potrà salvare da una visita anticipata dall’oculista.

Detto questo il 4K è un’esperienza spettacolare, ma al momento non conviene. Probabilmente nei prossimi anni diventerà più accessibile e i mostri sacri AMD e NVIDIA ci grazieranno con delle schede grafiche budget in grado di far girare tutto a 60fps o più.

Full HD – Old but still got it

L’ormai snobbata risoluzione pari a 1.920×1.080 pixel rimane la soluzione più economica per tutti quelli che vogliono costruirsi un PC senza vendere l’anima al diavolo a un crocevia nel Mississipi. AMD e Nvidia hanno creato delle ottime schede grafiche per i 1080p come la Geforce 1660 e la Radeon RX 570, acquistabili a prezzi ragionevoli e grazie alle quali è possibile ottenere il massimo delle performance con i dettagli grafici impostati su Ultra (per la maggior parte dei giochi). Assemblare un PC per giocare a questa risoluzione costa meno di una scheda grafica per il 4K o il 1440p, inoltre i 1080p tengono ancora botta e offrono una presentazione grafica assolutamente dignitosa.
Il problema è solo uno: se avete giocato in 4K o in 1440p, tornare ai 1080p sarà davvero dura. Un po’ come se mangiate sushi in Giappone e poi tornati in Italia lo provate in uno di quei ristoranti Fusion. Si, vi piacerà e vi scofanerete come dei porci, perché alla fine è commestibile e costa poco, ma poi uscirete dal ristorante e romperete i coglioni ai vostri amici o al vostro partner con uno sproloquio sul vero sushi e quanto è buono.
Stessa cosa… forse…

1440p – Il giusto compromesso

Eccoci qui arrivati ai nostri 1440p, erroneamente conosciuti come 2K (2K si riferisce ai circa 2000 pixel orizzontali della risoluzione 2048×1080, ma i 1440p hanno 2560 pixel sull’asse delle ascisse). Li abbiamo lasciati per ultimi perché a nostro parere sono il giusto compromesso tra costi, risoluzione e performance. Girando tra i vari forum si legge spesso che i 1440p siano la risoluzione preferita dai gamer in quanto riescono a offrire un ottimo dettaglio grafico senza pesare troppo sulla GPU e la CPU. Diciamo che prima di sparare il 4K sul mercato, forse un passaggio più lento questa risoluzione non sarebbe stato male.
Al giorno d’oggi, giocare in 1440p a 60fps e più non costa poco, dato che le schede grafiche Radeon e Nvidia consigliate per questa risoluzione non vanno sotto i 300 euro, una cifra altina anche se avete già un PC compatibile.
Magari state pensando che potete passare ai 1440p con una scheda meno potente e giocare a 30 fps, ma se dobbiamo essere sinceri non ne vale proprio la pena. Il pregio dei 1440p sta proprio nella loro ‘leggerezza’ rispetto al 4K e alla possibilità di vedere i giochi girare con fps alti, godendo comunque di una risoluzione assolutamente spettacolare, specialmente se paragonata ai 1080p. Anche con il 4K, i 1440p reggono benissimo il confronto specialmente con un monitor con il refresh rate molto alto.

MONITOR

E a tal proposito ci colleghiamo al discorso sui monitor che a differenza di quanto si possa pensare non sono tutti uguali e c’è un intero mondo dietro la produzione dei pannelli e degli schermi.

TN vs IPS vs VA e il futuro

Vi è mai capitato di vedere un monitor con colori più vivi e realistici di un altro? Ecco, questo dipende dal pannello utilizzato.
I monitor TN sono quelli più diffusi e sono principalmente i preferiti dai gamer competitivi o professionisti in quanto raggiungono un tempo di risposta di 1 o 2 ms e si presentano a un costo molto più basso rispetto agli altri.
Perché? Bé, i colori di un pannello TN non sono proprio il massimo della vita e vi basterà guardare lo schermo da un’altra angolazione per farli deviare e invertire in maniera imprevedibile.

Esistono per fortuna altre tecnologie, IPS e VA, che provano a mettere una pezza ai problemi dei TN. Ad esempio, i colori degli IPS sono i più autentici e sembrano uscire fuori dallo schermo, aumentando notevolmente la qualità grafica sia dei videogame che di qualsiasi altra cosa guardiate sul vostro PC.

Uno dei principali lati negativi dei pannelli IPS è che hanno un tempo di risposta più alto, in media di 5 ms, quindi i giocatori più attenti alla risposta dello schermo agli input potrebbero rimanere delusi, ma per fortuna è una minoranza piccolissima dei giocatori. Molto più grave è il problema del prezzo, un monitor budget 4K costa sui 350 euro, mentre un 4K IPS può arrivare anche agli 800 euro.

Il loro difetto peggiore è però l’IPS glow, un alone chiaro visibile soprattutto con schermate nere e che può dare fastidio nelle scene più scure di film e videogiochi, quasi inaccettabile considerando il loro prezzo!

Una via di mezzo tra le due tecnologie è per fortuna offerta dai monitor VA, che in quanto a colori si avvicinano alla qualità di un IPS, ma soprattutto sono eccellenti dal punto di vista del contrasto. I neri sono puri e farete difficoltà a distinguere uno schermo VA che mostra un’immagine nera da uno schermo VA totalmente spento.

Purtroppo però nessuna tecnologia è perfetta e anche i VA hanno dei difetti, il più grave dei quali è la velocità di risposta media assurda che si aggira intorno ai 10 ms. Almeno non costano un occhio della testa quanto gli IPS…
Se giocate in Full HD o in 1440p e non avete particolari vezzi da ‘pro gamer’ allora vi consigliamo di puntare su un monitor VA se avete un budget ridotto o su un IPS se potete spendere di più, in quanto l’immagine sarà valorizzata tantissimo. A livello di qualità visiva è quasi meglio giocare in 1440p su un pannello IPS che in 4K su un pannello TN. I colori fanno davvero la differenza, specialmente quelli più chiari o scuri che su un TN sembrano un po’ cibo per uccelli mal digerito.

Rimaniamo comunque in attesa delle prossime generazioni di monitor basati su tecnologia OLED che, soprattutto all’inizio, saranno sì costosissimi ma offriranno l’esperienza migliore in assoluto praticamente in ogni ambito, dalla qualità dei colori al contrasto, dai tempi di risposta (0,1ms!) al refresh rate.

Refresh rate

Forse avete visto i prezzi di monitor come l’ACER PREDATOR e vi siete chiesti: perché cazzo costa così tanto? Ebbene, signori è colpa del refresh rate! Questo fattore permette al monitor di aggiornarsi con una frequenza maggiore, sfruttando al massimo il potenziale della CPU e della GPU. La verità però è questa: a meno che non giochiate a degli FPS competitivi il refresh rate alto non serve a una sega. Si certo, è assolutamente spettacolare vedere un gioco qualsiasi girare a 140 fps, la fluidità percepita sarà davvero notevole, il problema è che per giocare con questo refresh rate in Full HD e in 1440p servono comunque dei processori e delle schede grafiche costose, mentre il 4K per ora è fermo a 50-60 fps massimi sui giochi di ultima generazione. Se volete provare, potete trovare dei buoni monitor Full HD e 1440p da 75hz ad un prezzo ragionevole. Per il resto possiamo dirvi che il refresh rate alto è roba da professionisti, quindi non serve spendere così tanto per godersi al meglio i propri videogame.

Più importante è sfruttare le tecnologie di refresh rate variabile come il Freesync di AMD o il più costoso Gsync di Nvidia, che permettono di giocare a framerate ballerini, ad esempio oscillanti tra 40 e 50fps, senza che vi venga la nausea. È molto consigliato puntare sui monitor Freesync in quanto questa tecnologia è compatibile sia con schede video AMD che Nvidia, mentre il Gsync è chiuso alle schede della seconda.

La spesa

Il mondo del PC gaming costa da sempre un pacco di soldi, quindi di solito ci si avvicina quando si inizia a lavorare e a prendere i primi pulciosi stipendi.

  • PC per il Full HD + Monitor = 600/700 euro
  • PC per il 1440p + Monitor 2K = 1000/1500 euro
  • PC per il 4K 30/40fps + Monitor 4K= 1500/2000 euro
  • PC per il 4K 60 fps + Monitor 4K = 2500/3000 euro

Sono comunque cifre alte, se pensiamo che una PS4 Pro e un televisore 4K decente complessivamente arrivano a costare sui 1000 euro, mentre una PS4 normale e un televisore Full HD, con un po’ di fortuna si possono acquistare alla cifra complessiva di 300 euro. Alla spesa del PC dovete aggiungere anche le periferiche come speaker, mouse, tastiera e gamepad (si, è necessario per giocare al 90% dei titoli AAA).

In definitiva, il PC Gaming non è una soluzione che potremmo sempre definire “semplice e a basso costo”. Non dimenticate di farce sapere la vostra configurazione e la risoluzione a cui preferite giocare nei commenti in basso o sulla nostra pagina Facebook!

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