Ys IX: Monstrum Nox è il nono capitolo dell’omonima saga action RPG di Falcom, appena sbarcato su Playstation 4 grazie al publisher NISA e in arrivo durante l’estate su PC/Steam e Nintendo Switch. Il titolo è uscito in Giappone nel 2019 e i fan non aspettavano altro che poter mettere le proprie mani sulla versione occidentale. Ecco, ora siete stati accontentati, ma ne è valsa la pena?

Provato su Playstation 4

Un fratello (in)giustamente carcerato

Alla fine è successo, dopo ben otto capitoli passati a far danni in giro per i continenti il nostro auto-proclamato “avventuriero” Adol Christin, spadaccino dalla chioma vermiglia, è stato beccato alla frontiera dalle autorità dell’impero Romun che, proprio in virtù dei guai che continua a causare, l’hanno arrestato e trasportato per direttissima nella città-prigione di Balduq. D’altronde, se lo sarebbe anche dovuto aspettare se consideriamo che si ritrova sempre a stuzzicare divinità dormienti, demoni di altre dimensioni o antichi manufatti dalla potenza equivalente a quella di bombe nucleari.
Piuttosto che scoraggiarsi, però, Adol pensa che la fuga sia il miglior corso d’azione ed è proprio nel tentativo di schivare la prigionia che l’avventurerio viene maledetto da una misteriosa donna che lo trasforma in una creatura chiamata Monstrum, mettendo in moto la catena di eventi di questo nono capitolo.

Iniziamo subito col dire che i fan sfegatati della serie si ritroveranno immediatamente spaesati per la quantità di esposizione di trama che accompagnerà l’inizio del titolo, quasi come se fossimo stati catapultati in un gioco della serie The Legend of Heroes piuttosto che in uno del velocissimo e frenetico Ys, che non ha mai fatto della storia il suo punto focale ma ha sempre lasciato parlare i combattimenti. Questa sensazione di voler costruire un grande impianto narrativo, con sezioni enigmatiche e non del tutto comprensibili l’avevamo già avuta in minima parte in Ys VIII: Lacrimosa of Dana, tuttavia viene qui portato al livello successivo, encomiabile sì ma non sempre facendo un favore alla serie.

Le lunghe conversazioni che i personaggi intraprendono di volta in volta spezzano eccessivamente il ritmo dell’azione, rendendo le prime ore di gioco un po’ troppo soporifere e, se da un lato ciò va a vantaggio della costruzione dell’identità dei personaggi, tutti molto ben caratterizzati e con una storia alle spalle degna di essere approfondita, dall’altro piazza due begli stivali di piombo ai piedi del gameplay. Il titolo è perlopiù ambientato nella città Balduq e, se paragonata all’isola di Ys VIII non si può che restare delusi dal comparto visivo. Intendiamoci, Ys non è mai stato un prodotto votato alla fedeltà grafica, tuttavia ci si sarebbe aspettato qualche colpo d’occhio che fosse almeno un minimo piacevole piuttosto che una marea di texture grige e marroni senza un minimo di personalità. Fortunatamente a salvare la barca arrivano le sezioni che vi vedono in ambienti differenti, leggermente più interessanti anche se questi iniziano ad apparire da metà gioco in poi, premiando perlopiù gli stoici aficionados.

Adol l’esploratore

La progressione dei vecchi titoli della serie Ys era legata all’acquisizione di reliquie che ampliavano le capacità di Adol, garantendogli quindi un doppio salto, per esempio, per ritornare in ambienti già visitati e scoprire nuove aree e tesori. La vera innovazione di Ys IX è stata quella di garantire un set quasi completo di abilità fin dai primi capitoli: questi sono i “Gift” dei Monstrum, tra i quali la possibilità di correre in verticale lungo le pareti di White Cat, catapultarsi su sporgenze o persino planare da grandi altezze grazie al dono del cinico Hawk, restituendo quindi una certo grado di soddisfazione nell’esplorazione della città. Le aree hanno dunque guadagnato una notevole verticalità, con nicchie, antri e piccoli nascondigli per i collezionabili del gioco, una vera e propria manna per chi vuole completare il titolo al 100%. Ciononostante, Ys IX non è esattamente più longevo di Lacrimosa of Dana, tuttavia si viaggia ben al di sopra delle 60 ore per portare a casa tutti gli achievement/trofei, mentre basta la metà circa per completare la storia principale.

Gameplay che vince non si cambia, o quasi

Come dimostrato da Ys VIII e Memories of Celceta, un combattimento ben bilanciato è la chiave del successo per un ARPG di questa tipologia, dunque perché non riproporre ancora una volta il sistema Flash Move/Guard? Per chi non avesse mai giocato gli altri episodi qui citati (ma che vi invitiamo a recuperare assolutamente), Flash Move e Flash Guard non sono altro che rispettivamente una schivata e una parata perfetta, nel primo caso il tempo rallenta per i nemici per qualche secondo, dandovi l’opportunità di concatenare più attacchi senza il timore di essere colpiti mentre il secondo rende ogni colpo un critico, donandovi invulnerabilità agli attacchi nemici.
In queste finestre di tempo potrete concatenare attacchi e skill, acquisibili man mano che aumenta il loro utilizzo, nonché attivare una modalità di boost che ricarica più velocemente la barra delle abilità.

Quando Ys IX vi permette di giocare come un titolo della serie, cosa che non fa tanto quanto vorremmo, dimostra tutta la sua forza, divertendo e consentendo di passare al volo da un Monstrum all’altro per sfruttare la tipologia di attacco giusta contro il nemico che vi si para davanti. Le tipologie di attacchi sono divise per personaggio, abbiamo dunque il solito triangolo slash, pierce, bludgeon, ma con la possibilità di cambiare la tipologia di ogni Monstrum assegnando loro oggetti specifici. Questa caratteristica consente ai giocatori di scegliere i compagni che preferiscono dal punto di vista estetico, senza essere limitati dalla tipologia d’attacco di cui dispongono.

Le “note” dolenti

Un gioco di parole che strazia l’animo poiché se avete avuto modo di leggere le nostre recensioni precedenti, saprete che Ys si distingue da altri titoli soprattutto per una colonna sonora sopraffina, adrenalinica e in grado di enfatizzare tutti i singoli momenti dell’avventura. Non sappiamo di preciso cosa sia successo qui o quale follia abbia colto il Falcom Sound Team, ma le uniche tracce effettivamente piacevoli e che coincidono con la tradizione instaurata sono quelle che troviamo nei combattimenti e talvolta nei dungeon. Il resto è totalmente dimenticabile, con alcune delle peggiori composizioni che l’intera serie abbia mai visto. Magari avremmo potuto digerire il tutto se le prestazioni fossero state perfette, tuttavia non aiuta nemmeno l’oscillazione degli fps, che avremmo potuto comprendere su hardware come Nintendo Switch ma che non ha nessuna scusa su console Playstation 4.

A chi consigliamo Ys IX: Monstrum Nox?

Chi ha seguito il franchise fin dai primi vagiti, dovrebbe necessariamente giocare anche il nono capitolo per affezione al nostro spadaccino dai capelli rossi, tuttavia bisogna essere ben consapevoli del fatto che Ys IX tenta di apportare delle modifiche all’impianto classico che non sempre funzionano come dovrebbero. Sarebbe stata gradita una maggiore attenzione ai dettagli che hanno reso popolare la serie, uno su tutti la colonna sonora e, sebbene non siamo soliti lamentarci della grafica e delle performance come dei nazisti tecnoilluminati, si poteva indubbiamente fare di più anche per gli fps ballerini.

Per i nuovi arrivati, invece, non pensiamo sia il capitolo giusto da utilizzare come introduzione alla saga e questi potrebbero trovare più soddisfacenti Ys VIII: Lacrimosa of Dana o Ys: Memories of Celceta, recuperando magari Monstrum Nox in un secondo momento.

Direzioni narrative coraggiose……ma con tempi troppo dilatati
Senso di esplorazione potenziatoSoundtrack che non rende giustizia alla serie
Sistema di combattimento sempre piacevole e freneticoFrame rate instabile

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