Devolver Digital è un nome familiare a molti nel settore videoludico. Il piccolo publisher statunitense, fondato nel 2009 a Austin, Texas, nella scorsa decade si è creato una nicchia di appassionati grazie alle sue release: i due Hotline Miami, Shadow Warrior, il recente Fall Guys e Blightbound. Sviluppato dagli olandesi Ronimo Games, Blightbound è uscito in early access su Steam lo scorso 29 luglio.

Nel mondo fantasy presentato da Blightbound il sole è stato oscurato, distrutto da un’entità chiamata Shadow Titan. L’umanità unità è riuscita a sconfiggerlo. Ma dalle sue ceneri è giunta una nuova minaccia: una piaga nota con il non molto fantasioso nome di Blight ha devastato il mondo, spazzando via interi regni, annientando e corrompendo la popolazione, costringendo i superstiti a rifugiarsi sulle cime delle montagne più alte. Qui, un manipolo di eroi lotta per la sopravvivenza, addentrandosi nelle ormai corrotte lande del mondo, tentando di recuperare strani e potenti manufatti per sconfiggere la piaga.

Blightbound è un beat’em up con lievi elementi da gioco di ruolo. Senza troppi preamboli si viene lanciati subito nell’azione. I livelli sono una serie di arene più o meno ristrette, colme di nemici, puzzle da risolvere e trappole di ogni genere. Ciò che i nostri eroi si trovano ad affrontare sono esseri mutati dalla piaga, una volta umani o animali di qualche tipo. Una volta eliminati, lasciano cadere oro e oggetti, utili a potenziare i personaggi e l’accampamento.

A disposizione si ha un roster composto da tre eroi di partenza, con la possibilità di sbloccarne altri sei proseguendo con la trama. Ecco quindi Malborys, un tozzo barbaro in armatura, il tank del gruppo; Scarlet, l’agile ranger e Korrus, il mago, archetipi tipici del fantasy. I sei personaggi successivi non si discostano poi molto da quelli di partenza, rientrano anch’essi in queste tre macrocategorie, ma avranno a disposizione abilità diverse. Sì, perché ogni eroe presente in Blightbound gode di uno skillset unico a sua disposizione per sconfiggere le orde di nemici che ci verranno scagliate contro.

Prima di ogni missione, nell’hub di partenza sarà possibile selezionare tre personaggi, uno per classe, tra i nove eroi presenti, oltre a interagire con fabbri e mercanti per potenziare il proprio equipaggiamento e forgiarne di nuovo e spendere i punti abilità guadagnati con il passaggio di livello dei nostri avventurieri. La mappa di gioco per ora si divide anch’essa in tre aree: un cimitero in rovina, la cima di una montagna, attraversata da pericolose grotte e un dungeon sotterraneo. Ognuna permette di selezionare quattro diversi livelli, scegliendo poi la difficoltà con la quale affrontarli, da facile a molto difficile. Spostando l’asticella della difficoltà verso l’alto, cambieranno il numero di nemici da affrontare e i danni da loro inflitti.

Graficamente piacevole, Blightbound mostra però il fianco quando si indugia sulla rappresentazione degli ambienti: la grafica 3D è spoglia, semplice, a volte fin troppo. Alcuni ambienti risultano privi di dettagli, come i livelli nel cimitero maledetto; altri, come una serie di grotte, restituiscono un buon feedback visivo: si scorgono oggetti di ere passate ormai dimenticati, equipaggiamenti abbandonati, ossa e polvere. La grafica in tre dimensioni contrasta con i modelli 2D di personaggi e nemici. Gli eroi sono illuminati da una palette definita: rosso-arancione per il guerriero, verde per il ladro e blu per il mago; saltano subito all’occhio. I nemici tendono ad essere più scuri: rosso, viola, grigio e oro sono visibili sulla pelle e sugli equipaggiamenti, restituiscono un senso di morbosa decadenza, vesti e armi un tempo fastose ormai corrose e corrotte dalla piaga.

I modelli sono disegnati con tratto pulito, deciso, semplici ma efficaci. Ricordano quelli di un altro titolo, Darkest Dungeon, per quanto riguarda la rappresentazione delle orde che ci verranno scagliate contro: gli esseri mutati dalla Blight sono reminiscenti degli arcani orrori incontrati nei sotterranei di DD. I boss si attestano sullo stesso livello: tra quelli affrontati non avrebbe stonato un po’ più di fantasia, sono tutti abbastanza basici, con qualche tinta di esoterismo ed eldritch horror spruzzata qua e là. Ma il tutto si perde quando lo schermo inizia ad affollarsi. Capita di affrontare aree zeppe di creature pronte a farci la pelle, creando spesso una confusionaria macchia grigio-viola dove capire quale in quale direzione il personaggio si stia muovendo o attaccando risulta arduo: gli attacchi non vanno a segno e si subiscono danni inutilmente.

Blightbound è un titolo in early access e si vede: ha fondamenta solide, unisce discretamente più generi, ma è ancora acerbo. Ha potenziale, gli sviluppatori hanno una visione e intendono seguirla. Una mancanza grave è l’assenza di single player: il titolo è giocabile tramite coop online e locale al momento, gli utenti hanno già chiesto di implementare una modalità a giocatore singolo nella quale i compagni saranno comandati dal computer. I primi giorni soffriva anche di incertezze nel matchmaking, ora risolte, probabilmente dovute alla mancanza di giocatori. Da tenere sotto i radar, Blightbound offre comunque la sua dose di divertimento, soprattutto se in compagnia di altri due amici: è un titolo che potrebbe rivelarsi perfetto per del buon vecchio couch-gaming. Sotto una superficie ruvida, Blightbound potrebbe offrire qualche piccola sorpresa nel panorama indie di questo 2020.

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