Dopo il successo di The Messenger possiamo a pieno titolo dire di essere tornati nuovamente nell’epoca dei ninja, quello strano quanto affascinante periodo storico in cui il “misterioso oriente” era visto come terra di mistici guerrieri nascosti tra le ombre. Sono infatti sempre più i giochi usciti o previsti per il 2021 che si rifanno a capostipiti come il mai dimenticato Ninja Gaiden, un gioco talmente stronzo che al pensiero di dover affrontare tutti i livelli e gli svariati boss finali viene piuttosto voglia di strapparsi la pelle delle dita a morsi. Come ha fatto un titolo del genere a “ispirare” dunque tanti sviluppatori? La risposta breve è che aveva stile da vendere.

Ci troviamo dunque a recensire un prodotto che si inserisce in questo filone, Cyber Shadow, portatoci dallo sviluppatore Aarne “MekaSkull” Hunziker e il ben noto publisher Yacht Club Games (i signori dietro la hit Shovel Knight), in uscita il 26 gennaio su Nintendo Switch, PC, Playstation 4 e Xbox One.

Provato su PC

Cyborg, draghi e shuriken

Già dal titolo di questo paragrafo potete immediatamente immaginare cosa Cyber Shadow porti sul piatto, senza mezzi termini o troppi giri di parole è un’orgia anni ’80/’90. L’avventura ha inizio con Shadow, ultimo di un clan ninja, che si risveglia in un corpo cibernetico: il mondo è in rovina e tutto è stato “meccanizzato” dal Dr. Progen. In una lotta contro i nemici che vi si pareranno davanti Shadow dovrà recuperare le proprie memorie e scoprire cosa è successo a Mekacity.

Naturalmente ci rendiamo conto che la storia non sprizzi originalità da tutti i pori, tuttavia è un chiaro omaggio a un’epoca in cui il passatempo videoludico era molto più semplice e tutti gli orpelli narrativi che oggi ci troviamo a degustare in modo sopraffino nel media, semplicemente non esistevano. Se da un lato sarete vagamente interessati alla storia di Shadow, ciò che vi premerà maggiormente è la sopravvivenza poiché proprio come le vecchie glorie, Cyber Shadow è difficile.

Provate a prendere un po’ di classicvania, una spruzzata di Contra (o Probotector, valli a capire sti europei), una forte componente tematica proveniente da Ninja Gaiden e il risultato sarà un cocktail letale che farà infuriare la maggior parte dei pivelli che non hanno mai messo mano a titoli di questo tipo. Dalla serie Castlevania, Cyber Shadow prende in prestito alcuni nemici che qui sembrano controparti meccaniche del White Dragon o delle Medusa Head che svolazzano in giro per farvi bestemmiare più del dovuto, così come l’idea di nascondere oggetti per ripristinare la barra della vita all’interno delle pareti del livello (abbandonando purtroppo l’iconica immagine del pollo arrosto in favore di una ben più “cyber” supposta rossa).

Da Contra mutua l’aspetto post-apocalittico degli scenari, visivamente affini a quelli di Super Contra III, pur non presentando la stessa qualità offerta da un sistema 16 bit (e grazie al ca***, direte voi giustamente), mentre da Ninja Gaiden oltre all’idea del guerriero orientale in sé, prende anche il posizionamento dei nemici da, passatemi il termine, veri figli di pu**ana. Se c’è infatti un buco in cui cadere o degli spuntoni elettrici su cui finire per una one hit kill, state certi che nei pressi c’è qualcuno che vi farà pentire di aver tentato il salto.

Come sottolineavo precedentemente, se non avete mai provato uno qualsiasi di questi titoli classici, potreste senz’altro restare quantomeno spiazzati da tanta crudeltà, fortunatamente lo sviluppatore, per non essere linciato e magari riuscire anche a vendere qualche copia, ha deciso di piazzare un checkpoint/save point ogni due o tre schermate, a seconda della brutalità delle sezioni platform. Poter tirare il proverbiale sospiro di sollievo rende il gioco più piacevole e anche i passaggi più ardui, provando e riprovando, diverranno più semplici e intuitivi, a meno che non decidiate di disinstallare tutto. Tralasciando le esagerazioni, Cyber Shadow non è così arduo come vorrebbe farvi credere e man mano vi fornirà sempre più “tool” in grado di trasformare l’interattività con livelli e nemici. Se all’inizio infatti sarete dotati della sola spada di servizio, uccidendo i boss acquisirete delle abilità che potenziano l’attacco, sbloccano shuriken, migliorano la velocità di movimento e altre chicche interessanti che non vi spoileriamo per non rovinare la sorpresa.

Aree segrete

Rispetto a The Messenger, che ha un’impostazione leggermente più affine ai metroidvania, Cyber Shadow può essere ascritto al genere action a livelli. Ciononostante consente un minimo di backtracking, qualora lo desideriate, per esplorare zone prima inaccessibili dove potrete trovare potenziamenti per aumentare il pool di energia o della barra Special, necessaria per sfruttare alcune delle abilità come il lancio di shuriken.

Molto accattivante è anche il sistema di checkpoint, presso i quali è possibile spendere la valuta di gioco, acquisibile uccidendo i nemici, per sbloccare determinati privilegi come ricaricare completamente l’energia, la barra special o anche ricevere oggetti d’attacco o di supporto, dalla durata limitata ma che possono davvero fare la differenza durante gli scontri con i boss dai pattern più capricciosi.

La rigiocabilità, al momento della stesura della recensione, non è estrema. Oltre a completare i livelli precedenti al 100% accedendo alle aree segrete non c’è molto altro da fare, tuttavia la cosa cambierebbe qualora fosse introdotta una “hard mode”, che comunque potrebbe interessare solo chi ha una marcata predilezione per il masochismo. Dopo le canoniche 7/8 ore necessarie per concludere il gioco, sarete più che sazi e avrete voglia di passare ad altro, tuttavia devo necessariamente sottolineare che il tempo passato con Cyber Shadow è tutto di elevata qualità.

La pixel art, fatta a mano, si inserisce nel canone 8 bit, portando però su schemo sfondi parallasse a più strati (cosa che pochi sviluppatori all’epoca riuscivano a riprodurre con successo) e una colonna sonora ritmata e incalzante creata da Enrique Martin e prodotta da Jacob Kaufman (nell’industria da 20 anni e dietro alcune chicche come la Black Label Arrange di DoDonPachi Resurrection e lo stesso Shovel Knight).
L’unico neo che abbiamo riscontrato è la mancanza di una modalità New Game+ che potesse permettere di mantenere le abilità acquisite per distruggere il gioco nel minor tempo possibile, ma si tratta di un delirio di onnipotenza che potrebbe non rispecchiare il volere degli altri giocatori, pertanto resta comunque una lamentela estremamente circoscritta

A chi consigliamo Cyber Shadow?

Questo affascinante e per nulla semplice action pixelloso è per tutti gli amanti dell’epoca NES e degli 8 bit in generale, che vogliono un gioco che abbia dalla sua parte non solo il classico “eye candy” grafico, ormai abusato, ma anche una struttura impegnativa e che non vada giù senza rappresentare una vera e propria sfida. Se proprio siete indecisi ma avete un abbonamento a Game Pass di Xbox, ricordiamo che potrete accedere al titolo direttamente al lancio: in pratica, non avete scuse per non dargli una chance!

Difficile al punto giustoPecca nella rigiocabilità
Abilità che trasformano il gameplay
Soundtrack di alto profilo
Pixel art 8 bit portata all’estremo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.