Samurai Shodown, il remake del classico picchiaduro per Neo Geo realizzato da SNK nel 2019 che è uscito già per Playstation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC tramite Epic Games Store, arriva finalmente anche nella sua versione Steam, che è quella che abbiamo avuto modo di provare per la nostra recensione.

Provato su PC (Steam)

PS4

Spirito di samurai

Conosciuto in Giappone come Samurai Spirits, Samurai Shodown è un picchiaduro storico che può vantare all’attivo circa 12 titoli principali. Tra alti e bassi la serie ha sempre suscitato un grande interesse da parte dei fan degli schiaffi nelle sale giochi poiché, tralasciando in parte (ma non sempre) i sistemi di combo complessi, ha sempre prediletto l’uso dell’attacco giusto al momento giusto, come se si trattasse proprio di un antico duello all’arma bianca in grado di decretare la vita o la morte dei partecipanti in pochi secondi.

Il nuovo titolo abbandona lo stile grafico bidimensionale per lanciarsi in acque sconosciute, ovvero il 3D a là Street Fighter V, con caratteristiche corporee esagerate ma mantenendo comunque la direzione artistica che contraddistingueva i vecchi episodi della serie. Un plauso va fatto soprattutto ai fondali, tutti molto belli da vedere e che hanno quel sapore di Giappone feudale che tanto ci piace.

Questo remake arriva in una congiunzione storica favorevole, insieme a una gran quantità di picchiaduro che meritano tutta la vostra attenzione come Street Fighter V, Granblue Fantasy Versus e il nuovissimo Guilty Gear Strive.
Sovrapporli e pensare “si ma quale compro?” è sicuramente un bel problema poiché se avete tempo da dedicare a uno solo di questi la scelta inizia a diventare ardua, per questo motivo abbiamo deciso di considerare innanzitutto le esigenze di voi giocatori da strapazzo, cercando di capire se siete “singolpleiers” o “multipleiers“.

Abbuffata single player

Ok, non avete amici, siete sempre soli e preferite prendervela con una indifesa CPU piuttosto che farvi bullizzare online, niente paura, ci sta. Cosa offre Samurai Shodown per voi amanti delle mazzate leggiadre e senza mordente? Innanzitutto abbiamo un’ottima modalità Storia, che pur presentando filmati standard per tutti i personaggi, garantisce dei finali differenti per ognuno di essi, con illustrazioni che spiegano meglio la loro avventura. Le vicende prendono il via nel 1787, subito dopo quanto avvenuto in Samurai Shodown V e prima di Samurai Shodown. Durante l’era Tenmei, il consigliere dello shogun Tanuma Okitsugu perde il suo potere e viene sostituito da Matsudaira Sadanbobu, personaggio storico davvero esistito e che mise in atto le riforme Kansei per conto dell’undicesimo shogun, Tokugawa Ienari.

Sebbene possa sembrare l’inizio di un film politico in bianco e nero girato da qualche giapponese un po’ troppo appassionato di jidaigeki, le cose prendono subito una piega sovrannaturale e spetterà a voi eliminare la fonte di tale malvagità che rischia di oscurare il Giappone.

La modalità Storia è interessante e presenta il classico boss finale che vi farà bestemmiare in turco, ma non si tratta dell’unica modalità per giocatori solitari, troviamo infatti anche altre opzioni sotto il menù “Battaglia”, ovvero la modalità Survival, immancabile e che non necessita di alcuna introduzione (o almeno, voglio sperare sia così); Time Trial dove è necessario sconfiggere quanti più personaggi controllati dalla CPU entro un tempo limite e Gauntlet, dove dovrete affrontare tutti i personaggi del gioco ed essere poi inseriti in classifica in base alle vostre prestazioni.

Tutto qui? Direte voi, e invece, e invece no! Perché una delle aggiunte più interessanti del titolo è la modalità Dojo, un online asincrono per combattere contro i fantasmi degli utenti caricati online. Il bello è che pur essendo una modalità online, in realtà lo è solo in parte, cosa che elimina la tensione delle partite classificate e vi permette di migliorare contro avversari a metà tra CPU e veri individui in carne e ossa le cui partite sono state registrate. Interessante la possibilità di combattere anche contro il proprio fantasma, a patto che abbiate giocato a sufficienza con un dato personaggio per far sì che acquisisca un moveset univoco.

Mi piace prendere schiaffi online

Dunque, per i giocatori che prediligono l’online nudo e crudo, non ci sono notizie spettacolari, nel senso che il matchmaking esiste ed è possibile trovare individui disposti a farvi la festa, tuttavia non aspettatevi una partecipazione particolarmente convinta poiché il gioco arriva solo ora su Steam, dopo due anni passati su altre piattaforme, quando ormai la maggior parte dei giocatori “mordi e fuggi” si è spostata su altri lidi. Un vero peccato, ma non possiamo nemmeno biasimarli. SNK avrebbe dovuto inserire una parvenza di crossplay per mantenere la fanbase compatta, permettendo l’interazione tra giocatori di diverse piattaforme, tuttavia ciò non sembra rientri nemmeno nei piani futuri della compagnia.

L’online dispone di incontri casuali e quelli classificati, procedura standard che non ci abbasseremo a spiegare poiché completamente superfluo, ciò che sottolineeremo invece è che il netcode non è spettacolare, ma non è nemmeno dei peggiori, fermo restando che bisogna trovarsi nello stesso emisfero, possibilmente, per una partita priva di lag. Dalle nostre prove il netcode si è comportato bene ma i fanatici del rollback devono necessariamente guardare altrove poiché non lo troveranno qui.

Roster (tutto) nipponico

Rispetto ad altri picchiaduro che implementano personaggi molto diversi tra loro, Samurai Shodown ha sempre preferito giocare in casa, proponendo figure che per un occidentale potrebbero addirittura essere difficili da distinguere, superato però l’impasse iniziale che vi vedrà domandarvi “ma è meglio se scelgo quello con la katana oppure quello con la katana e l’ombrello? Magari quello con la katana e il bastone? O quello con tre katana?“, potreste scoprire un cast decisamente interessante e con gameplay variegati (tra più semplici e difficili).

Come ogni nuovo fighting game che si rispetti, anche in questo caso molti personaggi nuovi (ma anche vecchi volti noti) sono bloccati dietro DLC a pagamento, sì, lo sappiamo, una pratica che non tutti apprezzano, ma vi assicuriamo che è tra i modi migliori per sostenere il mercato dei picchiaduro, a meno che non vogliate rivedere riedizioni su riedizioni su riedizioni a prezzo pieno che aggiungono di volta in volta 4-5 personaggi nuovi. No, non volete vero?

Il titolo è arrivato al momento alla Season 3, con due personaggi già presentati e introdotti, ChamCham e Hibiki Takane, e altri due ancora ignoti, tra cui uno in collaborazione con il franchise Guilty Gear che non vediamo l’ora di scoprire.

A chi consigliamo Samurai Shodown?

Se non sapete nulla di combo e meccaniche avanzate ma volete menare le mani in single player contro qualsiasi cosa si muova a schermo, allora il gioco è praticamente PERFETTO. Non avrete nemmeno bisogno di bagnarvi i piedi con le modalità multigiocatore grazie all’online asincrono che garantisce un po’ di varietà in più senza dover affettare continuamente la CPU.

Chi vuole una profondità da torneo e multiplayer avanzato, invece, potrebbe restare deluso dalla partecipazione attuale. Dal canto nostro, speriamo in una patch che consenta il crossplay almeno tra versioni PC, ovvero Steam ed Epic Games Store, per ampliare quel tanto che basta la fanbase un po’ troppo frammentata.

Molte modalità per giocatore singoloCrossplay assente e niente rollback
Adatto anche a neofiti dei picchiaduro
Online asincrono tramite Dojo

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