Iniziamo con un po’ di storia.
Nel lontano 2002 i due fratelli Tom e Adam Vian, che non erano ancora nemmeno maggiorenni, crearono un account Newgrounds chiamato The Super Flash Bros. e iniziarono a pubblicare i loro primi giochi e video in Flash. Per la quasi interezza del decennio successivo i due hanno creato oltre trenta opere sotto l’ala protettiva di Armor Games, un altro sito host di giochi Flash, e tra essi ricordiamo Detective Grimoire del 2007.

Dal 2012 il loro studio opera indipendentemente col nome SFB Games Limited, sotto il quale sono stati pubblicati Haunt the House: Terrortown, il più famoso Snipperclips per Nintendo Switch ma soprattutto, nel 2014, il sequel omonimo di Detective Grimoire, le cui spese di sviluppo sono state sostenute da una campagna Kickstarter.

Tangle Tower, il gioco che recensiremo oggi, è dunque il terzo di un’apprezzata saga di gialli punta e clicca che ha avuto origine oltre 12 anni fa ed è disponibile dal 22 Ottobre 2019 per Nintendo Switch, Apple Arcade e PC, su cui è stato provato. È descritto esplicitamente come sequel del Detective Grimoire del 2014.

ProContro
+ Trama, mistero e personaggi intriganti– Finale sviluppato troppo in fretta
+ Doppiaggio inglese che dà davvero vita ai personaggi– Adattamento italiano non perfetto
+ Musiche, disegni e animazioni curatissimi

Torre Groviglio? La Torre dell’Intrigo? O magari della Confusione…

In Tangle Tower si impersonano i Detective Grimoire e Sally, incaricati da una persona anonima di risolvere il caso di Freya Fellow, una brillante diciannovenne assassinata in circostanze misteriose. Il gioco è ambientato proprio all’interno di Tangle Tower, una strana villa su cui si ergono due torri.

La complicata struttura è abitata da tre famiglie, i Remington, i Fellow e i Pointer. I personaggi sono molti e potrebbe essere complesso orientarsi in un cast così ampio, ma il gioco si impegna a rendere il tutto molto comprensibile e facile da ricordare. Proprio all’entrata della magione, infatti, si può notare un comodo albero genealogico che fa capire come i vari personaggi siano legati tra loro e a che famiglia appartengano.

Si nota subito lo sfruttamento della figura retorica dell’allitterazione per rendere semplice ricordare questi dettagli, per esempio il nome di tutti i Pointer inizia con la lettera P e il nome di tutti i Fellow inizia con la F. Nel caso dei Remington, l’iniziale del nome fa capire con quale famiglia la persona si sia sposata. È un sistema davvero intelligente e simpatico e permette di dedurre al volo le principali affiliazioni.

Tornando ai protagonisti, Grimoire è ovviamente presente dall’inizio della saga, ma i giocatori del Detective Grimoire del 2014 si ricorderanno anche di Sally. Quella che adesso è la collaboratrice del protagonista era prima la proprietaria di una bancarella di souvenir all’interno del parco in cui era ambientato il vecchio gioco.

I più accorti si ricorderanno anche del cognome Remington, cognome di un personaggio chiave della vecchia avventura. Insomma, i due giochi della saga non sono legati tra loro solo dal protagonista, ma non è assolutamente necessario giocarne uno per comprendere l’altro dato che i principali legami sono rivelati solo nei minuti finali delle due avventure, ma fate attenzione anche alla parte centrale del gioco se non volete perderne nessuno, ci sono diversi easter eggs. La cara Sally, per concludere, ha subito anche un forte cambiamento estetico, ma la doppiatrice è rimasta la stessa fantastica Amber Lee Connors così come il doppiatore di Grimoire è rimasto Edwyn Tiong.

Il diavolo è nei dettagli

Il doppiaggio non è relegato solo ai protagonisti, ma a tutti i personaggi ed è di altissima qualità. Grazie alla tecnica degli attori e alla scrittura realistica sembra di stare ascoltando persone reali, sia che parlino dei propri hobby, sia che diano la loro opinione sugli avvenimenti o su amici e parenti.

Il lato sonoro è reso completo da musiche orchestrali che cambiano in base ai personaggi con cui si sta parlando e alla stanza in cui ci si trova. Il risultato finale è stupendo e mi ha impressionato soprattutto parlando con un personaggio che si esprime in versi per descrivere amici e parenti.

Giocare Tangle Tower non è un piacere solo per le orecchie ma anche per gli occhi, dato che ogni singolo disegno è curatissimo. Il gioco abbandona le ambientazioni scure e sporche dei suoi predecessori abbracciando colori molto più vivi ed espressivi, concentrandosi soprattutto sul viola e sulle sue sfumature che regalano all’avventura un mood misterioso e intrigante.

Il design dei personaggi è un altro grande cambiamento da Detective Grimoire, tutti risultano più slanciati, i tratti sono più arrotondati e la loro estetica aiuta a comunicare le caratteristiche principali delle loro personalità. Infine, le linee di contorno sono in costante vibrazione come se fossero disegni fatti su Sketchtoy, un tipo di movimento che aiuta a far sembrare i personaggi vivi anche se l’immagine è statica sullo schermo, un po’ come le animazioni idle nei giochi 3D con personaggi che respirano, si grattano e fanno cose: il risultato non poteva essere che piacevole.

Questo nuovo stile si adatta perfettamente a essere animato, come nel vecchio gioco infatti i personaggi si muovono reagendo a cosa diciamo e chiediamo. Le animazioni sono molte, divertenti e sceniche.

Lato visivo e lato sonoro collaborano quindi a rendere Tangle Tower un’esperienza mai stancante, e sicuramente sono aiutati dalla mancanza di wall of text dato che tra una frase e l’altra c’è sempre qualcosa da fare.

Indagini, puzzle e interfaccia

Tangle Tower non sarebbe un’avventura grafica degna di attenzione senza puzzle interessanti e divertenti, ma per fortuna è di ottimo livello anche da questo punto di vista. Nessun puzzle è tanto difficile da bloccare per ore, ma soprattutto nessun puzzle è illogico e assurdo come certa roba che si poteva trovare nelle vecchie avventure grafiche di qualche decennio fa, al massimo dovrete vedere le cose da un’angolazione diversa. Tangle Tower è un gioco moderno.

La maggior parte dei puzzle riguarda serrature da sbloccare per aprire porte o scatole, in modo da raggiungere nuovi indizi e stanze.

Altri puzzle molto ricorrenti sono delle frasi da combinare insieme a degli indizi (o parti di essi) perché l’intera proposizione abbia senso, un modo simpatico per spingere il giocatore, e di conseguenza il suo avatar Grimoire, a fare supposizioni e accuse.

Il puzzle delle frasi è infatti usato generalmente per smascherare una bugia di un personaggio e si sblocca dopo aver esaurito i suoi dialoghi, che possono essere iniziati mostrando a qualcuno un indizio o chiedendogli opinioni sugli altri sospettati. Indizi e sospettati sono raccolti in due appositi menu sempre consultabili per rivedere le informazioni che si hanno sui personaggi. Il gioco, con delle icone, ci ricorda anche se abbiamo già indagato su un personaggio e cosa gli abbiamo chiesto, ottimo per non perdersi tra dialoghi già ascoltati.

È purtroppo proprio col gioco delle frasi che emergono alcuni piccoli problemi nell’adattamento italiano del gioco. Tangle Tower rimane sempre comprensibile e i suoi puzzle risolvibili, sia chiaro, ma bisognava fare più attenzione. Qualche errore è presente anche nella traduzione dialoghi (es. “unnerving” tradotto con “irritante” in un contesto in cui poteva essere reso decisamente meglio) ma anche qui l’esperienza non ne risente più di tanto.

Un ultimo menu che vedrete spesso è la mappa, il modo principale che il giocatore ha per muoversi tra le stanze della villa, di rapido accesso e piacevole visivamente come tutto il resto dell’interfaccia.

Trama e conclusione

Il mistero di Freya Fellow è intrigante sin dall’inizio. Senza fare spoiler che vadano oltre i primi minuti di gioco, la povera giovane è stata uccisa mentre dipingeva Flora Remington in una posa solenne e con in mano un coltello sporco di sangue. E dico letteralmente, dato che al posto di vernice rossa è stato usato del sangue per dipingere il dettaglio.

Sulla scena del crimine però non ci sono coltelli, per cui qualcuno pensa che sia stato il quadro stesso a pugnalare la giovane artista.

Parlando con i vari personaggi ed esplorando Tangle Tower si scoprono segreti e avvenimenti interessanti, soprattutto collegati alla giovane Freya, che viene adulata da tutti come un’artista brillante e una persona sensibile ed intelligente. Apparentemente, manca già ad ogni componente della famiglia e nessuno dei sospettati ha mai avuto grossi problemi con lei, anzi. Freya era un’ispirazione, oltre che un’operosa aiutante e una fedele amica. Queste emozioni sono trasmesse così bene che quasi mi dispiace che Freya sia la vittima del delitto e non un personaggio giocabile o con cui fare una chiacchierata.

A chi consigliamo Tangle Tower?

La maggior parte dei misteri raggiunge una conclusione col finale, dopo 6 o 7 ore di esplorazione e dialoghi, ma l’ultima mezz’ora si muove troppo velocemente e i crediti la interrompono molto bruscamente non rispondendo a tutte le domande. In attesa di un sequel che speriamo non tardi ad arrivare, possiamo rigiocare Tangle Tower in loop e dovreste farlo anche voi, è caldamente consigliato ai fan delle avventure grafiche col suo prezzo di circa 17€, accessibile e giustificato.

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