Nel corso degli anni si sono susseguiti una miriade di giochi ambientati nel vasto universo di Warhammer 40.000. Creato più di trent’anni fa dalla compagnia inglese Games Workshop, dagli anni ’90 il violento e tenebroso futuro di WH40K è stato protagonista di diversi titoli per pc e console, fino ad arrivare ai giorni nostri con la più recente uscita: Warhammer 40.000: Battlesector. Sviluppato d Black Lab Games e pubblicato da Slitherine, Battlesector è uno strategico a turni che si pone l’obiettivo di trasportare l’esperienza del celebre gioco di miniature, con le sue regole, sui nostri schermi.

Provato su PC

PS4

Space Marine di nuova generazione

Ambientato dopo il ritorno del primarca Roboute Guilliman e l’introduzione dei nuovi Primaris, Space Marine di nuova generazione, più resistenti e forti dei loro confratelli, Battlesector vede contrapposti il capitolo dei Blood Angels alla furia consumatrice dei TIranidi della flotta-alveare Leviathan. L’ultimo baluardo difensivo degli Angeli, prima che la distruzione si abbatta sul loro pianeta natale, Baal, è la luna Baalfora, dove saremo chiamati in prima persona a guidare ciò che resta del capitolo contro i parassiti alieni. La trama è un pretesto, semplice, raccontata tramite finestre di dialogo durante la fase di preparazione tra una missione e l’altra e l’inizio di quella successiva. Nulla che non si sia sentito più e più volte, ma il doppiaggio è di buon livello, le voci sono adatte ai personaggi rappresentati e aiutano ad immergersi in questa guerra di logoramento contro un nemico temibile e vorace.

Una volta avviato il titolo, nella schermata principale, prima di lanciarsi nella campagna, si chiede al giocatore di svolgere un breve tutorial per impratichirsi con le regole e i comandi di gioco: tre brevi missioni che spiegano i comandi da mouse e tastiera e si è pronti per l’azione vera e propria. Una breve missione introduttiva, dove l’obiettivo è di sgominare le forze Tiranidi in arrivo, pone il giocatore in controllo di una piccola forza di Space Marine e del loro comandante.

Terminata con successo, si verrà accolti da una nuova schermata nella quale sarà indicata la missione successiva; tramite l’icona dell’upgrade del quartier generale sarà possibile, tramite i punti guadagnati dal completamento di obiettivi principali e bonus, sbloccare nuove abilità e bonus per gli eroi e le unità in campo. La gestione dell’esercito permetterà di scegliere quali unità portare nella battaglia successiva: ognuna ha un suo costo in punti, caratteristica che rispecchia il gioco da tavolo, e sarà dotata di equipaggiamenti e abilità specifici. Prima di intraprendere una nuova missione, una volta selezionata, si avrà accesso a un breve briefing narrato e sarà possibile visionare il punteggio armata richiesto per affrontarla. La composizione dello stesso è quindi fondamentale per affrontare al meglio e portare a termine con successo i diversi obiettivi di ogni battaglia.

Una buona varietà è la chiave del successo: schierare un intero esercito di marine assaltatori non vi porterà lontano, mentre coprire il loro assalto all’arma bianca con del fuoco di copertura da parte di un team di armi pesanti potrebbe rivelarsi la strategia giusta. Il roster è lo stesso del gioco di miniature, dai veloci land speeder, scout motorizzati, a mezzi corazzati e marine in armatura terminator, capaci di affrontare testa a testa anche l’alieno più temibile, molte sono le trasposizioni virtuali delle miniature tra le quali è possibile scegliere.  La progressione è lineare: con il proseguo della campagna si sbloccheranno nuove unità capaci di ribaltare le sorti del campo di battaglia, oltre che a guadagnare risorse utili per sbloccare abilità che andranno ad influenzare le capacità di combattimento dei singoli eroi o di un plotone, oltre a bonus passivi come un aumento dei punti ferita o dei punteggi di attacco e difesa.

Coi turni non si sbaglia mai

Gli scenari proposti hanno sempre un obiettivo principale e uno, massimo due obiettivi bonus, che, se completati, garantiranno una maggiore quantità di punti spendibili nella schermata di gestione dell’esercito. Il gameplay è a turni: ogni unità disporrà di un determinato numero di punti azione e di movimento, con le quali potrà avanzare, mettersi in copertura, fare fuoco, attivare abilità o mettersi all’erta per eventuali imboscate nemiche. Il terreno è un ostacolo di cui tenere conto: come in ogni strategico a turni che si rispetti, le linee di fuoco sono influenzate da dislivelli, eventuali ostacoli che possono coprire la linea di tiro e dalla distanza, le armi hanno infatti una distanza determinata entro la quale la loro efficacia è massima, nulla vieterà di colpire un nemico troppo lontano o vicino, ma il danno provocato non sarà il massimo possibile.

La difficoltà, poi, non è eccessiva. Il titolo è anzi bilanciato per essere accessibile ai più: a livello normale, se si è già giocato a titoli simili, non si avranno particolari difficoltà a procedere spediti durante la campagna, personalmente consiglio quindi di scegliere il livello di difficoltà successivo, anche perché l’intelligenza artificiale non brilla particolarmente per acume tattico. La sfida è artificiale: l’ia continuerà a lanciare contro il manipolo di soldati selezionati ondate su ondate di tiranidi, fino al completamento dell’obiettivo; più tempo verrà impiegato, più ci si troverà sotto attacco. Portato a termine l’obiettivo principale, verrà poi sempre richiesto di eliminare le forze nemiche rimanenti, prima di poter completare effettivamente la missione.

Graficamente Warhammer 40.000: Battlesector risulta chiaro e pulito. Non sarà spacca mascella, ma svolge il suo compito egregiamente: la mappa è di facile leggibilità, così come le unità alleate e quelle nemiche. Gli effetti delle abilità sono invece un po’ scarni, qualche guizzo in più avrebbe sicuramente giovato all’esperienza in generale. Un esempio concreto lo fanno gli attacchi corpo a corpo: mancano di dinamismo, il tutto si risolve troppo velocemente, con un rapido fendente e i corpi dei nemici che cadono a terra; nulla a che vedere con quanto presentava più di 15 anni fa un altro strategico ambientato nello stesso universo narrativo, WH40K: Dawn of War, che presentava animazioni personalizzate per le uccisioni in corpo a corpo delle unità, sarebbe stata un’aggiunta gradita, anche se solamente estetica.

A chi consigliamo Warhammer 40.000 Battlesector?

Il titolo Black Lab Games è capitato sulla homepage di Steam come un fulmine a ciel sereno. Lo storico dei titoli ambientati nell’universo Games Workshop non è troppo positivo. Fire Warrior, Deathwing, il recente Necromunda: Guns for Hire, sono titoli mediocri, con sì una visione, ma senza un chiaro percorso da seguire per raggiungerla e mancanza di polishing. Per Battlesector non è fortunatamente il caso: un gioco solido, strutturato e fedele all’universo che si pone di rappresentare, che snellisce alcune meccaniche del gioco di miniature e lo rende fruibile ai più. Certo, due soli eserciti, Blood Angels e Tiranidi, sono pochi, ma gli sviluppatori hanno già promesso l’aggiunta di ulteriori cinque fazioni in futuro. Un’esperienza che farà la gioia di tutti gli appassionati.

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