Borderlands 3 è come quell’amico che continua a vestirsi da giovane, a intrufolarsi alle feste e a fare casino mentre tutti gli altri si sono sistemati, ammogliati e famigliati. Continua ad arrivare alle cene della comitiva con qualche ragazza dieci anni più giovane rimorchiata all’università, porta sempre una cassa di birrazza da 66c e, sebbene a volte possa sembrare un po’ inopportuno, alla fine quando se ne va tutti ne sentono la mancanza.

Ecco fatto. Per chi conosce la serie loot’n’shoot di Gearbox Software questo articolo finirebbe anche qui, ma il demone della scrittura ci possiede e quindi vai con la recensione di Borderlands 3 disponibile per PC, PS4 ed Xbox One.

Provato su PC

ProContro
+ Armi, armi, armi!– Si porta dietro i difetti dei suoi predecessori
+ Gameplay irresistibile 
+ Ampia personalizzazione dei personaggi 
+ Cast sempre sopra le righe 

Chi s’accontenta gode.

Sono passati ben 5 anni da Borderlands: The Pre-Sequel, ma sebbene probabilmente Gearbox e 2K pensino che fuori dai loro uffici il tempo non scorra per qualche strano glitch dimensionale, in realtà in questi 5 anni, altri produttori avidi di denaro e sviluppatori, si sono dati da fare creando loot’n’shoot a volte ottimi (The Division 1 & 2), a volte buoni (Destiny 1 & 2) e a volte dei disastri totali (Anthem).

E così alla Gearbox si guardano in faccia e si dicono: facciamo vedere a stì gaglioffi chi lootta e shootta meglio! Tirate fuori quel DLC per Borderlands 2, lavoriamo un po’ sul motore grafico e facciamo uscì questo cazzo di Borderlands 3!

Ora… probabilmente non è andata proprio così, ma a noi piace fantasticare. Resta il fatto che Borderlands 3 non si sforza minimamente di innovare i contenuti dei suoi predecessori, rimanendo fedele alla sua linea: armi a manetta, personaggi assurdi, scurrilità e sparatorie senza sosta.

E funziona? Dipende, se avete adorato i primi due Borderlands e mezzo, questo vi farà praticamente impazzire, in caso contrario lo dovete evitare come una cacca verde fosforescente lanciata da un Jabber.

Borderlands 3 si accontenta, si crogiola nelle sue meccaniche antiche e senza pretendere troppo sa di poter piacere solo a chi lo conosce. Non vuole stupire e non vuole innovare, vuole solo continuare il percorso di questa serie che da una parte potrebbe andare avanti all’infinito e dall’altra potrebbe fermarsi qui.

Lo schema è sempre quello: scegliete tra quattro eroi con stili di gioco diversi e lanciatevi in battaglie all’ultimo sangue per salvare il mondo dai cattivi di turno, il tutto farcito da una quantità di armi gigantesca e contornato da un universo fantascientifico demenziale pieno di strambi figuri.

Get on the bus

Questa volta i nostri eroi saranno il robot domatore Fl4k, in grado di servirsi di bestie ammaestrate ciberneticamente per fare a pezzi gli avversari; Amara, una cazzutissima Sirena guerriera; Zane, un acido agente segreto in grado di confondere i nemici con un ologramma e Moze, una tipetta che come abilità speciale può controllare un mech gigantesco.

Ed eccolo qui, questo è il cast del momento. Ogni personaggio avrà a disposizione tre skill tree e da una a due abilità assegnabili a un tasto. A differenza dei Borderlands precedenti, dove ogni personaggio aveva una sola singola skill upgradabile, qui le carte sono state rimescolate. 

In generale i personaggi sono tutti ben equilibrati e offrono un gameplay vario per ogni loro build. Zane si presta per il gameplay veloce e tattico grazie al suo ologramma con il quale può scambiare posto per disorientare gli avversari, Fl4k è adatto per gli scontri dalla lunga o media distanza, mentre la sua bestia tiene i nemici impegnati, Amara è perfetta per i combattimenti ravvicinati mentre si può considerare Moze come un personaggio adatto per i giocatori più inesperti in quanto una volta sul mech sarà praticamente inarrestabile. Come negli episodi precedenti, avremo la possibilità di fare il respec delle skill, dettaglio che permette di provare le tre specializzazioni di ogni personaggio e ai livelli più avanzati, di mischiarle tra loro per creare la build definitiva. .

I comandi di base sono uguali per tutti, non ci sono novità a parte l’aggiunta della scivolata (sempre divertentissima), del colpo aereo in schiacciata (già presente in Borderlands: The Pre-Sequel) e della possibilità di arrampicarsi sulle sporgenze. La fisica generale del gioco e la dinamica delle sparatorie sono decisamente migliorate rispetto ai predecessori, adesso potrete scivolare evitando una pioggia di proiettili, mentre lasciate una bella granata sotto le chiappe dei nemici. Certo, sono meccaniche già viste in altri FPS dai tempi di Fear, ma fa sempre piacere averle a disposizione, specialmente in un gioco adrenalinico come Borderlands 3 dove si possono unire alle abilità dei personaggi per creare combo devastanti.

Per farvi un esempio: con Fl4k potrete evocare una scimmia mutante (Jabber) armata di mitra e lanciarazzi, poi diventare invisibili e mentre il vostro fido macaco li tiene occupati, piombargli alle spalle sparando dei colpi critici devastanti per poi riapparire e scivolare sotto una copertura per contrattaccare. Sono cose che fanno bene al cuore. 

Il multiplayer del gioco è gestito un tantino meglio degli episodi precedenti grazie alla possibilità di ricercare delle partite in corso e di condividere il loot, sebbene continui a non esserci un hub come in altri loot’n’shoot. Borderlands 3 da il meglio con un gruppo di amici, mentre per partite casuali consigliamo di giocare in singolo almeno il primo playthrough e poi andare in multiplayer una volta sbloccati i livelli di difficoltà più alti. 

Shotgun sputafuoco e lanciahamburger

In Borderlands 3 ci sono così tante combinazioni da far impallidire qualsiasi looter shooter. Si parte dalle pistolette arruginite per arrivare a degli shotgun al plasma in grado di disintegrare file di nemici. Come negli episodi precedenti, ogni produttore di armi si specializza in una determinata categoria, ad esempio Torque è sinonimo di esplosioni, Maliwan si occupa di armi elementali, Tediore produce armi da lanciare contro il nemico, Hyperion propone armi con scudi incorporati e Jakobs invece va per le classiche rivoltelle e fucili a canne mozze. Alla mischia si aggiungono anche la Atlas produttrice di armi con munizioni traccianti e la nuova COV (Children of the Vault) specializzata nelle armi a ripetizione per poter sparare senza dover ricaricare.

Quando sembra di aver trovato l’arma più assurda possibile, ecco che ne spunta fuori un’altra ancora più devastante e folle. La quantità immensa di pistole, fucili, carabine, lanciarazzi e mitragliatori invita a provarle tutte, in modo da trovare la combinazione giusta per la propria build o per una determinata situazione. Insieme alle  armi troviamo oggetti indispensabili come gli scudi, le granate, i mod di classe e i potenziamenti Eridiani, ma in questo caso le cose sono rimaste uguali agli episodi precedenti.

Nelle armi però troviamo delle modifiche sostanziali: la sostituzione dell’inutile elemento SLAG in favore dell’elemento Nucleare e armi con due modalità di fuoco diverse. L’elemento Nucleare è assolutamente devastante in quanto se si ucciderà un nemico nuclearizzato, questo esploderà spargendo l’effetto ai nemici vicini. Le armi con due modalità di fuoco invece possono variare in base alla marca e consentono approcci diversi al combattimento.
Potrete selezionare il fuoco secondario di un’arma Atlas per attaccare un disco tracciante ai nemici e fare in modo che i proiettili li colpiscano automaticamente, oppure cambiare tra due diversi elementi nelle armi Maliwan.

Uno scherzo che fa quasi sempre ridere

Ora veniamo alla parte del design e della presentazione. Borderlands 3 è un gigantesco passo avanti a livello grafico rispetto ai suoi predecessori, con un livello di dettaglio dei personaggi e degli effetti grafici davvero notevole. La tecnica del cell shading regna ancora suprema con il suo tocco cartoonesco che ci esplode letteralmente in faccia durante i combattimenti con colori di ogni tipo, numeri e scritte che fuoriescono dai nemici colpiti e anche parecchio sangue (in questo episodio è stato reintrodotto lo smembramento dei nemici sui colpi critici). Il tutto è un vero spettacolo per gli occhi che vi offrirà momenti di puro sadico divertimento.

Un plauso particolare ai boss fight, molto più spettacolari e vari rispetto ai vecchi capitoli. I boss avranno diversi pattern di attacco che variano in base a quanta vitalità gli rimane. Questo comporta un minimo di strategia in più, specialmente nelle modalità più difficili. 

Le ambientazioni sono più curate e hanno un senso di scala molto più ampio, sebbene non ci sia niente di troppo originale a livello di design. 
Il problema è che alcune alcune aree del gioco sono davvero troppo grandi e per nessuna ragione apparente. Spesso capita di dover spostarsi per tutta la mappa di una particolare regione solo per prendere un oggetto o uccidere un nemico.

Contando che la maggior parte delle zone più grandi del gioco sono vuote e i nemici si raccolgono solo in particolari zone, questa esplorazione risulta vuota e spesso tediosa. Per non parlare del fatto che alcune mappe sono state disegnate un po’ ‘ad minchiam‘ e gli indicatori delle quest sono dei semplici ‘marker’ che non danno alcuna indicazione su come arrivare in quel determinato punto. Borderlands 3 non dispone di un sistema GPS, cosa un po’ preistorica a nostro parere e che invece sarebbe stato parecchio utile per raggiungere più in fretta alcune location del gioco senza perdersi nelle mappe spesso confusionali.

Ovviamente non manca il Catch-a-ride gestito dalla cara Ellie dove si potranno creare mezzi di trasporto per viaggiare più velocemente, ma il piacere di guidare si esaurisce in fretta, in quanto non esiste nessuna vera sfida in termini di ‘car combat’. I veicoli nemici si distruggono facilmente e anche quelli più potenti si possono rubare, in puro stile GTA, per farli propri. Questo porta ad un uso sfrenato del Viaggio Rapido per evitare di perdere troppo tempo. La possibilità di trovare nuove parti per i veicoli a disposizione non ha alcuna utilità, perché il gameplay di Borderlands 3 si concentra principalmente nelle aree più piccole dedicate al combattimento a piedi. Forse la personalizzazione dei veicoli avrebbe avuto più senso se il gioco fosse stato un vero e proprio open world con diversi terreni da affrontare, ma come avrete capito Gearbox Software è rimasta ferma sugli stessi schemi. E questo vale anche per la gestione dell’inventario e dello skill tree è rimasta ancorata a quella di Borderlands 2, ovvero un delirio che sebbene possa andare bene per i giocatori navigati della serie, può mettere in seria difficoltà i nuovi arrivati.

Potremmo sbuffare e alzare gli occhi al cielo, oppure avere pazienza e sorridere come si fa con un bambino che ancora non vuole crescere. Tutti questi problemi sono ben noti agli amanti della serie e che forse si potevano aggiustare in questo nuovo episodio. 

Per quanto riguarda il mondo di gioco, questa volta non si limiterà al selvaggio pianeta di Pandora. Seguendo il finale di Borderlands 2, i nostri eroi guidati dalla sirena Lilith dovranno andare in giro per la galassia alla ricerca delle chiavi per aprire la Grande Cripta Eridiana. Oltre alle quest principali ci saranno molte side-quest da affrontare, alcune divertenti e altre abbastanza noiose. In generale tutte le quest del gioco comportano l’andare in un posto, raccogliere un oggetto e sparare a tutto ciò che si muove. Nella nostra avventura vedremo facce nuove e vecchie, comprese quelle viste in Tales of Borderlands dei Telltale Studios.

Gli antagonisti di questa serie sono gli irritanti fratelli Calipso, una sorta di duo social Fedez-Ferragni in stile steampunk. Non vi riveliamo nulla su di loro, perché non vogliamo fare spoiler, possiamo solo dirvi che a nostro parere non reggono il confronto con il carismatico Handsome Jack. Mentre per il ‘villain’ di Borderlands 2 si poteva quasi fare il tifo e simpatizzare, i Calipso sono probabilmente stati creati per infastidire oltremodo il giocatore con uno humor scontato da social network.

In realtà potremmo definire scontato tutto l’umorismo presente in Borderlands 3 che ogni tanto riesce a strappare una risatina per merito dell’ottimo doppiaggio (anche quello italiano è stato curato benissimo), altre volte invece proprio no. La storia dei vari Borderlands tra l’altro è un grande fumettone demenziale, quindi niente di troppo profondo… d’altronde stiamo parlando di un gioco dove si viene ricompensati dopo aver sparato nel culo ai nemici o per aver sbudellato dei poveracci affetti da microsomia.

A chi consigliamo Borderlands 3?

Borderlands 3 è un prodotto ben riuscito che si porta dietro i pregi e i difetti dei vecchi episodi cercando di migliorare solo su alcuni punti, quando invece poteva sforzarsi un po’ di più. Con un po’ di pigrizia in meno e con 5 anni a disposizione Gearbox Software poteva ambire a qualcosa di più, forse addirittura a creare il loot’n’shoot definitivo. Se avete amato i titoli della serie precedenti allora amerete anche questo, a patto che vi prepariate a rivivere gli stessi momenti di tedio nel level design e nella gestione dell’inventario.
I neofiti amanti dei loot’n’shoot più recenti come Destiny e The Division devono prepararsi ad un gioco assolutamente folle e con un grado di complessità maggiore per la personalizzazione del personaggio e la gestione dell’inventario. E se avete provato i primi Borderlands e li ritenete degli sfinteri irritati?
Bé allora lasciate perdere, con quei sessanta euro andateci a fare una bella cena fuori con amici, parenti o dolci metà.

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