Fatal Frame II: Crimson Butterfly REMAKE è il ritorno dell’iconica saga horror giapponese di KOEI TECMO e Team Ninja, disponibile su tutte le maggiori piattaforme moderne dal 12 marzo 2026.
Provato su PlayStation 5
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Ci sono titoli che hanno definito un genere senza ricorrere a effetti speciali o grafica di ultimissima generazione. Debuttato su PlayStation 2 nel 2003, Project Zero II: Crimson Butterfly è uno di questi: edito da Tecmo (oggi Koei Tecmo) ha accumulato una fama quasi leggendaria, tanto da aggiudicarsi un primo remake completo per Nintendo Wii nel 2011.
La serie è rimasta poi su console Nintendo per un paio di generazioni, rispettivamente con Project Zero: Mask of the Lunar Eclipse e Project Zero: Maiden of the Black Water, ora disponibili su piattaforme moderne grazie a dei comodi remaster.
Il suo approccio, ai tempi rivoluzionario, è oggi ancora relativamente unico nel suo genere, con un mix tra esplorazione lenta e metodica in ambienti angusti e un costante terrore di un jump scare sempre dietro l’angolo. Ora, il remake per PlayStation 5 arriva in un contesto molto diverso rispetto all’epoca, in un momento in cui il survival horror ha già attraversato diversi cicli di rinascita e reinterpretazione.
On the night on the endless ceremony…
Crimson Butterfly raccontava la storia delle sorelle gemelle Mio e Mayu Amakura, due ragazze legate da un profondo legame affettivo, il cui viaggio ai confini di una foresta si rivela una discesa in un luogo infestato dal quale è impossibile fuggire. Il villaggio di Minakami è infatti maledetto da una notte eterna, nella quale due gemelle vengono coinvolte in un letale rituale religioso.

Il gameplay ruota attorno alla Camera Obscura, una macchina fotografica capace di percepire e sigillare entità soprannaturali. Questo sistema, per alcuni versi sinonimo della serie sin dagli albori, torna con numerosi tweak, che ne espandono l’utilità sia in termini di utilità esplorativa sia come varietà negli armamenti.
Uno degli aspetti più riusciti di questa nuova versione è la rielaborazione degli ambienti. Abbandonata la telecamera fissa dell’epoca, gli spazi sono stati ripensati più in scala, le aree sono state espanse, sono state introdotte nuove connessioni tra edifici e aggiunte zone opzionali.
Questa rimasticazione del senso degli spazi risulta in un ecosistema più articolato che invita all’esplorazione più lenta e metodica. Le abitazioni abbandonate raccontano storie attraverso oggetti, fotografie e rituali incompiuti, mentre le strade tortuose diventano luoghi di incontri imprevedibili con spiriti più e meno malevoli, da catturare o affrontare con la fidata fotocamera spiritica.
…twin sisters were sacrificed.
Parliamo dunque del dibattuto “sistema di combattimento”, uno dei cambiamenti più radicali di questo titolo. L’ossatura resta invariata: nei panni di Mayu, si impugna la Camera Obscura per immortalare gli spiriti malefici alla ricerca dello scatto perfetto.
I nemici stavolta sono decisamente più spugnosi in termini di punti vita (KOEI TECMO ha già in piano di ribilanciare alcuni nemici) e il combattimento è più complesso, dinamico e punitivo. Chi viene dall’originale, dovrà in fretta reimparare le basi se spera di averla vinta nell’edizione 2026 del villaggio Minakami.
Tornano come sempre i diversi rullini di potenza crescente, ma stavolta la priorità è data alla barra della volontà e ai diversi filtri, che alternano utilità esplorative e fanno, per così dire, da mod per l’arma.
Nell’edizione PS2, la strategia vincente era rimanere pazienti in attesa di un attacco nemico per attivare il FATAL FRAME, la foto all’ultimo istante per causare un forte rinculo e una combo di scatti letali. Per capirci meglio, il “Fatal Frame” è la versione fotografica di un parry, poiché se ben assestata causa danni ingenti e il blocco dell’attacco nemico.
Ora, rimanere troppo immobili pone Mio a rischio di uno sguardo malefico che riduce la barra della volontà, traducendosi in minori possibilità di movimento, riduzione della corsa e perdita dello schivata. Infatti, se si viene colpiti da uno spirito quando la barra è al minino, si viene gettati a terra e il rischio di ingenti danni è altissimo.
Sarà importante centrare il nemico al centro della lente, attendere che attacchi allineando al meglio l’obiettivo e se tutto va a segno, è attivabile la Shutter Chance. Un nuovo scatto letale durante la shutter chance può attivare una combo di scatti nella quale la carica del rullino è istantanea e la possibilità di accumulare i danni è al massimo.

Ulteriore novità di questo sistema sono i filtri: questi modificano le proprietà degli scatti come gittata, danni, ricarica e quant’altro. In particolare, un filtro può essere utilizzato come ausilio durante le fasi di esplorazione poiché in grado di identificare oggetti nascosti.
Inoltre, quando sono a un punto dalla morte, alcuni spiriti possono entrare in una modalità potenziata, dove rigenerano la loro energia vitale e aumentano i loro danni. Questa modalità può essere abbattuta attraverso uno scatto fatale ben assestato. Questo elemento, tutta mirato all’esperienza del combattimento, sembra quasi fuori posto in un titolo del genere. Tuttavia, è possibile reinquadrarlo in un’esperienza simile a quella degli infetti de las plagas in Resident Evil 4 che esplodono per rivelare il parassita dalla testa per continuare l’assalto.
Insomma, ogni azione, ogni mossa, anche la più piccola, riduce sostanzialmente la barra della volontà e i danni inferti al nemico. In altre parole, il combattimento è molto più dinamico, metodico, severo e punitivo di ogni altro episodio, tanto che (non fatemi del male!) si avverte un lieve gusto souls che, se non si padroneggia adeguatamente, può diventare profondamente frustrante.
The ritual is fast approaching
Oltre alla storia principale, Team Ninja ha introdotto alcuni episodi aggiuntivi che permettono di vivere eventi paralleli dal punto di vista di altri personaggi legati al villaggio, in modo da espandere la storia e la lore. Ora, qualcuno potrebbe fare facili comparazioni con le altre proposte horror di questo periodo, d’altronde gli ultimi anni ci hanno graziato con titoli molto validi.
In questa prospettiva, la nuova direzione, più dinamica e per alcuni versi quasi action, che richiede una padronanza del combattimento molto più affinata, riallinea questo titolo all’interno di un panorama videoludico che richiede un po’ più di mordente e teme di perdere l’attenzione del giocatore. Questo remake riesce ad aderire fedelmente al materiale originale con la sua identità contemplativa, psicologica e onirica, senza temere di spaventare il giocatore con un reale senso di pericolo, stavolta affidato anche al gameplay e non più a facili jump scare.
A chi lo consigliamo?
Fatal Frame II Crimson Butterfly Remake: Il gioco rappresenta un esempio magistrale di come si possa riportare in vita un classico senza snaturarlo. L’operazione non si limita a un restauro estetico, ma interviene con attenzione su narrativa, gameplay e atmosfera, offrendo una versione che riesce a sintonizzarsi con il presente. Chi è fan dell'originale potrebbe subire un piccolo shock nel dover riapprendere le basi, ma è un semplice passaggio che porta a innamorarsi nuovamente di un titolo di culto, pronto a colpire un pubblico tutto nuovo. – ilfalasca





