Guilty Gear Strive ha raggiunto la sua quinta stagione dopo il lancio avvenuto nel 2021: quest’oggi ci troviamo a recensire l’aggiornamento 2.0 che cambia ancora una volta le carte in tavola, provando a riportare l’attenzione sul picchiaduro targato Arc System Works.
Provato su PC
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Let’s rock, once more
Chi ci segue da tempo saprà che abbiamo analizzato con una certa enfasi e apprezzamento Guilty Gear Strive nella sua prima versione, quella pubblicata nell’ormai lontano 2021. Se vi siete persi la nostra recensione, potete recuperarla al link precedente. Da allora, però, ne è passata di acqua sotto i ponti, con quattro stagioni che hanno cambiato progressivamente il ritmo e l’esperienza globale. L’ultima aggiunta, risalente a qualche anno fa e che aveva fatto affiorare numerose critiche, era la meccanica Wild Assault, un tentativo un po’ goffo di implementare il “Drive” di Street Fighter 6 in Guilty Gear.
Una scelta senz’altro singolare dal momento che il Drive di SF6 era in parte ispirato proprio alla Roman Cancel, marchio di fabbrica di Guilty Gear e presente naturalmente anche in Strive. Una stratificazione che dal 2023, quando la Wild Assault è stata inserita, non ha certo giovato al gioco e ha anzi portato all’allontanamento, un po’ sintomatico e un po’ no, della base di utenti.
Arc System Works ci ha ora messo una pezza, in maniera completamente inaspettata, con la patch 2.0 rilasciata in occasione della quinta stagione. Questa va quindi a colpire proprio la Wild Assault, rimuovendola di netto, o meglio, cambiandola con il “Counter Blitz”.
Per farla semplice, il Counter Blitz è un follow up attivabile durante un counter, spendendo il 50% della barra Burst, tramite la pressione di avanti e il pulsante Dust. In questo modo si permette al giocatore di estendere l’offensiva bloccando il potenziale di Burst avversario, assicurandosi al tempo stesso una combo knockdown.
Simile alla Wild Assault ma anche nettamente diversa nell’economia di gioco: la prima era molto più sbilanciata poiché svuotava anche la barra burst dell’avversario e le tre tipologie differenti in cui era suddivisa rendevano davvero complicato trovare una risposta per il giocatore che subiva l’attacco. Assolutamente bene che sia stata rimossa in favore di una versione “tuned down”.
Una strana tempistica
Strive è più verso la fine della sua corsa, quindi vedere una patch che altera significativamente il flow di gioco è senz’altro interessante. Un tempo avrebbero tirato fuori almeno 3 versioni differenti dello stesso gioco ma dato che siamo nell’era dei DLC e delle patch, le cose sono parecchio diverse. Potenzialmente è un buon cambio di rotta, portato avanti nella speranza di attirare nuovamente i giocatori che avevano abbandonato definitivamente il picchiaduro.
Stando alle parole del team di sviluppo, che potete leggere nelle patch notes ufficiali, si è puntato a un bilanciamento globale rivalutando l’offesa e la difesa, volto non semplicemente a ridurre il danno ma anche a calibrare le interazioni per renderle più frequenti e fruttifere. In soldoni, le combo che prima facevano danni incommensurabili a partire da poke distanti sono state ricalibrate, mentre quelle che coinvolgono l’uso di approcci rischiosi garantiscono una migliore resa: non del tutto sbagliato come ragionamento.
Le modifiche non terminano qui e si estendono poi anche alle hurtbox di tutti i personaggi, cosa che i più esperti sapranno, modifica completamente le combo route, spingendo a inventare nuovi approcci tutti da studiare.
Le modifiche di Guilty Gear Strive 2.0 non sono indirizzate a una semplificazione del gioco, anche perché fin dall’inizio non è mai stato un picchiaduro particolarmente difficile, ma vanno in una direzione che si muove su un binario parallelo: una specie di dimensione alternativa in cui l’originale Strive è diventato qualcosa di assolutamente diverso dalla sua primissima iterazione, nel bene e nel male.
Dite addio a 1.0
Personalmente ho amato alla follia la primissima versione del gioco e non nascondo che tornando a distanza di anni sul prodotto sono rimasto sconvolto dai radicali cambiamenti applicati. Alla luce di ciò la domanda che dobbiamo porci è: ha senso tornare ora su Strive? La risposta è molto soggettiva perché la direzione disgiunta degli ultimi anni ha colpito seriamente la player base, facendo del “chip damage” e abbattendo lentamente i numeri dei giocatori online.
Chi rientra oggi, dopo anni di abbandono, troverà i soliti giocatori agguerriti che non hanno mai mollato, ricevendo sberle online come se piovesse. Sono ben pochi i nuovi virgulti e pertanto, la possibilità di crescere in competitivo tra i propri pari, è assai limitata.
A ciò aggiungiamo che la stagione 5 potrebbe tranquillamente essere l’ultima, con l’arrivo di Jam Kuradoberi, Robo-ky e alti due personaggi non ancora annunciati, uno in arrivo nell’inverno 2026 e l’altro durante la primavera 2027: una timeline che spingerà il gioco nel suo sesto anno di vita. Che vedremo ulteriori cambiamenti in futuro è ormai assodato, anche perché con i nuovi personaggi arrivano sempre fix minori, tuttavia possiamo concordare sul fatto che la 2.0 sia qui per restare e che, salvo problemi di grossa entità, sarà il nuovo standard su cui il gioco si baserà da ora fino al termine della sua corsa.
A chi lo consigliamo?
Guilty Gear Strive 2.0: Parliamo di un gioco meccanicamente molto diverso da quello pubblicato anni or sono e sebbene la sua prima iterazione fosse divertente, veloce e accessibile, non posso onestamente dire lo stesso nel 2026. La competizione si è fatta agguerrita e Street Fighter 6 resta al momento il fighting game di riferimento per gli appassionati; posso quindi oggi consigliare Strive solo ai super amanti dei picchiaduro che, per qualche oscuro motivo, non l’hanno ancora acquistato all'uscita. Se invece è già in libreria, installarlo e provare la versione 2.0 con mano non vi costerà assolutamente nulla! – 7gatsu







