Pragmata, nuovo titolo sci-fi di Capcom, è stato recentemente pubblicato per console PlayStation 5, Xbox Series e PC tramite Steam. Si tratta di un’avventura TPS con elementi puzzle e leggero platforming reminiscente di un’epoca in cui i videogiochi erano costruiti con cognizione di causa. Analizziamo dunque il gioco nella nostra recensione di Pragmata, pronti? Si va sulla luna. Potete supportare Denjin Den acquistando Pragmata su Amazon tramite il nostro link.
Provato su PlayStation 5
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Pragmatico
Capcom è sulla cresta dell’onda e sembra non mancare un colpo: Monster Hunter Wilds, Resident Evil Requiem, Dragon’s Dogma II, Street Fighter 6, tutti giochi che hanno conquistato successo di critica e popolarità tra i giocatori. Pragmata, annunciato originariamente nel 2020, si inserisce ora in questa “winning streak” e lo fa con autorità e sicurezza.
Il gioco prende il via con un team di tecnici-astronauti spediti dalla Terra su una base di ricerca lunare della compagnia Delphi: lo scopo è quello di scoprire come mai i contatti tra il pianeta e il satellite si sono interrotti. Quando il gruppo arriva sulla Luna, le cose prendono subito una piega inaspettata e uno dei quattro, Hugh, viene separato dai colleghi. Nei panni dell’uomo incontrerete subito una bambina stranamente a suo agio in questo ambiente potenzialmente ostile: si tratta di Diana, un androide con la capacità di hackerare le strutture lunari.
Diana rappresenta la chiave per capire cosa è successo nella base lunare e Hugh capisce che possono collaborare per tenere testa alle minacce locali: inizia così un sodalizio che, scoperta dopo scoperta, avvicina i due in un rapporto padre-figlia molto genuino e innocente senza lesinare sull’aspetto più emotivo.
Una delle caratteristiche più sorprendenti di Pragmata è nel design del mondo sci-fi, supervisionato da Shoji Kawamori: nient’altri che il creatore del franchise Macross. Ogni aspetto della base lunare, dalle strutture ai nemici, così come il concept dei “lunafilamenti”, materiale ottenibile sul satellite terrestre e tramite il quale è possibile stampare velocemente qualsiasi tipo di attrezzattura o edificio, sono splendidamente realizzati e non “over-explained”.

Si dà per scontato che questo materiale abbia delle proprietà uniche e le sue applicazioni dirette sono immediatamente visibili in tutti i contesti: un processo che plasma la realtà del giocatore senza forzare la presentazione con muri di testo o dialoghi fuori contesto. Chi vuole approfondire il mondo di gioco può farlo tramite i documenti che si trovano sulla base lunare ma in realtà si tratta di un contorno di poca rilevanza – il fulcro della storia sono Hugh e Diana ed è giusto che sia così per dare una dimensione umana al rapporto.
I nemici e i boss sono un altro punto forte dell’esperienza e hanno tutti un aspetto unico e minaccioso: da semplici androidi a ragni meccanici, con sentinelle volanti e tante altre varianti che non mi sognerei mai di spoilerarvi. Il posizionamento e il mix and match è fatto magistralmente, tanto da costringere a scegliere con attenzione i nodi di hacking in base all’area che si sta visitando e assegnare una priorità specifica per l’eliminazione.
Multitasking
Un gioco che non diverte fallisce nelle sue premesse basilari e sempre più titoli oggigiorno puntano a creare epiche narrative per poi inciampare dove conta di più: nel gameplay. Pragmata capovolge il paradigma e torna a una struttura più diretta dove il gioco è al centro e tutto il resto ruota attorno. Piuttosto che presentare un TPS classico, Capcom ha ben pensato di proporre una variazione sul tema, approccio ricorrente nelle produzioni degli ultimi anni, come successo anche con Kunitsu-gami Path of the Goddess.
Hugh è inizialmente dotato di una semplice pistola che si ricarica automaticamente ma avrà accesso, nel corso dell’avventura, a una dozzina di armi differenti suddivise in categorie: arma primaria, arma d’attacco, arma tattica arma difensiva. Quattro diversi tipi che permettono di gestire i numerosi nemici con cui vi troverete a combattere. Tra le mie preferite c’è sicuramente la Shockwave Gun, un potente shotgun tecnologico in grado di fare a pezzi qualsiasi robot a distanza ravvicinata mentre tra le armi tattiche più utili c’è il campo di stasi, per bloccare il movimento avversario in una zona specifica.

Se i proiettili dell’arma primaria si ricaricano nel tempo, quelli delle altre categorie sono limitati e una volta terminati è necessario trovare un’altra arma dello stesso tipo oppure recarsi nell’HUB di gioco: attenta pianificazione e conoscenza delle ondate di nemici aggiungono un approccio strategico al gameplay.
Finora sembra un TPS classico con qualche variante ma, a stravolgere il tutto, arriva il sistema di hacking. Ebbene sì, anche con tutte queste armi a disposizione, Hugh non potrebbe abbattere i nemici senza l’abilità di hacking di Diana. Per entrare in stato di vulnerabilità, esponendo i punti deboli e fare danno ingente agli avversari è necessario prima hackerarli e lo si può fare quando un nemico è nel mirino e premendo L2. Si aprirà così una griglia a schermo sulla quale, premendo i tasti frontali del pad, ci si può spostare in tempo reale.
Per portare a termine l’hacking bisogna partire da un nodo e raggiungere quello d’arrivo di colore verde: sul percorso è possibile trovare nodi di colore giallo che, attraversati, modificano il comportamento dei nemici. Dovrete eseguire l’hacking più volte e non basterà portarne a termine uno solo, salvo per i nemici più deboli. Tutto questo mentre ci si sposta, si attacca e si evitano gli attacchi, in una sorta di balletto sinergico tra lobo sinistro e destro del cervello: una meccanica originale, divertente e anche sufficientemente sfidante.
Struttura metroidvania
Possiamo definire la struttura del gioco a livelli ma in realtà è molto affine a quella di un metroidvania. Visitando le aree della base lunare troverete dei checkpoint che, sbloccati, vi permettono di tornare immediatamente all’HUB nel quale potrete spendere le risorse accumulate per migliorare armi, hacking e persino affrontare fino a 30 sfide uniche tramite un simulatore. Queste spingono molto su aspetti diversi del gioco e ce ne sono di dedicate al platforming, alla raccolta oggetti, all’eliminazione di nemici e un mix di tutte queste.

Ogni area ha una percentuale di completamento, quindi si può tornare indietro per sbloccare nuovi percorsi e ottenere oggetti che magari non si potevano raggiungere prima: da qui la struttura metroidvania seppur leggera e non strettamente necessaria al completamento dell’avventura.
Questo può essere un pregio ma anche un piccolo difetto – si poteva incentivare un po’ di backtracking con l’acquisizione di oggetti necessari al proseguimento. Un approccio che sarebbe stato favorito anche dai sistemi di warp da e verso l’HUB, arricchendo il ritmo dell’esplorazione e in ultima battuta allugando anche un po’ la durata.
A chi lo consigliamo?
Pragmata: Un acquisto obbligato per chi vuole un gioco originale e perfettamente confezionato. La durata dell’avventura non va oltre le 10 ore, tuttavia completare il gioco sblocca una nuova arma, una nuova modalità, una difficoltà aggiuntiva e chiaramente l’immancabile New Game+, pertanto offre contenuti a sufficienza per almeno 25 ore qualora vogliate portare a termine tutto ciò che il gioco propone. Se vi piace l’ambientazione sci-fi e non disdegnate storie lineari, dritte al punto e a forte impatto emotivo, allora Pragmata è una produzione che vi stupirà. – 7gatsu






