Recensione Geki-Oh Shienryu: STG dimenticato?

shienryu copertina

Geki-Oh Shienryu è uno dei recenti titoli retro recuperati dalla software house Hamster per la pubblicazione su Nintendo Switch 2 e PlayStation 5, all’interno della serie Console Archives. A questo giro si tratta di uno shoot ‘em up originariamente pubblicato nelle sale arcade e su PlayStation 1.

Provato su Nintendo Switch 2

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single playercoop multiplayer

La traduzione letterale di “Shienryu” sarebbe drago dalle fiamme purpuree, un titolo che fa pensare a un setting fantasy ma in realtà si tratta di un gioco che rientra nel classico filone sci-fi con mech giganti e mostruosità meccaniche da far esplodere a suon di coloratissimi proiettili.

Questo STG, sviluppato da Warashi e lanciato nelle sale arcade giapponesi nel 1997, vide una seconda pubblicazione su PlayStation nel 1999 (anche in quel caso presa in carico da Hamster stessa), con l’aggiunta di una corposa modalità omake che è stata naturalmente preservata nel port per Nintendo Switch 2 e PlayStation 5, trattandosi di un titolo della collana “Console Archives” recentemente inaugurata.

L’approccio del gioco è molto classico, di fatto il giocatore può usare solo un tipo di astronave (una rossa per il P1 e una blu per P2) che cambia modalità di attacco in base ai power-up presi nel corso del livello. Le armi che potete usare sono tre: spread classico con il potenziamento rosso, laser homing con quello blu e infine missili con quello giallo. La potenza di fuoco cresce acquisendo i potenziamenti “P” mentre la velocità di movimento aumenta con quelli indicati dalla lettera “S”. Come di consueto avrete anche delle ottime bombe con effetti differenti in base al tipo di sparo di cui disponete.

In sostanza, questo è tutto ciò che dovete sapere sul funzionamento “meccanico” del gioco: si spara a tutto ciò che avete di fronte sperando di non essere vittima di uno dei tanti proiettili vaganti. Rispetto a giochi di stampo “bullet hell” intensivo, Shienryu ha una qualità intermedia che lo avvicina molto ai prodotti Compile e richiede quindi riflessi e un po’ di memorizzazione degli 8 livelli in cui è suddiviso.

Ogni livello ha delle sotto-sezioni che fungono da checkpoint quando si muore, un sistema che in potenza rende il gioco più ostico perché a ogni morte si viene rispediti indietro con la perdita di alcuni potenziamenti vitali per resistere alle ondate di nemici. Non c’è un forte “Gradius effect” ma si inizia ad avvertire qualche difficoltà verso la fine, soprattutto nell’ultimo stage che vi costringe a sconfiggere il boss finale senza morire, pena ricominciare il livello dall’inizio.

Non avendo mai giocato il classico su PlayStation, posso parlare solo di quanto questo port mi abbia soddisfatto in relazione alla mia esperienza con gli STG. Hamster ha comunque fatto un ottimo lavoro permettendo la personalizzazione dello schermo e l’aggiunta di filtri CRT molto dettagliati per smussare un po’ l’altrimenti spigolosa definizione dei pixel.

Lanciandosi in gioco le modalità immediatamente visibili sono tre: quella standard, quella semplificata (Nurui) e una modalità hard (Muzui). Tuttavia, il gioco nasconde altre esperienze nella categoria “omake”. In questa sezione bonus troviamo alcune chicche rare per il genere STG, ovvero delle variazioni sul tema: c’è una modalità chiamata Jienryu, dove il gioco è semplificato in pixel monocromi come se si stesse giocando su PocketStation (per quelli che ricordano questa periferica); una chiamata Furuiryu dove il gioco ha tonalità seppia e qualità video degradata come in una fotografia d’epoca; un’altra ancora dove tutto è rallentato e una modalità comica dove i suoni sono sostituiti da risate e musica completamente fuori da qualsiasi contesto.

Indubbiamente queste aggiunte non vanno a modificare significativamente il gameplay (tranne nel caso della modalità slow motion, per esempio) ma estendono la rigiocabilità quel tanto che basta per non far percepire il prodotto come un “one trick pony”, cosa che purtroppo alcuni giocatori provano con gli STG e che quindi ne limita la popolarità.

Geki-Oh Shienryu: Shienryu è un buon STG, sebbene non si azzardi a innovare in alcun campo. La grafica pixel è piacevole, le musiche accompagnano decentemente, il gameplay è sfidante al punto giusto e presenta persino diverse modalità in cui cimentarsi. Se a questo aggiungiamo il prezzo davvero contenuto, derivante comunque dall’essere un port di un titolo degli anni ‘90, allora possiamo davvero considerarlo un acquisto valido per completare la propria libreria di shoot ‘em up su Switch 2 o su PlayStation 5. 7gatsu

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von 10
2026-06-21T09:48:50+02:00

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