Fatal Fury/Garou Densetsu: The Ultimate History è il più recente libro edito da Bitmap Books, dedicato alla saga di picchiaduro di SNK. Un testo che racconta non solo la storia del franchise dai primi giochi apparsi nelle sale arcade ma che lo fa illustrandone ogni aspetto in maniera precisa, sequenziandone l’evoluzione e mettendoli anche in contrapposizione con la diretta concorrenza di Capcom.
Il libro è acquistabile in versione cartacea sul sito ufficiale (le scorte non sono infinite, quindi se siete interessati vi conviene davvero farci un pensiero alla svelta): disponibile in versione classica o quella da collezione con bonus aggiuntivi. Noi abbiamo potuto recensirlo grazie al supporto di Bitmap Books, che ci ha fornito una copia per l’occasione.
Detto ciò, voglio togliermi subito un peso perché non voglio rotture di ca**o, a Fatal Fury ho sempre giocato in maniera disimpegnata, tant’è che non ho un vero main né posso dire di conoscere approfonditamente le sue meccaniche. Rispetto ad altra roba che mi è entrata nel cuore anche, se non soprattutto, per la sua componente ludica, Fatal Fury/Garou assomiglia più a un grande gruppo di amici che vedi raramente ma con cui ti trovi bene ogni volta.
Grosso guaio a South Town
South Town è il luogo dove tutto ha inizio, una città fittizia a stelle e strisce dove solo i più forti sopravvivono: un luogo violento ma magnetico, dove i personaggi iconici della serie si muovono tra vendette e amicizie. Non a caso il libro si apre con una mappa dettagliata di tutte le location memorabili, settando immediatamente l’aspettativa del lettore sulla natura del testo: un compendio che racchiude tutto ciò che bisogna assolutamente sapere su Garou Densetsu.
Gli aspetti più interessanti della produzione sono i tanti piccoli risvolti e retroscena che vengono finalmente messi nero su bianco e che non andremo qui a svelare per non rovinare la sorpresa e la gioia che si può provare in prima persona. Questi valgono bene il costo del volume, come la storia di Takashi Nishiyama e di come sia stato coptato da SNK dopo Street Fighter per realizzare un picchiaduro per la software house. A esser pienamente sincero, però, più che mille parole, nel mio caso sono gli artwork a parlare.

Fatal Fury fa parte di quel pantheon SNK che per me ha un fascino incredibile da sempre. King of Fighters, Samurai Showdown, Metal Slug (che ancora oggi rappresenta forse il picco massimo della pixel art) e tutti questi titoli erano legati da una squadra di artisti eccelsi e che, seppur con stili anche diametralmente opposti, hanno creato una cifra stilistica solida e omogenea.
Dallo stile più reale e “cinematografico” di Tonko, la cui arte promozionale ricorda molto quella sfruttata dalla settima arte fino al secolo scorso a quello spiccatamente manga di Shinkiro, Obari e Hiroaki. Ognuno comunque fortemente diverso, identitario e, con accezione assolutamente non negativa, autoreferenziale.
Ed è questo che rende gli artbook di SNK così intriganti, soprattutto quando a curarli è Bitmap Books che stampa ormai da un bel pezzo alcuni dei libri migliori legati alla storia e all’arte videoludica. Il sito ufficiale ne è pieno, suddivisi per giochi, genere, console o storia del medium: tutti con una produzione di alto profilo.

Un vero e proprio manuale
Chiaramente questo Fatal Fury/Garou Densetsu: The Ultimate History non fa eccezione, è ricco di informazioni, dati, interviste e commenti legati allo sviluppo e al percorso della serie, alle ispirazioni ricevute dall’avvento di Street Fighter 3 per esempio, facendolo rientrare di fatto nella saggistica, e ovviamente non manca la parte più visiva fatta di schermate, fondali, sprite dettagliati (a opera di Hiroshi Okamoto, Youichiro Soeda e Nobuyuki Kiroki) nonché key art che è sempre un piacere ammirare.
Confeziona dunque un manuale di studio verticale e affascinante. Ciò che mi colpisce sempre di questo medium è come le restrizioni tecnologiche diventino poi vettore di creatività, paletti che diventano trampolini, limiti che si trasformano in libertà artistica.
L’esempio che spicca più di tutti per me è legato alle versioni pocket di Fatal Fury in cui i limiti tecnologici creano uno dei titoli artisticamente più identitari del brand. Lo stile super deformed e i fondali più “limpidi” dovuti alla carenza di memoria e potenza di calcolo portano una meravigliosa pulizia grafica e uno stile più fanciullesco. E se da un lato ricorda come spesso “Less” sia davvero “More” dall’altro dimostrano quanta identità ci fosse in quel character design, tanto che, pure ridotto all’osso, ogni sprite porta con sé appieno il carattere di ogni personaggio del roster.

Quando si arriva poi alla chiusura di un’epoca con Garou: Mark of the Wolves, non può che scendere una lacrima, non tanto per la chiusura nel cassetto del franchise per 26 anni, fino al più recente Fatal Fury: City of the Wolves ma per la fine di un modo di intendere i picchiaduro della vecchia scuola. Pubblicato nel 1999, Garou: Mark of the Wolves è stato “l’ultimo Fatal Fury pubblicato da SNK a fare uso del rendering grafico 2D”. Vedere bozzetti preparatori dei personaggi e artwork di questo capolavoro che ha chiuso il millennio col botto è sempre emozionante, soprattutto quando sono racchiusi in un tomo così prestigioso.
Per mio gusto, mi sarebbe piaciuto veder ancora più studi, sketch e bozzetti al posto di molti screenshot presi dai giochi (di cui ne sarebbero bastati un paio per ogni titolo) ma sarebbe anche ingiusto penalizzare troppo questa produzione per una mancanza che viene sopperita da una qualità soverchiante. L’arte di Fatal Fury è l’ennesimo centro di Bitmap Books, oltre che la conferma di quanta ricchezza artistica contenga il medium del videogioco, che seppur giovane inizia ad avere una ricca storia alle spalle che merita di essere esplorata.
A chi lo consigliamo?
Molti lamenteranno il fatto che questa non sia una recensione videoludica, ma è comunque la nostra opinione su un prodotto affine, che esplora in maniera puntuale e attenta, con tanto di materiale visivo a corredo, una delle saghe di picchiaduro più iconiche di questo mondo. Se non avete mai sentito parlare di Fatal Fury probabilmente siete cresciuti in un laboratorio di sperimentazione umana ma non ve ne faccio una colpa, potete tranquillamente recuperare il tempo perso dando un’occhiata al tomo omnicomprensivo (o quasi) di Bitmap Books.
Il prodotto è assolutamente consigliato per tutti i fan del franchise che vogliono qualcosa di veramente gagliardo da esporre nella propria collezione. Se avete superato gli “anta”, come ogni fan di Fatal Fury che si rispetti, non avrete comunque tempo per giocare, quindi tanto vale leggersi questo mastodontico di volume di circa 500 pagine mentre sorseggiate un buon caffè.
