Recensione Arcade Archives 2 Xevious 3D/G

xevious 3d g copertina

La serie Arcade Archives (e per estensione Arcade Archives 2) festeggia con Xevious 3D/G il 100esimo gioco NAMCO LIMITED e la 500esima settimana consecutiva di pubblicazione della serie: un traguardo che siamo ben lieti sia stato celebrato con questa release. Il gioco è disponibile su Nintendo Switch 2, PlayStation 5 e Xbox Series.

Provato su PlayStation 5

PS4switch
single playercoop multiplayer

A metà degli anni Novanta gli STG vivevano una seconda giovinezza grazie a titoli come RayStorm e Namco, che con il primo Xevious aveva scritto una pagina fondamentale del genere e decise di cavalcare l’onda con un seguito in 3D. Tecnologicamente, la scelta cadde sulla System 11, la scheda arcade basata sull’hardware della PlayStation su cui girava anche il primo Tekken. Non era la scheda più potente in circolazione, ma costava poco e piaceva molto ai gestori delle sale, soprattutto a quelli più piccoli.

Xevious 3D/G fu presentato come il primo sparatutto per questa scheda e venne distribuito come kit di conversione per altri cabinati Namco. Un dettaglio che la dice lunga sulle intenzioni dell’azienda: un prodotto economico, facile da installare e con un nome capace di attirare subito i giocatori più nostalgici. Lo stile visivo all’epoca non convinse i fan ma oggi possiamo considerarlo a conti fatti davvero un buon prodotto.

Il gameplay resta fedele alla formula classica e il gioco, pur essendo interamente realizzato in poligoni, si gioca sul piano bidimensionale con scorrimento verticale. Il Solvalou dispone come sempre di due armi: lo Zapper per i nemici in volo e il Blaster, la bomba da sganciare sui bersagli a terra con l’aiuto del mirino.

La vera novità è rappresentata dai power-up, contenuti nelle Poladome, strutture cilindriche da bombardare. Il blu offre un doppio colpo, il verde un raggio concentrato che attraversa i nemici e il rosso un laser a ricerca che aggancia qualsiasi bersaglio a schermo. All’epoca i fan storici non la presero benissimo: la rivista giapponese Gamest riportò il malcontento di chi vedeva tradita la filosofia del primo Xevious, costruita proprio sull’assenza di potenziamenti.

Le tre armi, per alcuni, rendono il gioco più accessibile ma a dirla tutta, senza salvataggi e strumenti di assistenza, con un solo CC non sono ancora riuscito ad andare oltre la metà del terzo micidiale livello. E non sono certo un pivello nel genere STG.

Il gioco è diviso in sette aree e la System 11 permise a Namco di recuperare alcuni bozzetti concettuali del primo capitolo, come le grandi strutture di ispirazione azteca, e di costruire un mondo più vicino a quello immaginato in origine. Ogni area si chiude con un boss, tra cui torna l’immancabile Andor Genesis.

Non mancano i segreti per i giocatori più attenti: bombardando punti precisi del terreno compaiono le torri Sol e le Special Flag di Rally-X che regalano una vita extra, oltre a qualche omaggio ad altri titoli Namco come un Pooka di Dig Dug nascosto tra gli scenari.

Dal punto di vista grafico, Namco scelse volutamente di non usare le texture e puntare tutto sul Gouraud shading, per non snaturare il look futuristico della serie. Il risultato è pulito, leggibile e ha retto al tempo meglio di tanti poligoni texturizzati dell’epoca, grazie anche a una regia che cambia spesso inquadratura durante i momenti più concitati.

Come sempre nella raccolta Arcade Archives 2 (e chi ci legge dovrebbe avere ormai capito cosa ha da offrire questa serie) troviamo la Original Mode con facilitazioni come salvataggi multipli, affiancata dalle classiche Hi Score, Caravan (cinque minuti per fare più punti possibile) e Time Attack, esclusiva della versione Arcade Archives 2. Si può giocare in due, ma solo in locale.

La modalità Time Attack è l’aggiunta più azzeccata in questo caso perché trasforma la brevità del gioco in una sfida da ripetere. Chi ha già provato Arcade Archives 2 Cyber Cycles sa bene che gli arcade Namco di quegli anni erano pensati per partite brevi e intense.

Arcade Archives 2 Xevious 3D/G: Un seguito poligonale che non ha mai goduto della fama del primo capitolo, ma che oggi merita una seconda possibilità, soprattutto per chi non ha mai visto il cabinato originale. Breve e forse troppo generoso con i power-up per i puristi, compensa con una grafica che ha retto bene al passare degli anni e una colonna sonora techno da ascoltare a tutto volume. – 7gatsu

7.5
von 10
2026-09-30T15:07:33+02:00

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