Recensione Ray’z Arcade Chronology: una raccolta epica

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Ray’z Arcade Chronology è la fantastica raccolta che include i tre giochi della serie “Ray”. Sviluppati da Taito nella seconda metà degli anni ‘90, sono pubblicati oggigiorno da ININ su Nintendo Switch, PlayStation e PC tramite Steam. È possibile al momento preordinare una copia della Collector’s Edition per Switch o PlayStation su Strictly Limited Games.

Provato su Nintendo Switch

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La serie Ray, costituita da RayForce, RayStorm e RayCrisis, ha avuto sicuramente una crisi d’identità fin dall’uscita del primo titolo. Questo infatti ha almeno quattro nomi diversi, a seconda dell’editore e del paese in cui fu pubblicato. I soliti problemi legati al copyright, insomma. RayForce quindi è spesso identificato anche con il nome Layer Section, Gunlock e persino il poco ispirato Galactic Attack. A prescindere dal nome, però, si tratta sempre dello stesso gioco.

RayForce fu pubblicato nelle sale arcade nel 1994, con una versione successiva poi per Sega Saturn. Il sequel RayStorm vide invece una pubblicazione più ad ampio spettro, uscito nel 1996 nelle sale giochi apparve poi anche su PlayStation 3 e Xbox 360. L’ultimo capitolo, RayCrisis, invece, risale al 1998 e dopo le sale giochi arrivò nel 2000 su PlayStation.

Come sempre, avere queste serie così sparpagliate in giro per vecchie console non è mai piacevole, ed ecco che viene in aiuto ININ, che confeziona tutto in un comodo pacchetto di cui poter usufruire quando e come volete su piattaforme moderne. Abbiamo recensito una quantità enorme di shmup pubblicati dalla compagnia, quindi possiamo dire che c’è davvero chi presta attenzione a questa piccola nicchia di giocatori. La Ray’z Arcade Chronology segue quindi gli ottimi esempi precedenti, oltre ai tre giochi classici nelle loro versioni originali, quelle arcade, troviamo anche le versioni HD di RayStorm e RayCrisis, che puliscono gli sprite pixellosi e restituiscono un’esperienza più in linea con gli standard odierni.

Il vero gioiello di questa raccolta è RayForce, di cui abbiamo parlato anche nella nostra classifica dei 20 shoot ‘em up più influenti di sempre. Fu infatti uno dei primi STG (per i meno familiari con il termine, sta per shooting game) a incorporare un sistema di lock-on dei nemici. Questi sono sfalsati su due livelli, pertanto oltre a colpire i nemici che viaggiano sulla stessa traiettoria della vostra astronave, bisogna prestare attenzione a quelli ai livelli più bassi. Possono essere infatti colpiti, fino a un massimo di 8 alla volta, solo con i laser dopo averli presi di mira con il sistema lock.

Lo scorrimento verticale è stato costruito in modo tale da implementare dei fantastici scorci. Con l’astronave che sfreccia in apparenti direzioni diverse mentre tutto il mondo attorno a voi ruota, RayForce è un gioiello da ammirare in movimento. Le capacità del team Taito si sono qui espresse al loro massimo potenziale, offrendo un prodotto intramontabile e a cui molti altri giochi, in seguito, si sono ispirati.

La soundtrack è forse la migliore del lotto, pur non brillando rispetto ad altri STG, è fondamentalmente quella più orecchiabile tra i titoli della serie. Più che sufficiente quindi a dare una sensazione di completezza e soddisfazione quando si affrontano i sette livelli in cui è diviso RayForce.

Quando sia avviano gli altri due giochi della raccolta si avverte subito un cambio di passo. Sarebbe più corretto dire una direzione completamente differente rispetto a RayForce. Innanzitutto cambia l’aspect-ratio, con un approccio 16:9 rispetto al 3:4 classico. Questo schiaccia la visuale, dando meno spazio al movimento verticale per aggiungere una maggiore quantità di spostamenti orizzontali. Una direzione che, onestamente, non ha entusiasmato molti all’uscita del gioco.

RayStorm è infatti un chiaro esempio di “more of the same” ma fatto in maniera del tutto priva di ispirazione. Qualcosa di nuovo viene aggiunto al gameplay, come per esempio l’uso di un attacco speciale che si carica man mano che si abbattono nemici, dettaglio che potrebbe essere considerato come una delle bombe in grado di cancellare proiettili nemici e arrecare danno a tutto ciò che c’è a schermo. Fattore che mancava in RayForce ma che gli dava proprio quel tocco distintivo.

RayStorm non ha molto da aggiungere al discorso, ma ciò che rende un po’ più accessibile il prodotto è forse la possibilità di selezionare la modalità “Auto” per il lancio dei laser con lock. Non appena si locka un nemico nel mirino, i laser partono in automatico, consentendo al giocatore di concentrarsi sullo schivare il fuoco nemico. RayStorm ha un livello in più rispetto a RayForce, portando il totale a 8. Nulla di memorabile, purtroppo, e persino la soundtrack scorre via senza momenti esaltanti.

RayCrisis è il chiaro pesce fuor d’acqua, nasce come idea prequel per RayForce e quindi si svolge in un mondo sintetico, all’interno di un neurocomputer con delle griglie che fanno molto Johnny Mnemonic (d’altronde, l’epoca è proprio quella…). Tralasciando la trama che sicuramente interesserà a ben pochi, vale la pena invece sottolineare che in Crisis viene rimosso l’auto-fire con il lock, introdotto in Storm. Prima di iniziare la propria avventura il giocatore può scegliere un tag-name di 3 lettere.

Vale la pena usare sempre la stessa sigla, partita dopo partita, perché il gioco memorizza i pattern intrapresi con quello specifico tag. Potrete quindi accedere a variazioni e arrangiamenti diversi dei livelli, scoprendo così un totale di 48 mappe e 3 finali diversi. Ora, Crisis è davvero strano a esser sincero poiché a tutto questo sistema di percorsi si affianca quello del punteggio. Legato a questo c’è la barra di Encroachment, che, se raggiunge il 100%, fa perdere punti al giocatore. Più nemici ci sono a schermo e più la barra aumenta. Per raggiungere il true ending è necessario avere un livello di Encroachment inferiore al 20%, tutt’altro che una passeggiata.

La soundtrack ha dei toni ambient e jazzy, una scelta di design se vogliamo. L’ho apprezzata maggiormente rispetto a quella di RayStorm, inoltre la rigiocabilità è qui superiore rispetto al predecessore, cosa che mi ha spinto a fare ben tre run di seguito per vedere le eventuali differenze tra i percorsi.

Agli amanti degli STG: Trattandosi di una raccolta che include uno dei migliori e più influenti shoot ‘em up della storia del genere, è chiaro che questo prodotto deve assolutamente entrare a far parte della collezione di tutti, e dico tutti gli amanti degli shoot ‘em up. Nessuno escluso. Sebbene RayStorm e RayCrisis non siano dei capolavori imperdibili, vale sicuramente la pena averli tutti a portata di mano. Pur non essendo innovativi e appoggiandosi alle meccaniche stabilite con RayForce, sono ancora oggi piacevoli da giocare. La difficoltà è piuttosto elevata, anche scegliendo il livello di sfida più basso. Sebbene non siano tra i più complessi del genere in termini di meccaniche, per portarli a termine con un solo credito avrete bisogno di pratica, tempo ed eventualmente anche qualche imprecazione a corredare il quadro. Ma uno shmup senza profanità urlate a squarciagola, che shmup sarebbe? 7gatsu

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2024-02-06T13:54:19+01:00

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