Evitando ingombranti preamboli, direi siamo tutti abbastanza d’accordo sul fatto che Warhammer 40.000: Mechanicus sia un titolo avvincente. Le battaglie sotterranee tra l’Adeptus Mechanicus e gli enigmatici Necron della prima fatica dei francesi Bulwark Studios hanno catturato i cuori di tantissimi appassionati dell’universo grimdark di Games Workshop. Il connubio tra dungeon crawling e combattimenti tattici a turni riusciva a creare loop di gameplay avvincente e carico di tensione, complice anche la colonna sonora di Guillaume David, a dir poco stellare.
Quindi, pur rimanendo un gioco di nicchia anche per alcuni appassionati di Warhammer: 40.000, Mechanicus si è comunque ritagliato una fan base che ovviamente attendeva con certa trepidazione l’arrivo del sequel. Disponibile dal 21 maggio su PC tramite Steam, Playstation 5 e Xbox Series X/S, il nuovo lavoro dello sviluppatore transalpino prova a espandere il conflitto tra Adeptus Mechanicus e Necron su scala planetaria, dandoci la possibilità di giocare la campagna di entrambe le fazioni. Tuttavia, puntando forse troppo sull’accessibilità e sulla linearità, il titolo abbandona molti degli elementi che avevano reso unico precedente capitolo.
Provato su PC
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Rosso contro Verde
Siamo su Hekateus IV, verde pianeta pieno di segreti, molto ambito dagli Adeptus Mechanicus che ovviamente vogliono devastarne l’ecosistema per trasformarlo in un Forge World e magari anche depredare qualche tecnologia Necron per studiarla e ingegneria inversa per dare all’umanità altre armi di distruzione di massa.
Dall’altra parte troviamo i Necron che risvegliatisi parecchio incazzati da eoni di sonno, pretendono di avere il dominio su Hekateus IV. Non tanto per farne un paradiso eh, semplicemente per mandare avanti anni di luce delle loro faide interiori.
E così, dopo un breve tutorial dove ci vengono spiegate le meccaniche dei combattimenti e delle unità base delle due fazioni, ci viene data la possibilità di scegliere con quale campagna iniziare. Sin dal tutorial si nota la prima novità, ovvero la possibilità di controllare delle potenti unità “Eroe” che possono sia fare gravi danni alle unità nemiche, sia fornire potenziamenti alle unità alleate.
Scopriremo ben presto però che gli eroi andranno protetti a tutti i costi, perché quasi tutte le missioni falliranno se questi vengono fatti secchi. Questo fornisce alle battaglie una buona varietà di situazioni tattiche, in quanto ogni Eroe avrà delle sue caratteristiche da sfruttare per avere la meglio.

Tuttavia, gli Eroi avranno un sistema di livellamento molto lineare che permette fondamentalmente di potenziare delle skill preimpostate. Questa scelta toglie la possibilità di personalizzare i propri Adeptus Mechanicus a piacimento con equipaggiamento e innesti particolari. In cambio, avremo più unità base tra cui scegliere, ognuna con un suo ruolo specifico e che vanno messe in campo con criterio.
Unità a lungo e medio raggio si possono combinare a unità per attacchi ravvicinati, o magari a unità speciali come quelle volanti o tank capaci di devastare gruppi di nemici. Negli scenari sarà possibile sfruttare coperture o distruggerle, ma questa aggiunta però si perde un po’ nelle battaglie che seguiranno lo stesso flow di quelle del primo, con sparatorie aperte e scontri ravvicinati.
Dammi la manina cibernetica, piccolo Magos
Nel gioco il conflitto si svolgerà sull’intero pianeta di Hekateus IV, quindi avremo a disposizione un’intera mappa dove sarà possibile scegliere tra missioni principali, secondarie e alcune attività per potenziare la propria fazione.
La guerra su scala planetaria però, non viene sfruttata a dovere: sebbene il gioco dia l’illusione di libertà di scelta, alla fine ci prenderà per mano e ci guiderà, cosa che rende la mappa un semplice orpello per abbellire una lista di missioni, senza particolari guizzi o situazioni che possono veramente compromettere l’andamento della campagna.
L’elementare gestione di risorse e rischi rende tutto troppo semplice, basterà controllare giusto i punti Requisizione a disposizione per reclutare unità, potenziare gli Eroi e portare a termine le missioni di difesa per portare avanti la campagna senza troppi crucci.
Inoltre, sarà possibile mandare i propri Eroi a eseguire compiti, come ad esempio la costruzione di una Città Forgia che ci permetterà di sbloccare nuove unità o potenziamenti.
Alcuni di questi compiti si possono portare a termine solo con un determinato Eroe e vengono presentati in pompa magna da dialoghi tra i personaggi principali. Ci si aspetterebbe quindi di poter partecipare a missioni toste dove verranno messe alla prova le nostre abilità di comando tattico, ma invece queste vengono risolte con un semplice clic.
Va bene direte, non si possono personalizzare gli Adeptus Mechanicus, la campagna è lineare, però dai almeno ci han lasciato l’esplorazione delle tombe e degli scenari! E invece no, purtroppo anche le missioni saranno guidate. L’Eroe scelto si muoverà automaticamente da un punto all’altro, attivando combattimenti o eventi dove scegliere come comportarsi, rischiando di far aumentare l’allerta del nemico.
Niente più esplorazione dei dungeon, dove si dovrà far attenzione a scegliere in quali stanze entrare e cosa sacrificare per ottenere dei vantaggi tattici. A questo si aggiunge il fatto che la maggior parte dei combattimenti di Mechanicus 2 non avverranno nelle suggestive tombe Necron, ma in scenari aperti dove si alterneranno biomi già visti e già vissuti.
E così, a mandare avanti le due campagne ci pensano le battaglie tattiche comunque molto piacevoli e la storia, ben narrata e che sicuramente farà felici gli amanti dell’universo di Warhammer: 40.000.
Il secondo album è sempre il più difficile
La colonna sonora del primo Mechanicus è una delle migliori mai realizzate per un gioco ambientato nell’universo Grimdark, se non nell’intero settore del gaming di stampo occidentale.
Con la collaborazione di un organista professionista e utilizzando un vero organo in una chiesa in Francia, Guillaume David era riuscito a creare l’unione perfetta tra una musica celestiale, scritta ed eseguita in una qualche Megacattedrale su Marte accompagnata da un coro di inquietanti ugole cibernetiche.

Colonna sonora perfetta che anche fuori dal gioco è un piacere per i sensi. Purtroppo, per il sequel probabilmente David non ha trovato la stessa ispirazione, componendo soluzioni non proprio brillanti che tra l’altro si annidano timide in un angolo a causa di un missaggio debole.
Forse proprio per questo, gli sviluppatori hanno deciso di inserire la soundtrack del primo, sotto forma di DLC a pagamento. Una scelta funesta dietro la quale ci possono essere svariate ragioni, ma che volontariamente o involontariamente prende un po’ in giro l’intelligenza dei giocatori.
A questo sistema di ingranaggi poco oliato che di sicuro non si attirerà le lodi dell’Omnissiah, si aggiunge anche un’ottimizzazione non proprio da favola che fa patire anche le configurazioni PC più potenti ed ecco che arriva il pensiero inevitabile: forse era meglio se Warhammer 40.000: Mechanicus 2 restava nel forno qualche altro mese, se non addirittura un anno in più prima di uscire.
A chi lo consigliamo?
Warhammer 40.000 Mechanicus II: Onestamente non saprei veramente a chi consigliare il lavoro di Bulwark Studios. I fan del primo gioco finiranno probabilmente per detestarlo mentre gli amanti dei titoli strategici troveranno ben pochi guizzi originali che ne possano giustificare l’acquisto. Era lecito aspettarsi molto di più dagli sviluppatori, che probabilmente hanno deciso di semplificare il più possibile il nuovo gioco, dimenticando cosa aveva reso il primo un’esperienza unica e speciale. Falciando l’esplorazione, la personalizzazione e passando dai suggestivi dungeon Necron a scenari aperti poco evocativi, Bulwark Studios ci ha consegnato un sequel deludente. Non bastano le due campagne e un sistema di combattimento tattico (che comunque funziona bene) a risollevare le sorti di Warhammer 40.000: Mechanicus 2, che tra l’altro deve fare i conti con altri due cortocircuiti non da poco: la colonna sonora sottotono e la pessima ottimizzazione. – heavysam




