Recensione Arcade Archives 2: Lady Bug

lady bug copertina

Lady Bug è uno dei recenti titoli aggiunti da Hamster alla raccolta Arcade Archives 2: si tratta di un classico del 1981 sviluppato da Universal che si inseriva nella scia dei videogiochi di stampo labirintico inaugurati con Pac-Man. Ora è acquistabile su console Nintendo Switch, PlayStation e Xbox Series.

Provato su PlayStation 5

PS4switch
single player

Tutti conoscono Pac-Man e tutti hanno giocato almeno una volta a questo intramontabile classico. Quando si parla di giochi in stile labirinto con un personaggio che si muove all’interno e che deve recuperare “oggetti” sparsi prima di essere acchiappato dai nemici, la mente va immediatamente a quel prodotto lì e forse pochi conosceranno Lady Bug. D’altronde, nemmeno io avevo idea della sua esistenza, e direi anche a torto, dal momento che si tratta di uno dei migliori “maze” arcade che io abbia mai giocato.

Sì perché se Pac-Man è stato il capostipite, un anno dopo la sua uscita nella sale arcade, Universal (e nello specifico il designer Kazutoshi Ueda, autore tra l’altro di prodotti come Mr. Do! e Dungeon Explorer) pubblicano questa versione innovativa, con un concept simile ma sufficientemente differente da meritare un recupero odierno. All’epoca il cabinato non ebbe particolare fortuna, doveva infatti competere con lo stesso Pac-Man, Donkey Kong, Scramble, Defender, Frogger e Galaga, tutti pesi massimi del settore. Fortunatamente ci pensò il ColecoVision ad aumentare la popolarità di questo gioco dal momento che Lady Bug faceva parte della line-up di lancio della console, fattore che ne permise una più ampia distribuzione tra il segmento dei videogiocatori.

Proprio come recita il nome del gioco, in Lady Bug si impersona una coccinella che si muove all’interno del labirinto, cercando di mangiare i semi di cui è disseminato prima che gli altri insetti (che proprio come i fantasmini di Pac-Man partono dal centro del livello) la divorino.

Il bordo del labirinto funge da timer e quando scade gli insetti vengono liberati dalla zona centrale, l’unico modo per la coccinella di fuggire è quello di utilizzare sapientemente il sistema di porte girevoli all’interno del labirinto. Queste sono immediatamente visibili, identificate dal colore verde: spingendole si cambia l’assetto del labirinto e si blocca a tutti gli effetti la strada agli altri insetti.

A differenza di Pac-Man, Lady Bug non ha uno strumento di invincibilità per mangiare i nemici ma deve costringerli a prendere dei percorsi che li portino sulle icone a forma di teschio. In questo modo si eliminano gli avversari e si guadagna tempo per completare il labirinto: il livello termina, proprio come in Pac-Man, quando non ci sono più oggetti da prendere.

Oltre ai semi che danno punti, ci sono dei moltiplicatori indicati da una sfera blu con il cuore al centro e delle lettere che, raccolte, fanno lo spelling di due frasi: Special ed Extra. Raccogliendo tante lettere a sufficienza per queste si termina immediatamente il livello e si guadagna una vita o un credito aggiuntivo.

Il concept è semplice ma l’esecuzione è tutt’altro che banale e devo dire che il prodotto è ancora oggi molto divertente per qualche partita mordi e fuggi. Soprattutto se consideriamo che l’approccio Arcade Archives 2 di Hamster aggiunge anche altre modalità di gioco (proprio come visto nella recensione di TEKKEN) oltre a quella originale.

Nello specifico troviamo Time Attack, Caravan e Hi-Score. Sebbene nell’ultimo gioco che ho recensito di Arcade Archives 2 queste abbiano un senso, in realtà in Lady Bug solo Time Attack e Caravan hanno una vera e propria applicazione pratica: in entrambi i casi si lotta per un punteggio alto contro il timer. La modalità Hi-Score, invece, sembra quasi una semplice ripetizione dell’Original, d’altronde, anche lì si compete per il miglior punteggio, rendendo di fatto la modalità un po’ ridondante.

Lato ottimizzazione e QoL, non c’è proprio nulla da dire: Hamster continua il suo eccellente lavoro di porting di questi classici e lo fa applicando tutto l’expertise che ha conquistato nel tempo. Abbiamo save state, filtri CRT per replicare la qualità visiva degli schermi dell’epoca, manuale di gioco con tutte le informazioni e una cura globale per la resa dell’emulazione da cui altre compagnie dovrebbero prendere decisamente esempio.

Arcade Archives 2: Lady Bug: Se vi piace Pac-Man e non avete mai superato la febbre da arcade di inizio anni ‘80, Lady Bug è l’evoluzione perfetta dei “maze chase” ed è un vero peccato che l’arcade originale non abbia avuto il successo sperato. Fortunatamente potete recuperarlo oggi su tutte le console moderne (anche se il prezzo potrebbe essere leggermente rivisto al ribasso, d’altronde parliamo pur sempre di un gioco arcade di oltre 40 anni fa). A tal proposito, se la modalità aggiuntiva Time Attack, esclusiva della serie Arcade Archives 2 non vi interessa, potete accaparrarvi la versione Arcade Archives classica a un prezzo inferiore. – 7gatsu

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von 10
2026-07-06T18:18:31+02:00

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