Recensione Rainbow Cotton: il remake dell’oscuro titolo Dreamcast

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Rainbow Cotton è il remake dell’omonimo shooter su binari, disponibile dal 9 maggio 2024 su console Nintendo Switch e PlayStation, nonché su PC tramite la piattaforma Steam. Non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di scrivere una recensione del gioco, ed eccola qui, giusto in tempo per la sua uscita sul mercato.

Provato su Nintendo Switch

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Rainbow Cotton esce originariamente nel 2000, come esclusiva per la console Dreamcast, ed esclusivamente in Giappone. Si tratta a tutti gli effetti di un sequel di Panorama Cotton, uscito nel 1994 su Sega Mega Drive e poi portato come semplice emulazione su console moderne (potete trovare la nostra recensione di Panorama Cotton al link).

Dal momento che si qualifica come sequel, Rainbow Cotton ne prende quindi le meccaniche basilari. Non più un classico STG a scorrimento orizzontale, ma con visuale alle spalle della streghetta. Come fu definito anche all’epoca: Space Harrier incontra Panzer Dragoon, con lo stile inconfondibile e caramelloso della serie.

Purtroppo il gioco non fu propriamente ben accolto, non tanto a causa della presentazione che era comunque piacevole e colorata, ma per i comandi. Questi si rivelarono davvero la spina nel fianco del gioco, rendendo il prodotto non solo complesso da giocare, ma anche estremamente frustrante. Spostiamoci ora nell’epoca moderna: lo sviluppatore Andreas Scholl della software house Kritzekratz3000 ha raccolto il guanto di sfida e, lavorando con Success e ININ, ha realizzato un remake di Rainbow Cotton, proprio quello che ora ci troviamo a recensire.

Abbiamo pubblicato prima dell’uscita una dettagliata intervista che potete recuperare al link precedente. In sostanza Scholl spiega come la sfida principale sia stata quella di adattare i comandi del vecchio Rainbow Cotton, rendendo l’esperienza fruibile per il pubblico moderno. È dunque riuscito nell’impresa? Per fortuna sì, anche se ciò non elimina tutti i problemi di Rainbow Cotton.

La storia vede come sempre la nostra streghetta alla ricerca di caramelle Willow da divorare. Il regno delle fate, però, è sotto attacco del demoniaco Tweed e Cotton sembra essere l’unica speranza per il regno. Ben conoscendo il caratteraccio della strega, Silk, la fata che spesso vediamo accompagnare Cotton, decide di raggirarla, promettendole come sempre delle succose Willow in cambio del suo aiuto. Ed è così che prende il via il gioco, con cutscene in stile anime (un po’ datate e non particolarmente dettagliate, ma comunque simpatiche) che fanno da intermezzo a livelli e boss fight, strappando qualche sorriso per la voracità di Cotton e la sua totale mancanza di interesse per le sorti del mondo in cui vive.

Il gioco è articolato in cinque livelli, ognuno con un mid-boss e un boss di fine livello. Il giocatore ha cinque continue per portare a termine l’avventura e sebbene possano sembrare abbastanza, vi ritroverete a esaurirli molto velocemente, soprattutto durante le vostre prime partite. Ed è qui che vale la pena sottolineare un classico problema degli shooter su binari: la visibilità. Purtroppo è ciò che ha piagato Panorama Cotton e anche l’originale Rainbow Cotton. Naturalmente la situazione si ripete anche in questo caso, rendendo davvero difficile leggere sempre tutto ciò che vi viene lanciato contro a schermo.

Si rivela spesso una battaglia d’attrito tra la vostra capacità di evitare colpi e raggiungere il prossimo oggetto curativo. È comunque un problema che si può arginare imparando alcuni pattern e zone sicure. Infatti Rainbow Cotton è uno STG dove conta maggiormente la memorizzazione rispetto ai riflessi e rapidità di esecuzione.

Partiamo dai punti positivi, ovvero le innegabili migliorie che sono state apportate al gioco. Innanzitutto, è stato cambiato il sistema di movimento di Cotton. Nel gioco per Dreamcast il giocatore aveva solo il controllo del mirino e pur spostandolo in una specifica direzione, questo ritornava immediatamente verso il centro dello schermo. Un comportamento che rendeva davvero complicato prendere di mira i numerosi nemici.

Ora si controlla invece Cotton e il mirino segue. La ricalibrazione automatica è ancora presente ma non va verso il centro dello schermo quanto piuttosto verso la visuale frontale di Cotton. Soprattutto, avviene in maniera molto lenta e graduale. A ciò si aggiunge anche una maggiore capacità di evidenziare i nemici, con il sistema di aggancio inserito. Attorno ai nemici presi di mira, il giocatore vedrà quindi degli indicatori luminosi.

Tale accorgimento è vitale per il lancio delle fate, acquisite durante i livelli sparando a nemici specifici. Più fate avrete (fino a un massimo di cinque), più nemici potrete prendere di mira per lanciargliele loro contro.

Queste seppur semplici revisioni, rendono molto più godibile il prodotto. Ma vi starete chiedendo, come faccio a esserne così sicuro? Semplicemente perché nel pacchetto è inclusa anche una Retro Mode. Ovvero il remake con alcuni filtri CRT e scanline applicati, nonché i comandi del titolo Dreamcast originale. Quindi i giocatori più curiosi che non hanno avuto modo di mettere le mani su Rainbow Cotton per Dreamcast, possono vedere da sé come i cambiamenti hanno un impatto diretto sulle prestazioni in gioco.

Piccole modifiche sono state anche applicate all’interfaccia, nulla di eccessivamente radicale, però, rispettando in pieno la visione artistica del team di sviluppo originale. Bisogna dar credito di ciò a Scholl, per aver mantenuto intatto l’aspetto e il carisma classico del franchise. Non sempre ciò basta però a tenere in piedi tutta la produzione, che ha una curva d’apprendimento molto ripida e potrebbe frustrare molti giocatori non abituati alla crudeltà di un STG. In sostanza, non lasciatevi ingannare dall’aspetto carino, è un vero e proprio cute ‘em up partorito dall’inferno.

Passiamo quindi ora a una delle mie lamentele. Un dettaglio che ha leggermente inficiato l’esperienza: l’assenza di un pulsante personalizzabile per l’autofire. I comandi non possono essere nemmeno modificati: avrete un solo pulsante per sparare e uno per lanciare le magie classiche di Cotton. Il problema si presenta con la pressione prolungata del pulsante di fuoco, che carica così anche le fate per lanciarle contro i nemici in lock. Sarebbe stato potenzialmente più utile avere anche qualche pulsante aggiuntivo per simulare una pressione ripetuta del pulsante di fuoco, senza attivare allo stesso tempo le fate.

Il motivo è presto detto: premere ripetutamente il pulsante permette di avere un output di fuoco maggiore, migliorando così le possibilità di abbattere i tanti nemici a schermo, soprattutto nei livelli più avanzati. Averne uno dedicato avrebbe permesso al secondo di essere usato per il lancio delle fate, mantenendo però alta la potenza di fuoco.

Avendo provato il gioco su Nintendo Switch, possiamo rassicurare chi ha intenzione di acquistare il prodotto sull’ibrida della grande N. Le prestazioni sono ottime, non ci sono cali di framerate e non c’è alcun input lag. Tutto si muove e appare in maniera praticamente perfetta, un eccellente lavoro di ottimizzazione senza cali di qualità evidenti.

Rainbow Cotton: Consigliato solo ai fan del franchise. Rainbow Cotton per Dreamcast ha un costo fuori dalla grazia di Dio, soprattutto se consideriamo il gameplay terribile che ve lo potrebbe far letteralmente odiare. Gli amanti della streghetta possono però finalmente recuperare questo capitolo, giocandolo anche con controlli migliorati e sicuramente più funzionali sulla propria console di riferimento o PC. Tuttavia, pur alla luce di ciò, Rainbow Cotton resta ancora un prodotto per pochi, pochissimi appassionati. Qualora vi interessi lo stile della serie, avrete sicuramente un’esperienza più in linea con le aspettative giocando Cotton Reboot! o Cotton Fantasy. 7gatsu

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von 10
2024-05-08T14:30:02+02:00

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