Recensione di Fantasy Maiden Wars – Dream of the Stray Dreamer

Il mondo di Touhou Project sforna nuovi titoli come un buon fornaio sforna baguette e stavolta è il turno di una versione globale di uno dei suoi titoli strategici più ambiziosi: Fantasy Maiden Wars – Dream of the Stray Dreamer, sviluppato da Sanbondo e pubblicato da Phoenixx Inc., disponibile su Steam dal 20 ottobre 2025.

Provato su PC e Steam Deck


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Il giocatore è libero di affrontare l’avventura scegliendo una delle due protagoniste principali, le facce più note del mondo Touhou: la sacerdotessa del santuario Reimu Hakurei o la sboccata maga Marisa Kirisame, mentre vengono rapidamente coinvolte in un conflitto a Gensokyo, tra umani, yokai e divinità in lotta. La storia si snoda per oltre 70 capitoli che corrispondono volgarmente a una mappa per capitolo, cadenzata da scene mute che fondono lore ufficiale e creazioni fan su misura, a creare un racconto ampio, curato e ricco di dettagli.

Il mondo è magnificamente tratteggiato: dalle regioni più tradizionali alle realtà alternative, ogni mappa mira a restituire quel senso “di caos ordinato” che spesso caratterizza Touhou. Il tono della scrittura sa essere leggero, con riferimenti curati ai personaggi, dall’altro momenti di serietà riportano il giocatore a un maggiore coinvolgimento negli eventi. Mentre la minaccia sovrannaturale incombe, le eroine stringono alleanza più e meno improbabili. Come molti sanno, Gensokyo è un mondo immenso, ricolmo di lore spaventosamente complessa e, proprio per questo, Fantasy Maiden Wars presenta un comodo glossario interno che racconta brevemente qualcosa sui personaggi, termini e riferimenti essenziali lungo la storia.

A meno che non siate nati ieri o abbiate appena subito una contusione, lo schema di combattimento di Fantasy Maiden Wars è quello classico degli SRPG su griglia in tipico stile Super Robot Wars (a tal proposito, consigliamo di leggere la nostra recente recensione su Super Robot Wars Y): il giocatore schiera un numero di unità sul campo, le riposiziona strategicamente, attacca, difende e avanza verso gli obiettivi. Per essere molto chiari, la struttura centrale è presa molto da vicina dall’era PS2/PS3 della storica saga BandaiNamco, con tanto di parametri simili, animazioni e menù simili e sistema di “Spirits”, grossomodo delle abilità da attivare nel corso del proprio turno, con effetti e descrizioni riportate con meticolosa attenzione.

Ora, a un occhio disattento questo potrebbe essere un addirittura un plagio, ma non è assolutamente il caso. Gli sviluppatori hanno implementato qualcosa che lo rendesse unico, e cioè una traslazione avvincetene delle iconiche “spell cards” tipiche del bullet-hell Touhou. Numerose unità nemiche hanno accesso a spell card che mutano la mappa, potenziano gli attacchi o ostacolano i movimento o applicano pesanti debuff o le rendono immuni ad assalti e altro ancora. Inoltre, le animazioni si fanno più cinematiche e l’intero scontro guadagna ritmo e spettacolarità. Il giocatore ha diversi modi per affrontare la sfida. Una tra queste è “catturare” la spell card nemica, appropriandosi delle sue proprietà. Questo non è spesso facile né immediato, ed è anzi del tutto facoltativo.

Affiancato al sistema “bonus”, e cioè sfide secondarie presenti in ogni mappa per aggiudicarsi ingenti quantità di punti per potenziare le unità, ogni mappa presenta diversi livelli di sfida. Come in SRW, i punti possono essere consumati nella fase intermission, tra una mappa e l’altra, per equipaggiare gear, scegliere o potenziare nuove abilità passive, sbloccando quindi delle potenzialità inedite per ogni unità e altro ancora per creare il proprio team perfetto, cosa non facile per un cast di oltre settanta unità, ognuna caratterizzata da un’abilità “danmaku” (la parola giapponese per bullet-hell) unica, che modifica delle proprietà della battaglia.

Sul piano visivo, Fantasy Maiden Wars fa leva su animazioni fluide, sprite discretamente dettagliati e scenari che alternano ambienti urbani a natura aperta a fantastici. Le sequenze degli attacchi speciali sono probabilmente la parte che ha ricevuto la maggiore cura: l’azione è incalzata con movimenti di camera, effetti di luce, esplosioni, proiettili che attraversano lo schermo e pose eroiche delle protagoniste.

La versione PC via Steam supporta lingua inglese e giapponese, senza doppiaggio di sorta. Il titolo è nato in edizione doujin, esclusiva giapponese, e lo studio Sanbondo ha praticamente attuato una sorta di soft remake per l’edizione globale. Grazie alla presentazione di livello modesto, non c’è assolutamente bisogno di una macchina potente per gestirlo e, nonostante manchi dell’apposito bollino, gira egregiamente su Steam Deck. Attenzione però, il titolo non implementa i salvataggi in cloud, quindi per ora è necessario giocarlo separatamente oppure prendersi la briga di muovere i salvataggi manualmente.

Fantasy Maiden Wars – Dream of the Stray Dreamer è un titolo che riesce a unire il gusto strategico degli SRPG con scelte tecniche che strizzano l’occhio al mondo danmaku. Per chi conosce Touhou, è un omaggio ampio e curato, anche grazie alle oltre 200 tracce della colonna sonora. Per chi si avvicina al genere, è un titolo ricco e dotato di opzioni di difficoltà e tutorial di facile accesso. Certo, il volume di contenuti (oltre 70 personaggi, numerosissime abilità, tantissimi obiettivi opzionali) può impressionare, e il ritmo frenetico di alcune battaglie può dare la sensazione di “troppo” se si cerca un’esperienza più soft.

Fantasy Maiden Wars: Fantasy Maiden Wars – Dream of the Stray Dreamer è un SRPG che non nasconde la sua ispirazione ma dà un twist tutto Touhou all'esperienza, con molte mappe e molti personaggi da reclutare e potenziare a proprio piacimento. Forse il comparto grafico avrebbe giovato di qualcosa di più, ma per quello che è, è un titolo estremamente curato, dalla delicata e attenta difficoltà, sfida costante e fascino innegabile. Un titolo sorprendentemente ben riuscito. ilfalasca

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2025-11-04T08:54:17+01:00

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