Recensione Dark Quest 4: HeroQuest è tornato!

Dark Quest 4 è l’ultima iterazione della serie di Brain Seal Ltd, software house che ha puntato tutto sulla realizzazione di dungeon crawler isometrici che richiamino immediatamente al fantastico boardgame HeroQuest, in voga tra adolescenti e non negli anni ‘90. Abbiamo testato il gioco, anche nella sua componente co-op online, restandone piacevolmente impressi. Dark Quest 4 è disponibile per PC tramite Steam dal 5 novembre.

Provato su PC


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Come anticipato in apertura, la serie Dark Quest si rifà al gioco da tavolo HeroQuest, creato da Milton Bradley e Games Workshop nel 1989. Solo lievemente ispirato alle meccaniche di Dungeons&Dragons, HeroQuest era una versione semplificata e più accessibile, con tanto di mappa, mobilio, miniature, carte e dadi per dare subito ai giocatori un’esperienza completa. Non a caso è ricordato ancora con affetto da coloro che (come alcuni dei vostri recensori preferiti di Denjin Den) hanno avuto modo di giocarlo proprio all’apice della sua popolarità.

Dark Quest trova il suo pubblico proprio in questa nicchia di videogiocatori che per questioni di tempo, lavoro, famiglie e chi più ne ha più ne metta, non hanno modo di radunare la banda e lanciarsi in avventure dal vivo. Se le prime tre iterazioni del videogioco avevano pro e contro, Dark Quest 4 sembra trovare una sua vera dimensione come sostituto virtuale di HeroQuest, grazie in primis alla tanto desiderata modalità cooperativa online, dove fino a tre giocatori possono unirsi in una lobby per dare il via all’avventura.

Trattandosi di un dungeon crawler con visuale isometrica, si potrebbe pensare a un sistema di gioco complesso e ricco di sfaccettature che aumentano esponenzialmente le possibilità di gestione dei propri eroi ma il bello di Dark Quest 4 è che mantiene in tutto e per tutto l’approccio di HeroQuest: la semplicità al primo posto.

L’avventura composta da oltre 20 quest può essere giocata sia da un giocatore singolo (che controlla in questo caso tutti e tre gli eroi scelti), oppure da un massimo di tre giocatori, ognuno con il suo eroe. Al classico Barbaro, Nano, Mago si aggiungono altri 7 eroi per un totale di ben 10 personaggi con abilità uniche. Qui manca il mezzelfo di HeroQuest ma non se ne sente la mancanza grazie alla presenza di classi altamente specializzate che spingono a diversificare i propri approcci alle mappe.

Rimosso il dado di movimento che si trovava in HeroQuest, ogni eroe ha una capacità di movimento diversa, con i maghi che si spostano più lentamente e il ranger più velocemente (in classico stile D&D). Selezionando le caselle ci si sposta e se non si usano carte (come quelle di combattimento, di cura o potenziamento) il turno passa al giocatore successivo. Si continua così fino alla risoluzione del dungeon. Non troverete anche i dadi combattimento ma tutto è gestito dalle statistiche degli eroi e le loro carte di attacco. Il range di danno degli attacchi può essere 1-2 / 2-3 / 3-4 e così via: all’uso della carta un sistema di RNG decide l’esito tenendo conto della percentuale di difesa/schivata degli avversari. Tutto molto intuitivo e senza orpelli eccessivamente pesanti.

Tra una mappa e l’altra ci si raduna all’accampamento, un HUB dove si ha accesso al fabbro, al mercante e alla venditrice di pozioni. Spendendo le monete che si trovano nei dungeon potrete acquisire equipaggiamento e nuove tecniche da usare in battaglia. Tutto è detenuto dagli eroi sotto forma di carte: ve ne sono alcune come le pozioni che possono essere usate una sola volta per mappa, mentre le tecniche si ricaricano a ogni combattimento. Infine l’equipaggiamento offre bonus passivi, necessari per affrontare le orde di nemici che le mappe più avanzate vi lanceranno contro.

E nelle mappe trovate proprio di tutto: trappole mortali, tesori da raccogliere, nemici nascosti in stanze che non portano a nulla se non alla morte prematura di tutti gli eroi. HeroQuest vive di nuovo in digitale, finalmente in una versione soddisfacente. E certo, c’è chi potrebbe dire che in realtà il board game si giocava con quattro eroi, ma non si avverte questa limitazione poiché tutto è stato calibrato perfettamente per tre avventurieri, dalla grandezza delle mappe alla visibilità.

L’aspetto visivo è particolarmente intrigante ed è stato finemente curato e migliorato rispetto alle prime iterazioni di questo franchise. Basti pensare che al centro dello schermo è possibile vedere la mappa ma tutt’intorno ci sono dei dettagli che impreziosiscono la schermata: dal dungeon master che osserva la scena dall’alto e che può esibirsi in alcuni one-liner cliccando su di lui, al teschio mortale alla sua destra, la sacca di monete dei giocatori, il manuale di Dark Quest che ricorda così tanto quello introduttivo di HeroQuest e così via. Una vera gioia per gli occhi per i fan di vecchia data.

L’aggiunta che sorprende in Dark Quest 4 è la modalità Creatore, dove potrete creare le vostre mappe e avventure da giocare con gli amici o anche in solitaria. Queste sono condivisibili con tutta la community e potrete quindi accedere anche alle creazioni di altri giocatori, senza rovinare così l’effetto sorpresa che deriverebbe dal testare i propri dungeon. Una modalità sorprendente e che spinge Dark Quest 4 verso una rigiocabilità praticamente infinita.

Dark Quest 4: Se siete fan di HeroQuest e avete un paio di amici con cui lanciarvi nell’avventura, non pensateci due volte e acquistate immediatamente il prodotto. Si rivela divertente, rigiocabile, sufficientemente longevo per il costo ed estremamente curato nelle meccaniche che non vi faranno arrovellare con paralisi decisionale ma spingono sull’azione immediata senza troppe cerimonie. La modalità creatore è la ciliegina sulla torta che può rendere questo prodotto virtualmente infinito, soprattutto per le menti più creative. E se anche non avete mai giocato HeroQuest ma siete comunque appassionati di giochi da tavolo, potreste comunque dare una chance a Dark Quest 4, scoprendo una gemma indie dal sapore nostalgico. 7gatsu

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2025-11-05T19:00:00+01:00

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