Recensione di Tombi! Special Edition: un salto nel passato suino

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Tombi! Special Edition segna il ritorno trionfale di uno dei classici di nicchia più amati della prima console di casa Sony. Sviluppato e pubblicato da Limited Run Games, questo remaster porta il gioco originale su console PlayStation, Switch e PC tramite Steam, con un grande tocco di nostalgia anni ’90.

Provato su PlayStation 5

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single playereconomico budget

Negli anni ’90, Tombi, un po’ forse anche dovuto al titolo un po’ bizzarro, fu un simpaticissimo e amato platformer incentrato su missioni e quest rompicapo, che si guadagnò abbastanza successo da garantirsi un sequel, anche se meno fortunato. Come non bastasse, fu uno dei vari ma obiettivamente pochi titoli interamente tradotti nell’italica lingua, con tutto quello che ciò comportava ai tempi, come numerosi errori di traduzione e di interfaccia, ma ne parliamo meglio più avanti.

Il titolo originale era “Ore! Tomba!” o semplicemente “Tombi!” nel resto del mondo, ma come potete immaginare, in Italia è stato cambiato per non voler associare il simpatico cavernicolo a… beh, la morte. A proposito del cavernicolo, il ragazzotto che dà il titolo al gioco è il Goku dei noialtri, un semplice e animalesco ometto in cerca del bracciale che è stato sottratto al povero nonno da dei maiali cattivi. Ecco, buona parte del fascino del titolo viene proprio dal tono surreale, serio e al contempo completamente fuori di testa che permea l’intera durata di dieci/quindici ore di gioco.

Tombi! Special Edition ripropone l’iconica grafica in stile 2.5D, caratterizzata da sprite 2D su sfondi tridimensionali. La fedeltà al design originale è quasi pressoché totale: le ambientazioni, dai boschi alle caverne, alle cime tempestose come grotte di lava, appaiono come ce le ricordavamo, con la sola aggiunta di alcuni filtri, come quello CRT, che migliorano la resa dei colori e delle texture, per simulare la resa dei vecchi tubi catodici, che complimentano perfettamente la pixel art. In questo senso, non aspettatevi un rifacimento di alcun tipo: qui si tratta di un restauro che punta a far risplendere il titolo nella sua luce originale, senza modificarlo.

Per chi proprio non ne sa niente, di cosa si tratta? In Tombi! Special Edition, in breve, si prosegue per le svariate e interconnesse (c’è chi direbbe quasi metroidvania oggi, ma non è proprio così né ai tempi si usava granché questa definizione) interagendo con la qualunque. Applicando tale concetto, il giocatore può analizzare il mondo, esaminando, muovendo, sbattendo, mordendo, mangiando e altro ancora. Attività tramite le quali Tombi fa esperienza del mondo, ponendosi anche delle domande. Infatti, buona parte delle cose che accadono diventano una vera e propria questione da risolvere, salvata nell’apposito diario, che detiene le informazioni generali di ogni evento.

Entro breve si scopre che il mondo è stato maledetto da sette maiali cattivi, e la vera quest finale sarebbe quella di trovare i quattro sacchi magici che corrispondono ai sette acerrimi nemici per liberare il mondo dalla maledizione suina e riprendere il bracciale… ma a onor del vero, questa sarà solo una piccola parte del gioco. La maggior parte del tempo si trascorre esplorando e provando a fare un po’ di tutto con un po’ tutto quello che appare nello schermo. È proprio nella compattezza e nel design preciso che Tombi! Special Edition brilla di una luce ancora viva oltre venticinque anni dopo.

Tombi! Special Edition: È un remaster che rispetta, quasi venera il passato e non riesce ad abbracciare il presente. Il titolo originale è così valido che vale assolutamente rivisitare il mondo di Tombi in tutte le sue suine sfaccettature, ma le peculiarità di un titolo del tempo, dal design a volte un po' severo o la traduzione zoppicante possono far storcere il naso. Vale dunque la vera preservazione, o forse era il caso rivisitare e migliorare le parti più ruvide? Ai posteri l'ardua sentenza. ilfalasca

7.5
von 10
2024-08-19T08:10:38+02:00

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