Recensione Denshattack!: un treno inarrestabile

denshattack copertina

Denshattack!, sviluppato da Undercoders, è un racing game letteralmente “su binari”. Un prodotto intrigante, colorato e fresco che in un panorama sempre più standardizzato è riuscito a separarsi dalla massa. Che il DNA à la Jet Set Radio abbia aiutato? In parte, ma non solo. Il gioco è disponibile dal 15 luglio per PC tramite Steam, Nintendo Switch 2, PlayStation e console Xbox.

Provato su PlayStation 5

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Ho giocato un certo numero di titoli dedicati ai treni, dal più attempato Densha de GO ai più recenti Japanese Rail SIM 3D: Journey to Kyoto e JR East Train Simulator, quindi parto già da una base discretamente ottimista quando si parla di questi giganti su rotaie. Non sarò il più appassionato: non ho mai costruito una cabina di pilotaggio in casa né mi vesto da capotreno nel tempo libero, ma garantisco che l’interesse c’è nonostante non vada all-in nella bizzarria.

Con queste ottime premesse ho approcciato Denshattack! dopo averne già testato la demo in tempi non sospetti e posso dire, senza troppi spoiler, che la versione completa del gioco ha non solo soddisfatto le aspettative createmi inizialmente ma le ha ampiamente superate.

In Denshattack! ricopriamo il ruolo di Emi, una ragazza che in un Giappone di un lontano futuro distopico, dove il cambiamento climatico ha costretto gli abitanti a vivere in cupole, consegna ramen usando una vecchia locomotiva e seguendo binari che si snodano per il paese. Potrebbe essere l’incipit di un romantico film Ghibli, dove il trenino sbuffante si sposta lentamente da un punto all’altro e invece no: ci si muove a velocità stratosferica con colori punk e brillanti, la locomotiva può saltare in aria e fare trick come se fosse una tavola da skate e combattere contro robo-treni giganti.

Il parallelismo con Jet Set Radio non è casuale perché non c’è solo l’estetica punk ma il gioco fa di tutto per ricordarci di essere in un mondo governato dalla mega-corporazione Miraido, che si arroga il potere di gestire i conglomerati umani e lo spostamento tra le città-cupola. Chiaramente i Denshattackers come Emi sono visti in malo modo ma questo non ferma la protagonista che parte per il suo viaggio, dal Kyushu, alla conquista del titolo di miglior Denshattacker, lottando contro le gang che controllano i territori del paese.

La storia è forse però l’aspetto meno importante di questo gioco il cui scopo è quello di schiaffarci su un treno e farci fare trick assurdi e allucinanti mentre si salta di rotaia in rotaia, con livelli autocontenuti con il classico obiettivo di high-scoring. Un po’ Tony Hawk, un po’ Jet Set Radio, Denshattack! ha in realtà tante idee simpatiche che spesso funzionano, a volte un po’ meno.

Per esempio, la maggior parte dei livelli di gioco è caratterizzata da un tracciato da seguire da inizio a fine, raccogliendo oggetti, completando sfide e racimolando punti: questi sono i livelli che mi sono piaciuti di più perché hanno una struttura non troppo lunga e sono quindi anche facilmente rigiocabili qualora si voglia ottenere una valutazione migliore e conquistare una medaglia d’oro.

Quelli meno piacevoli da rigiocare sono invece quelli a obiettivi, dove ci viene chiesto di completare tre set di sfide differenti per terminare il livello. In questo caso sono quasi ciclici e girano su sé stessi per permettere di imboccare strade diverse di volta in volta. Sono un po’ più noiosi sebbene meno statici ma si tratta comunque di una mia personale interpretazione del gioco e non è da escludere che invece altri possano trovarli addirittura più soddisfacenti.

Ci sono poi le corse contro altri personaggi e le battaglie contro i boss, ovvero i gang leader, che hanno gimmick uniche e nella loro stranezza sono molto interessanti. Ognuna di queste tipologie di livelli vi chiederà sempre una cosa specifica: correre con stile. E questo significa fare chaining di trick di ogni tipo, dai semplici ollie alle rotazione a 360 gradi, tutto mentre si cerca di capire quale sia il percorso migliore per mantenere la combo senza andare a sbattere contro un cartello o un divieto d’accesso, perdendo il prezioso moltiplicatore.

Non ci si abitua immediatamente al gameplay di Denshattack!, anche perché richiede l’uso di quasi tutti i pulsanti sul pad: salto, rotazione, spostamento, frenata, suonare il clacson, vi ritroverete a gestire tutti insieme questi elementi e il vostro cervello potrebbe inizialmente risentirne ma è un processo di apprendimento e di abitudine che si fa ben volentieri alla luce di una direzione artistica tanto curata quanto spensierata. Colori simili, in tempi recenti, li abbiamo visti solo con Hi-Fi Rush e posso aggiungere anche che, in parte, condivide con quel gioco lo spirito creativo e desiderio di uscire da uno schema imposto dal mercato odierno.

Stilisticamente è impossibile non accostarlo anche a produzioni completamente differenti, come per esempio la serie Persona (e nello specifico Persona 4 grazie all’onnipresenza del colore giallo) con cui condivide un certo gusto per l’estetica e le schermate più statiche. In sostanza, Denshattack prende ispirazione e rende omaggio ma non dimentica la sua natura quirky e folle: ma quale gioco vi permette di fare wall-riding con una locomotiva elettrica?!

Denshattack!: A chi ama i racing game, agli appassionati dei giochi di skate di Tony Hawk e a chi non ha paura di comandi stratificati che è necessario apprendere per ottenere i migliori punteggi possibile. Non è un gioco che al primo tentativo ti regala soddisfazioni immediate ma ti premia solo tramite la ripetizione dei percorsi. Un gioco che posso dire positivamente diverso e che, pur considerato qualche piccolo difetto, diverte, intrattiene e spinge forte sull’accelleratore della creatività. 7gatsu

8.5
von 10
2026-07-16T14:41:58+02:00

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