Cyber Cycles è un gioco arcade del 1995, pubblicato originariamente da Namco nelle sale giochi di tutto il mondo. Il suo recupero per pubblicazione su console moderne a opera di Hamster ci permette di provare questa curiosità di oltre 30 anni fa, grazie alla raccolta Arcade Archives.
Provato su PlayStation 5
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Il tempo delle moto
Cyber Cycles è un gioco di corse su moto e, come molti prodotti di guida dell’epoca, non aveva un semplice cabinato, ma una vera e propria postazione con tanto di seduta per guidare il veicolo. I cabinati potevano essere collegati insieme fino a un massimo di quattro per permettere a quattro giocatori di sfidarsi, vero punto focale dell’esperienza.
Chiaramente il port di Hamster perde questa caratteristica di immersione totale ma consente ancora di giocare con amici grazie alla couch co-op e la split screen mode.

Bisogna considerare che la quantità di contenuto, come spesso accadeva per i giochi arcade che dovevano essere da qualche partita al volo, non è pari a quella di un gioco moderno. Pertanto, i circuiti selezionabili sono soltanto due: Green Hill e Neo Yokohama. La prima pista, per i principianti è una classica seaside, con colori sgargianti, vista mare, colline verdi e un lungo rettilineo finale: il sogno vibe-pop che si realizza. La seconda, diametralmente opposta per quanto riguarda l’ambientazione, sembra uscita da Akira: notturna, con grattacieli illuminati sullo sfondo e curve a gomito per mettere alla prova i giocatori.
Ogni pista ha quatto tracce musicali, tutte molto in linea con il genere jazz fusion che in Giappone accompagna spesso i titoli sportivi di corse e, aggiungerei, anche estremamente piacevoli da ascoltare e riascoltare.
Pinguini in scooter
Passando al gameplay vero e proprio, c’è poco da aggiungere se non che si tratta di un arcade di moto. Ma c’è almeno una distinzione che possiamo fare tra quelle selezionabili, Cyber Cycles permette infatti di scegliere una moto adatta al proprio livello di abilità: abbiamo la Anthias per i novizi, la NVR750R per i piloti intermedi e infine il Wild Hog per i più esperti.
La moto per i principianti ha ottime prestazioni e si guida quasi da sola, con ottima capacità di sterzata e più reattiva sebbene non sia la più veloce che si possa utilizzare. Con quella intermedia si nota subito l’approccio un po’ più metodico: è necessario frenare e conoscere bene ogni curva delle piste per non perdere terreno contro gli avversari. Infine, il Wild Hog è esattamente come descritto: selvaggio. Ogni curva vi può portare fuori pista in pochissimo tempo e le derapate sono estreme. Per poter guidare questa motocross è necessario imparare non solo le piste ma anche il giusto bilanciamento tra frenata e tempi di curva.

Nella versione giapponese del gioco ci sono anche due moto alternative selezionabili: la BARI-Pen, uno scooter guidato da un pinguino, lento ma divertente, e la moto NVR 750R-SP, una delle più difficili da guidare, veloce e leggera.
Tutto ciò si sposa molto bene con le classiche modalità che Hamster introduce nella raccolta Arcade Archives 2 e potete sbizzarrirvi in Caravan, Time Attack e Hi-Score per entrare nella leaderboard mondiale e cercare di battere i giocatori più pazzi dell’intero universo. Io ci ho provato, ma con funesti risultati: vi aspetto nei commenti se riuscite a entrare almeno nella top 10 in una delle modalità elencate.
A chi lo consigliamo?
Arcade Archives 2 Cyber Cycles: Il titolo è un buon arcade di moto e se qualcuno ha avuto modo di provare il cabinato originale nel 1995 o giù di lì, ne avrà sicuramente nostalgia. Sebbene la riproduzione dell’esperienza in casa non sia allo stesso livello per mancanza di hardware originale per la massima immersione, resta comunque una curiosità piacevole da avere su console moderne. – 7gatsu





