Recensione Arcade Archives 2: TEKKEN

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Arcade Archives 2: TEKKEN è disponibile per Nintendo Switch 2, PlayStation 5 e Xbox Series dallo scorso 25 giugno. Si tratta di uno degli ultimi titoli resi disponibili nella più recente collana Arcade Archives 2 di Hamster, che permette di tornare alle atmosfere da sala giochi del 1994 ma nella comodità di casa propria.

Provato su PlayStation 5

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Lo “Iron Fist Tournament” apre i battenti nel 1994, quando Namco decide di dar battaglia a Sega e, potenzialmente, sconfiggerla nel campo dei picchiaduro 3D. La casa madre di Sonic (e nello specifico il leggendario Yu Suzuki a capo del team AM2) aveva infatti pubblicato solo un anno prima Virtua Fighter su Sega Model 1: il campo dei picchiaduro stava cambiando radicalmente e i fantastici pixel di Capcom stavano per cedere il passo al 3D blocchettoso e lowpoly della metà degli anni ‘90.

Con TEKKEN, Namco aveva lanciato un guanto di sfida, ma quasi sicuramente non si aspettava che il gioco avesse un successo tale da spingerlo per decadi fino all’ultima iterazione del 2023, Tekken 8. Gli appassionati del franchise che hanno iniziato a giocarlo in epoca moderna, probabilmente non hanno nemmeno mai provato i primi titoli (personalmente sono cresciuto con TEKKEN 3 su PS1, come molti della mia età) e sebbene siano oggi molto scarni, sia graficamente sia dal punto di vista del gameplay, vale sicuramente la pena recuperarli con produzioni come quelle di Hamster.

La collana Arcade Archives 2 è perfetta per presentare questi prodotti a tali generazioni, con accesso a nuove funzionalità per ampliare le opzioni a disposizione in ambito casalingo. TEKKEN arcade presenta otto iconici personaggi: Yoshimitsu, Nina Williams, Paul Phoenix, Michelle Chang, Marshall Law, King, Kazuya Mishima e Jack. Il torneo culmina poi contro il boss Heihachi Mishima, non giocabile purtroppo nella versione arcade.

Questo primo TEKKEN ci permette di vedere quanto la serie sia evoluta nel tempo, passando da una storia quasi inesistente e qualche filmato finale con una grafica da sganasciarsi dalle risate, a un drammone multi-familiare che coinvolge svariate dozzine di personaggi principali e minori. Ma la sua qualità non è solo storica con il suo grado sperimentazione con la grafica tridimensionale, ma anche nel gameplay stesso.

Come i più appassionati sapranno, una delle caratteristiche principali del franchise è il sistema di comandi dove ogni pulsante è associato a un arto specifico: pugno sinistro e destro, calcio sinistro e destro. Una struttura semplice ma intuitiva a cui è stato applicato il concetto di combo e juggle: sebbene questo primo TEKKEN sia acerbo, a tratti legato e più lento del necessario, ha tutte le caratteristiche iconiche della saga ed è incredibile vedere come ci sia un vero e proprio filo conduttore che ci ha portato oggi a Tekken 8.

Oltre alla modalità Original, che permette di rivivere l’esperienza arcade, Hamster ha introdotto la modalità Practice, per spratichirsi con gli otto personaggi; la modalità Time Attack per completare il gioco nel minor tempo possibile; quella Caravan per racimolare più punti entro un limite di tempo prestabilito e infine la Hi-Score Mode, dove si gioca esclusivamente per il punteggio. Tutte le modalità permettono di caricare il proprio punteggio online e competere con i giocatori di tutto il mondo.

Al netto di ciò, però, manca una vera e propria modalità online dove è possibile sfidarsi con altri giocatori che non siano fisicamente presenti nella stessa stanza: l’unica vera e propria limitazione di questa versione.

Arcade Archives 2 TEKKEN: Se avete giocato solo ai più recenti Tekken, senza aver mai dato uno sguardo al capostipite, la versione Arcade Archives 2 è davvero perfetta per riscoprire le origini, considerato anche un prezzo tutto sommato contenuto. Anche chi non è particolarmente appassionato di picchiaduro avrà sentito parlare almeno una volta dello Iron Fist Tournament e questa è l’occasione perfetta per capire dove tutto è cominciato. – 7gatsu

8.5
von 10
2026-06-28T10:20:09+02:00

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