La Guerra dei Tre Regni in Cina! Personaggi storici trasformati in strafighi e strafighe! Mazzate a non finire, doppiaggio imbarazzante e assoli giappometal con bending aberranti che durano trecento battute!
Riassumendo in una parola: Musou!
Dynasty Warriors è l’esponente più famoso di questo sottogenere di giochi action che negli anni ha attirato schiere di detrattori e appassionati.
C’è anche chi sta un po’ nel mezzo e pensa che ogni tanto premere due tasti per far volare via centinaia di nemici è la cura giusta dopo una giornata pidocchiosa.
In realtà, con Dynasty Warriors: Origins, Koei Tecmo e Omega Force sono riuscite a dare una bella scossa alla formula, proponendo un gioco impegnativo quanto spettacolare.
Però, per fare contenti pure i nostalgici marmittoni che si sono lamentati di dover premere giusto un paio di tasti in più, ecco che Koei Tecmo riesuma dalla tomba Dynasty Warriors 3, uno dei capitoli più amati della serie, che ancora una volta ci fa rivivere le avventure di Liu Bei, Cao Cao e i tizi vestiti di rosso che tanto nessuno si caga.
Una bella rispolverata in UE5, qualche piccola aggiunta al gameplay ed ecco a voi Dynasty Warriors 3: Complete Edition Remaster, disponibile dal 1 ottobre su PC (Steam), PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2.
I soliti tafferugli cinesi
Non voglio perdere tempo sulla storia di Dynasty Warriors. È il Romanzo dei Tre Regni ripensato in stile anime di bassa qualità, con belli e belle che fanno sembrare la Cina di quei tempi una puntata di Love Island.
C’è la fratellanza tra Liu Bei, Guan Yu e Zhang Fei, la stramaledetta rivoluzione dei turbanti gialli, Lu Bu che sta sempre incazzato e mena gente, Cao Cao che architetta machiavellici piani di conquista e i rossi che… boh, i rossi non mi ricordo mai cosa diamine fanno, ma ci sta un padre e dei figli vestiti con abiti tigrati perché sono giovani e selvaggi.
Se Dynasty Warriors: Origins riusciva a narrare gli eventi mantenendo, seppur a fatica, una certa sobrietà, i vecchi Dynasty Warriors sono un puro delirio, con risate malefiche, doppiaggio al limite dell’amatoriale e avvenimenti mal spiegati che danno per scontata una certa conoscenza del Periodo dei Tre Regni e dei suoi fantastiliardi di avvenimenti con fantastamilioni di personaggi.
Questa remaster di Dynasty Warriors 3 mantiene intatta la follia della narrazione e delle cutscene… e va benissimo così!
Alla fine parliamo di una riedizione dedicata proprio ai fan storici e a chi, come il sottoscritto, non disdegna una certa dose di demenzialità intrisa di quell’heavy metal assurdo che solo loro sono in grado di partorire.
Per farvi capire il livello: il finale del sempre tosto Xiahou Dun lo vede mangiare e bere a merda con gli altri amichetti dei Wei, mentre fanno del catcalling. Forse è proprio così che si divertivano in Cina ai vecchi tempi, non lo so.
We are Warriors…
Spostiamoci agilmente sul versante gameplay: siamo nel territorio classico dei Musou, quindi si sceglie un personaggio, si entra in grossi scenari, ci si butta nella mischia e si inizia a menare.
L’azione è caotica, ma fondamentalmente si dovrà avanzare con il proprio esercito, uccidere gli ufficiali nemici e poi fare fuori il comandante di turno. Il tutto cercando di non far morire il nostro, andando in suo soccorso quando richiesto.
Mischiando gli attacchi leggeri con quelli pesanti si potranno spazzare via orde di nemici e caricare la barra Musou, per poi premere il tasto apposito e scatenare un attacco speciale che, quando la nostra vitalità è bassa, diventa ancora più potente.
Per spostarci velocemente sulla mappa, sarà possibile chiamare un magico cavallo che come la maggior parte dei magici cavalli del gaming appare all’improvviso.
E se ci sentiamo particolarmente vigliacci, potremmo anche usare arco e frecce per attaccare i nemici a distanza.
Nella remaster sono state aggiunte alcune meccaniche, come la possibilità di schivare gli attacchi degli ufficiali per contrattaccare e sacrificare il nostro attacco Musou per bloccare le loro mosse speciali.
Infatti, anche gli ufficiali nemici avranno una barra Musou e, una volta caricata, potranno usarla per colpirci in modo devastante.
Questo aggiunge un minimo strategia al combattimento, in quanto si dovrà resistere alla tentazione di usare il Musou per spazzare via i nemici e tenersi la barra per contrastare gli ufficiali.
Per questo è bene guardare la mappa, dare una mano agli alleati impegnati nei combattimenti per attaccare insieme il comandante finale, così come andare alla ricerca dei mitici ravioli per ripristinare l’energia.
Inoltre, gli ufficiali nemici uccisi lasceranno a terra potenziamenti temporanei, così come armi e oggetti che potremo equipaggiare tra uno scenario e l’altro.
Ogni eroe avrà un suo set di armi: quelle più potenti sbloccheranno altre mosse speciali ed effetti elementali.
Le armi ci permetteranno anche di aumentare le statistiche base dell’eroe. Inoltre, tramite la Weapon Fusion, si potranno creare armi con caratteristiche sempre più potenti.
La longevità dipende da quanto digerite l’esperienza e da quanto velocemente vi scassa i maroni.
Tra gioco originale ed espansione, ci sono davvero tantissimi personaggi da sbloccare e usare, ma, trattandosi di un Musou, non ci sono differenze sostanziali a livello di gameplay e i moveset restano estremamente limitati.
Unreal Guitar Solos
A livello di presentazione, Omega Force ha riproposto il titolo con l’Unreal Engine 5, utilizzato per ricostruire personaggi, ambientazioni e campi di battaglia.
Il colpo d’occhio è buono e tutto scorre a 60 fps stabili. Questa nuova veste grafica rende sicuramente più piacevole spedire centinaia di soldati in aria come se fossero palle da baseball.
Anche le cutscene sono state rifatte, ma hanno conservato tutta la loro demenzialità. Stesso discorso per il doppiaggio in inglese, ancora in grado di regalare perle di ilarità degne del miglior Lino Banfi.
Per la colonna sonora, aspettatevi chili e chili di assoli senza alcun senso logico e pattern di batteria suonati da un ubriacone pazzo. Il tutto assolutamente in linea con la classica mattanza dei vecchi Dynasty Warriors.
A chi lo consigliamo?
Dynasty Warriors 3: Complete Edition Remastered: consigliato ai mentecatti amanti dei Musou classici che ancora nel 2026 sono in cerca di quel tipo di esperienza. Ed effettivamente questa è una remaster dedicata proprio ai nostalgici dei vecchi Dynasty Warriors, quelli che hanno passato ore della propria vita a potenziare al massimo i loro eroi preferiti e vogliono rivivere quell’esperienza con una grafica aggiornata. Non so, mi viene difficile consigliare il titolo a chi non ha mai giocato a un Musou, ma ehi, se rientrate in quella categoria e volete provarne uno classico con una veste grafica moderna, beh, allora scaldate le dita, spegnete il cervello e preparatevi a menare. – heavysam
