Ace Combat 8: Wings of Theve è il nuovo capitolo della fortunata serie di combattimenti aerei di Bandai Namco, disponibile dal 2 ottobre per PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Ve lo dico subito: le differenze strutturali con il precedente Ace Combat 7: Skies Unknown non sono rivoluzionarie, perché Bandai Namco ha giocato sul sicuro, mantenendo la struttura a missioni e senza stravolgere il gameplay. Il tutto contornato da una storia di guerra che si concentra sulla creazione di un “simbolo” per la propaganda e su come questo può influenzare le sorti di un conflitto.
Provato su PlayStation 5
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Stranger in the Strangereal
La Federazione di Central Usea è stata attaccata da Sotoa! Presto, chiamate alla leva professori part-time, ragazzine appena maggiorenni e rocker emo di bassa qualità, schiaffateli su dei caccia militari e mandateli a sparare quantità abnormi di missili nel cielo.
A differenza di Ace Combat 7: Skies Unknown, in questo seguito diretto faremo parte della FCU, una fazione che nella timeline del gioco ha preso una fracca di botte dalla ben più preparata e tecnologica Sotoa e si ritrova con un esercito risicato, composto principalmente da combattenti improvvisati. Sta a noi giocatori e al nostro squadrone Joker trainare la FCU attraverso il conflitto, impegnandoci in difficili missioni di difesa e in attacchi disperati.
Se FCU e Sotoa sono nomi nuovi, beh, forse è bene sapere che Ace Combat è ambientato in un mondo fittizio chiamato Strangereal, una sorta di Terra alternativa popolata da esseri umani di diverse etnie, con continenti e luoghi ispirati a quelli reali.
E come il mondo reale, anche in Strangereal alla gente piace fare la guerra. Guerra forte, guerra pesa, guerra dove si muore male bruciati vivi nell’abitacolo di un F-14. Rispetto al mondo reale, però, in Strangereal la guerra ha anche quel lato romantico che un po’ piace ai giapponesi, perché si sa che loro di robe brutte in guerra non ne hanno mai fatte. Nossignore.
Non sono come gli americani, a cui piace il militarismo sfrenato, in cui duri soldati fanno “ciò che deve essere fatto” per poi tornare a casa dalle loro Mary Jane, menarla, poi prendere un fucile e andare a sparare nei supermercati. Ai nostri innocui e sempre amanti della pace amici orientali, invece, piace narrare la guerra in modo quasi letterario, attraverso personaggi che provano emozioni che vanno oltre lo scimmiesco “uh-ah distruggiamo il nemico ah-uh”
In Ace Combat 8: Wings of Theve vestiremo i panni di Rex, un pilota che è anche un impostore. Un po’ in stile Donald Draper in Mad Men, il nostro eroe prende l’identità di Jan Cope, pilota conosciuto come le Ali di Theve e simbolo della FCU. Cope viene abbattuto subito all’inizio del gioco da un altro pilota della cazzuta unità Shadow appartenente a Sotoa.
Ma il simbolo deve continuare a ispirare l’esercito di straccioni della FCU, per questo l’alto comando, aiutato da una sorta di spia-influencer chiamato D.D., decide di passare il titolo di Ali di Theve al nostro personaggio e mandarlo di nuovo nei cieli. Non saremo ovviamente soli a combattere, con noi ci sarà lo squadrone Joker composto dal saggio Ellington “Professor” Baxter, dalla giovane tutto pepe Tasha Severskaya e dal palloso emorocker William Coster.
Questi personaggi, il rapporto tra loro e quello con Rex verranno approfonditi sia durante le missioni, sia durante le cutscene della storia. A loro si affiancheranno i membri dello squadrone Queen Flight, tra cui Katherine Evans, altri comprimari e forti antagonisti.
Preparatevi quindi a tanto radio-chatter e a tanto dolce romanticismo nei cieli. Non manca un pizzico di misticismo, in quanto Rex, protagonista rigorosamente muto, sentirà (e noi con lui) la greve voce di Cope che esprimerà le sue emozioni e narrerà alcuni eventi.
La storia regge e in qualche modo ci si affeziona ai personaggi, sebbene alcune relazioni e alcuni momenti avrebbero meritato più spazio e una dose in più di coraggio. Una spinta in più avrebbe potuto dare molto, specialmente in alcuni momenti drammatici che invece vengono risolti a birra e salsicce.

In generale, la narrativa serve a introdurci nel mondo del gioco e a rendere le missioni più coinvolgenti. Uno dei punti di forza della serie è proprio il radio-chatter, che aumenta il pathos dei combattimenti e dà vita sia alle situazioni, sia ai personaggi.
Grande merito va anche alla fantastica colonna sonora di Keiki Kobayashi, compositore storico della serie, questa volta accompagnato da altri talenti. Alcuni brani, come quello dedicato all’unità Shadow, sono davvero memorabili; inoltre va fatto tanto di cappello alla capacità di alternare con grande fluidità solenni pezzi orchestrali, garage rock e follie prog con assoli che possono avere senso solo se fatti dai giapponesi.
Give’em hell Joker Flight!
Il gameplay di Ace Combat 8: Wings of Theve segue quello tipicamente arcade della serie. Scordatevi quindi una simulazione: non dovremo fare altro che volare, sparare e seminare distruzione, schivando quintali di missili.
I controlli del volo sono fantastici, la sensazione di volteggiare nel cielo durante un’accesa dogfight contro lo squadrone Shadow e di sparare missili tra le nuvole è veramente incredibile. Lo stesso vale quando si scende al suolo in planata per poi risalire. Il volo in Ace Combat 8: Wings of Theve è già di per sé uno dei punti di forza del gioco, a cui si aggiungono effetti grafici e sonori di ottimo livello, con esplosioni dei veicoli convincenti e spettacolari.
Anche il comparto visivo è di grande impatto: l’UE5 viene sfruttato molto bene, specialmente nella resa dei cieli carichi di nuvole e degli effetti atmosferici. La varietà delle missioni è davvero impressionante. La longeva campagna ci metterà di fronte a situazioni difficili, in cui dovremo proteggere obiettivi mentre schiviamo missili e ne spariamo altrettanti. Nonostante alcuni inevitabili momenti scriptati, noi giocatori veniamo sempre messi al centro e saranno le nostre abilità a determinare l’esito di una missione.
Si passa dal combattimento aereo classico, alla difesa di forze navali, all’abbattimento di giganteschi mezzi anfibi nel mezzo di un centro urbano, fino al volo tra le nuvole in cerca di devastanti bombardieri da distruggere prima che arrivino alla base alleata.
L’utilizzo sapiente delle varie modalità del radar, delle limitate munizioni delle armi speciali e delle manovre evasive di volo saranno fondamentali per poter riuscire a finire una missione con successo, spesso con un sospiro di sollievo, quando il nostro aereo è a un passo dall’essere distrutto e magari ci è rimasto un solo missile speciale in canna.
E sebbene il gioco punti sull’arcade, questo non vuol dire che potremo sparare a cazzo a qualsiasi cosa e non seguire gli obiettivi. Se ci scorderemo di difendere un alleato o di distruggere i bersagli principali, falliremo la missione molto presto.
In molte situazioni, inoltre, dovremo alternare la nostra abilità di piloti offensivi con manovre difensive e il sapiente utilizzo dei flare. Un singolo missile nemico preso bene tra i denti può danneggiare in modo critico l’aereo, mentre colpi da alcune armi nemiche in missioni specifiche possono addirittura oneshottare.
Come potrete intuire, a differenza di Ace Combat 7: Skies Unknown, la nuova fatica di Bandai Namco si rivela molto più impegnativa anche al livello di difficoltà medio, specialmente per i neofiti.
Per questo anche a livello Pilot o Veteran ce la dovremo sudare per poterne uscire vivi, ancor di più a Elite o con Ace, difficoltà sbloccabile a quanto pare solo dai veri cazzuti… e quindi non da me. Gli errori e le inevitabili morti ci vengono comunque perdonati con generosi checkpoint, sebbene i più arditi vorranno evitare di usarli e completare le missioni in una volta sola, per pura soddisfazione personale.

Chi invece è un pusillanime e vuole sfruttare i checkpoint potrà comunque rivedere il replay di tutta la missione una volta completata, scegliendo tra diverse spettacolari visuali.
Non manca una vasta selezione di armi aria-aria e aria-terra, così come aeroplani di diverso tipo e classe. Il tutto è sbloccabile tramite l’ampio Aircraft Tree, utilizzando i punti guadagnati durante le missioni in base ai bersagli distrutti e all’abilità nel volo.
La varietà di aerei invoglia a rigiocare le missioni per provare nuove soluzioni e ottenere punteggi migliori, sebbene in alcuni casi sia meglio utilizzare configurazioni specifiche. Ad esempio, in una missione con molti obiettivi di terra da distruggere, un bomber A-10 con razzi e bombe farà molto meglio di un agile MiG e viceversa per una dogfight.
Molto gradita anche l’aggiunta degli aerei con armamento elettronico che possono facilitare il targeting dei bersagli e influenzare la velocità dei missili. Inoltre, potremo configurare ogni aereo con delle parti specifiche per aumentare la velocità, il carico dei missili e altri parametri. In questo Ace Combat torna anche la possibilità di dare ordini agli altri membri dello squadrone, chiedendo di attaccare un bersaglio, coprirci o usare le armi speciali.
Sebbene Baxter, Tasha e Coster non siano poi reattivi come ci si aspetterebbe, questa funzione può rivelarsi indispensabile nei momenti più concitati e per evitare di essere presi di mira costantemente. Per una strategia più accurata, è possibile assegnare aerei diversi a ogni pilota.
Combat of Aces
Oltre alla campagna singola, affrontabile più volte grazie ai vari livelli di difficoltà, Ace Combat permette di volare liberamente senza missili che ci volano in faccia nella modalità Free Flight, dove è possibile sollazzarsi in santa pace mentre si volteggia in cielo e si ascolta l’ottima colonna sonora.
Per i più competitivi e incazzati il gioco propone anche una modalità multiplayer abbastanza strutturata. Questa prevede la creazione di un avatar e un hub dove girare per interagire con altri giocatori e partecipare a missioni PvE, PvP e PvPvE.
Come nel più classico dei multiplayer online, anche in quello di Ace Combat 8: Wings of Theve si salirà di livello e si sbloccheranno nuove armi, aerei e abilità, acquistando il tutto con la valuta del gioco. Nonostante il multiplayer sia abbastanza divertente, non arriva comunque ai livelli del single player proprio per la sua natura.
Le missioni PvE potevano essere strutturate meglio, in modo da risultare più simili a quelle della campagna, mentre il PvP è abbastanza duro da padroneggiare, in quanto, a differenza della campagna, bastano uno o due missili per venire abbattuti.
Quello che fa innervosire è il dannato Ace Pass, una sorta di season pass che figuriamoci se poteva mancare. E purtroppo ci si dovrà entrare per comprare nuovi aerei con la valuta del gioco, beccandosi però tutta una serie di sticker e puttanate varie acquistabili solo con veri soldi.
Con una campagna così curata e pulita, si poteva evitare di infangare il gioco con questa cloaca corporativa di cui abbiamo tutti abbastanza. In ogni caso, solo il tempo potrà rivelarci se questo comparto multiplayer più elaborato rispetto ai vecchi titoli della serie avrà un seguito sufficiente a giustificare l’aggiunta di altri contenuti.
A chi lo consigliamo?
Ace Combat 8 Wings of Theve: Il nuovo titolo della longeva serie è un altro centro per Bandai Namco. Sebbene non sia particolarmente innovativo né per il genere né per la serie stessa, riesce a spuntarla grazie all’ottimo connubio tra gameplay, presentazione e colonna sonora. Il design delle missioni, la loro varietà e il loro forte legame con la narrazione tengono incollati per tutta la durata della lunga campagna. Il comparto multiplayer potrà tenere impegnati i giocatori più competitivi, con un buon carico di contenuti PvP e PvE, ma non aspettatevi la stessa cura della campagna. La storia del gioco è sufficientemente buona per farci entrare nel conflitto e farci affezionare ai personaggi, ma forse si poteva mostrare un po’ di coraggio in più e premere sull’acceleratore. In conclusione, non posso fare altro che consigliare Ace Combat 8: Wings of Theve a tutti gli appassionati della serie, così come a chi ama i giochi d’azione e magari è in cerca di qualcosa di diverso dal classico spara-spara in prima o terza persona. – heavysam






