Nagoshi Studio chiude: la fine di Gang of Dragon?

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Sembra che Nagoshi Studio, la software house fondata da Toshihiro Nagoshi, padre della serie Ryu Ga Gotoku (Yakuza in occidente), abbia definitivamente chiuso i battenti. La notizia non dovrebbe sorprendere se consideriamo le ultime vicende legate alla produzione del primo gioco della compagnia, Gang of Dragon, inizialmente supportato dal conglomerato cinese NetEase, sotto cui Nagoshi Studio operava.

Gang of Dragon era stato presentato con un trailer ai The Game Awards 2025, dove finalmente Nagoshi aveva rimosso il velo di mistero. Per chi non avesse mai visto il trailer, è ancora possibile visionarlo sul canale YouTube ufficiale di TGA. Lo stile era molto in linea con la serie Yakuza sebbene si intravedessero alcune funzionalità alternative come la customizzazione di auto e un livello di violenza leggermente superiore. Caratteristiche sufficienti ad attirare un minimo di attenzione sul prodotto durante la kermesse di Geoff Keighley.

La verità è che probabilmente, già in quel contesto, NetEase aveva deciso di tirare la spina e chiudere studio e progetto, anche alla luce delle richieste di ulteriori fondi da parte di Nagoshi: ben 44 milioni di dollari per completare il gioco. Una cifra ritenuta potenzialmente eccessiva e non in linea con i nuovi target di spesa di NetEase.

Da mesi si sapeva infatti che la compagnia avrebbe chiuso i rubinetti e da maggio 2026 Nagoshi Studio sarebbe stata abbandonata al suo destino. A nulla sembra sia valsa la ricerca di finanziamenti esterni dal momento che lo studio, come visibile dall’immagine in basso, è permanentemente chiuso. Sembra ormai impossibile trovarne traccia anche inserendo nome ufficiale e indirizzo in Google Maps.

Si chiude quindi l’avventura di Nagoshi che sembra non sia riuscito a capitalizzare la possibilità di creare una nuova strada dopo l’abbandono di Sega e RGG Studio. In un’intervista del 2022 Nagoshi parlava del suo nuovo gioco come un film di Tarantino, con elementi violenti ma con spazio per l’umorismo.

Sempre nel maggio dello stesso anno NetEase Games aveva pubblicato ben due interviste ai talenti acquisiti, ovvero a Suda51 e Nagoshi, con video ancora visibili nel nostro articolo precedente. Se per Nagoshi le cose non sono andate bene, Suda Goichi sembra mantenga ancora il controllo del suo studio di sviluppo, con la pubblicazione recente di Romeo is a Dead Man ha dimostrato di poter realizzare un titolo con un budget contenuto e nel suo peculiare stile. Potete leggere la recensione pubblicata sul nostro portale qualora non abbiate ancora avuto modo di giocarlo.

Allo stato attuale non ci sono indiscrezioni sul futuro di Grasshopper Manufacture ma se prendiamo per buono il report di Bloomberg dell’anno scorso, probabilmente anche il buon vecchio Suda51 potrebbe doversi spostare su altri lidi.

Quale sarà il futuro di Toshihiro Nagoshi, invece, difficile dirlo. Molto improbabile che torni all’ovile sotto SEGA, perlomeno non dopo questa batosta e non durante il lancio di Stranger than Heaven, previsto per il 2026. Più probabile che il creator mantenga un basso profilo, un po’ come Hideki Kamiya dopo aver lasciato Platinum Games, tuttavia non possiamo fare altro che sperare di vederlo nuovamente al timone di qualche progetto interessante o, perché no, dedito al completamento di Gang of Dragon sotto un publisher dalle vedute più ampie.

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