Recensione Monster Hunter Wilds

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Monster Hunter Wilds è l’ultimo epico titolo facente parte dell’ormai popolarissima serie Capcom. Il gioco è arrivato su PlayStation 5, Xbox Series e PC lo scorso 28 febbraio. Come dite? La nostra recensione di Monster Hunter Wilds arriva in ritardo? Solo perché il gioco ci ha catturato così tanto che è stato davvero difficile allontanarsi per buttare giù le nostre opinioni. Alla fine, però, ci siamo riusciti. Ecco cosa ne pensiamo!

Provato su PlayStation 5

PS4
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Se con Monster Hunter World i nipponici di Capcom avevano reso il titolo molto più accessibile per gli ignorantissimi gamer occidentali, con Wilds sembra che la dose sia raddoppiata. Dopo la breve parentesi con Monster Hunter Rise (da noi recensito sia in versione Switch, sia per PlayStation 5), la serie è ora più aperta che mai, con semplificazioni che risultano più o meno evidenti se si conosce il franchise. Nel corso della recensione di Monster Hunter Wilds scopriremo come questo processo sia stato portato avanti, per il momento però vi basti sapere che se l’ottusità e l’oscurità delle meccaniche aveva fatto da repellente, qui le cose sono molto migliorate.

Sì, i puristi si lamentano, dicendo che ora il gioco è davvero troppo semplice, ma onestamente si tratta come al solito della minoranza rumorosa a cui daremo poco peso. A partire dalla storia, Wilds è decisamente più intrigante di ciò che World metteva in campo fin dalle prime battute e il mistero che si annida dietro alcuni mostri in questa nuova iterazione è senz’altro più entusiasmante da sbrogliare. Nulla di particolarmente nuovo, sia ben chiaro, però gli incontri con le persone che popolano queste terre inesplorate sono molto più carichi di significato, a partire dal salvataggio del giovane Nata che avviene nella fase iniziale, fino a scoprire la sua appartenenza a una “tribù” di cui si sa ben poco.

Tra le grandi aggiunte di questo nuovo capitolo abbiamo la modalità “focus”, una delle tante caratteristiche che, in un certo senso, semplifica e velocizza il gioco. Tramite la pressione del pulsante L2, si entra in una modalità di puntamento libera, per ridirezionare gli attacchi del proprio personaggio in maniera quasi fulminea. Questa si è rivelata essenziale per colpire le ferite dei mostri, visibili con un alone rosso sul loro corpo proprio durante il focus. Se un tempo ottenere loot specifico legato alle parti da rompere, tagliare o spezzare, era un’operazione che richiedeva molta pratica, ora il sistema di ferite e focus rendono tutto molto più immediato, non solo pad alla mano, ma anche semplicemente per quanto riguarda l’aspetto visivo.

Con una costante attenzione su questi punti deboli, è molto più facile abbattere i mostri e ridurli a più miti consigli in tempi molto brevi. Se alcune cacce in Monster Hunter World richiedevano anche 20 minuti nella fase iniziale, ora i tempi sono ridotti all’osso e molto difficilmente le battaglie in Low Rank superano i 10 minuti di combattimento. Cosa apprezzabile che permette di procedere spediti all’inizio, per poi magari concentrarsi sul farming nell’endgame.

Sebbene Monster Hunter World fosse costituito da molti biomi diversi, questi sembravano un po’ sconnessi gli uni dagli altri, con la necessità di tornare nella città principale alla fine di ogni caccia. Wilds punta a offrire un’esperienza un po’ più unitaria, con un mondo che replica un po’ quanto visto in World ma aggiungendo svariati punti di ritrovo per persone di diverse culture ed etnie. Al termine di una caccia (che non sia legata alla storia) non sarete quindi costretti a ritornare al punto di partenza prima di dover continuare l’avventura. Avete buttato giù un bestione e volete passare al prossimo? Nessun problema, continuate a esplorare e potrete cacciare ancora e ancora, finché lo desiderate, prima di fermarvi a un campo e fare un restock delle vostre risorse.

Molto utili in questo senso sono gli accampamenti mobili, piazzabili in punti specifici della mappa e che fungono da HUB di ristoro. Attenzione però, poiché si tratta di accampamenti che anche i mostri possono vedere e, di conseguenza, danneggiare! Ripararli vi costerà dei punti cacciatore, ma d’altronde, chi non risica non rosica.

Attraversare questi biomi sarà ancor più semplice perché non dovrete necessariamente procedere a piedi. Fin dall’inizio vi accompagnerà nell’avventura una bestia piumata che ricorda un po’ un velociraptor: il seikret. Basta chiamarlo e salire in groppa per cavalcare verso lidi lontani, collezionando materiali senza dover smontare. Proprio a cavallo del seikret potrete passare dall’arma principale all’arma secondaria, una novità per variare un po’ il gameplay. Avere due tipologie di armi sempre con sé apre a scenari tutti nuovi, dove l’esperienza e la simulazione di caccia sono ancor più personalizzabili, scatenando build estreme e magari interconnesse.

La semplificazione passa per tante piccole migliorie QoL, tra cui troviamo anche la possibilità di chiamare in aiuto altri cacciatori. Solitamente, però, per usare un razzo SOS è necessario essere collegati alla rete e, almeno su PlayStation, avere un abbonamento PlayStation Plus. Ma se non avete nessun amico con cui giocare? Siete costretti a vagare da soli?

Per la prima volta le cose cambiano e usare un razzo segnalatore permetterà a dei bot di aggiungersi alla vostra caccia. Se proprio venite messi continuamente al tappeto da un mostro, potrete avvalervi di questa facilitazione ulteriore che nella maggior parte dei casi vi garantirà la vittoria. Da non usare alla leggera, però, se non volete rendere l’esperienza un po’ troppo triviale. Questi NPC, infatti, non possono essere messi al tappeto, quindi non andranno a diminuire le vostre classiche tre chance.

L’intelligenza artificiale però è ben realizzata, poiché non potrete semplicemente chiamarli e stare a guardare mentre fanno uno spezzatino di Rey Dau. I bot ingaggeranno solo quando lo farete voi, quindi è comunque richiesto uno stile di gioco attivo e non passivo.

Pur essendo una produzione importante e con una cassa di risonanza enorme, Wilds ha mostrato il fianco a qualche critica. C’è chi lamenta che le prestazioni non siano tra le migliori, in parte dovuto all’uso dell’altalenante RE Engine. Ma quanto c’è di vero? Non possiamo parlare per la versione PC, avendo testato solo quella PlayStation 5, ma possiamo dirvi che sull’ammiraglia Sony il gioco riesce a trovare una quadra soddisfacente grazie a impostazioni personalizzate.

Potete scegliere una delle tre modalità: prestazioni, bilanciata e qualità. Ovviamente, scegliendo prestazioni avrete una grafica un po’ impastata e un rendering tutt’altro che piacevole, al fine di migliorare il frame rate. Dal nostro punto di vista, non vale la pena selezionarla e riuscirete ad avere una resa migliore in bilanciata o qualità. Nel primo caso potrete bloccare il frame rate a 40 fps, nel secondo a 30 fps. Entrambe le scelte sono valide, ma noi abbiamo preferito optare per la modalità bilanciata. Solo su PlayStation 5 Pro è possibile godere del Ray Tracing e di un frame rate più elevato.

Monster Hunter Wilds: Un tanto atteso nuovo capitolo del franchise che riesce a implementare delle ottime novità senza alienarsi completamente lo zoccolo duro di fanatici. Un po’ più semplice? Certo. Un po’ più breve? Per il momento sì. Resta comunque estremamente divertente, sia che giochiate da soli, sia che abbiate amici con cui andare a caccia, Monster Hunter Wilds è un’esperienza fantastica che tutti dovrebbero provare, soprattutto nuovi giocatori che non hanno mai toccato la serie. 7gatsu

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von 10
2025-03-06T16:32:50+01:00

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