Marathon, nuova fatica di Bungie è finalmente arrivato su PC Steam, Playstation 5 e Xbox Series X\S lo scorso 5 marzo. Lo ammetto, ero tra i suoi principali detrattori, ma piano piano, giocando anche ad Arc Raiders ho iniziato a pensare che forse Marathon avrebbe avuto qualche possibilità. O forse no, tutto sarebbe dipeso dall’impostazione che Bungie avrebbe dato al suo nuovo extraction shooter.
Beh adesso lo so: è una carneficina. Marathon non fa prigionieri: è un gioco adrenalinico e incentrato sul PvP, dove mappe più piccole della media costringono i giocatori a incontrarsi spesso e volentieri, dando vita a violenti scontri. Se questa cosa mi piace? Si mi piace, e pure parecchio. Se volete saperne di più, ecco la recensione.
Provato su PC
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Loot, kill, extract, repeat
Solitamente tendo a non ammorbarvi con la spiegazione di un genere, perché suppongo che se leggete una webzine minore come la nostra, abbiate una gran fame di gaming e quindi siate molto preparati. Tuttavia, fino all’arrivo di Arc Raiders e del nostro Marathon, gli extraction shooter sono stati relegati a una ristretta nicchia hardcore di giocatori.
Quindi per capire un po’ come funziona il nuovo titolo Bungie è necessaria una breve spiegazione. In realtà è più semplice di quanto pensiate: il gameplay di Marathon consiste nel creare un loadout con armi, munizioni, potenziamenti e possibilmente dei curativi, scegliere uno Shell e lanciarvi in partite in solitaria o in squadra in una delle mappe a disposizione.
Una volta iniziata la partita si avrà un limite di tempo di 25 minuti per esplorare i punti di interesse della mappa, trovare loot e poi estrarre da punti appositi che solitamente appaiono a metà del match. L’inventario base avrà uno spazio limitato, ma potrete ampliarlo usando degli Zaini che andranno a fornire anche delle abilità passive.
Durante le Run sarà necessario gestire gli scontri contro i robot della UESC controllati da un’IA spietata che verrà a cercarci anche negli edifici e capace di creare non pochi problemi. La vera difficoltà del gioco però è affrontare i Runner avversari, controllati dai giocatori, che potranno tendere agguati e colpirci alle spalle mentre magari stiamo prendendo del loot.

Mettendo fuori combattimento e poi finendo un Runner, sarà possibile setacciare il suo equipaggiamento e depredarlo. Se giocate in squadra, avrete la possibilità di rianimare i vostri compagni e di venire rianimati, ma se giocate da soli una volta atterrati da Runner avversari o dalla IA, sarete fritti e potrete dire addio al vostro prezioso bottino.
Le mappe presentano luoghi specifici dove è possibile trovare loot raro, ma allo stesso tempo si rivelano più pericolosi sia per la forte presenza di UESC, sia per quella dei Runner avversari. Ma come si vince? In realtà basta estrarre con del loot. A differenza di un Battle Royale infatti, lo scopo non è rimanere gli ultimi sulla mappa.
Se ad esempio riuscite ad accoppare dei giocatori avversari e trovate equipaggiamento raro o epico, oppure avete l’inventario pieno, potrebbe valere la pena estrarre anche se mancano diversi minuti dalla fine del match.
Inoltre, non è sempre una buona idea sparare a qualsiasi cosa si muova, infatti spesso è molto più intelligente non ingaggiare. Gli spari, i passi, la corsa e altri elementi possono rivelare la vostra posizione sia alle IA, sia ai Runner avversari.
La gestione degli scontri e del rischio quindi è molto importante. I punti di estrazione possono cambiare sulla mappa a ogni run e una volta attivati impiegheranno diversi minuti ad attivarsi, giusto per tenere alta la tensione.
Check your expectation
A meno che non siate dei maestri degli FPS, dovete mettere in conto parecchie run fallite e loot perso, ma questo vale anche per gli altri giocatori.
Il trucco per godersi il gioco senza troppe frustrazioni è non pensare al loot come a qualcosa di proprio, ma come armi e oggetti che girano tra i giocatori, a seconda di come vanno i match.
Inoltre, la perdita del loot non è effettivamente un problema grave, perché Marathon bilancia con ricompense generose che ci verranno fornite dalle varie Fazioni per le quali potremmo portare a termine dei Contratti, ovvero missioni con obiettivi da completare all’interno di una specifica mappa.
Allo stesso modo, attraverso l’Armeria, le Fazioni ci venderanno armi, munizioni, curativi e altro, oltre a scambiarle con oggetti particolari che troveremo nelle varie Run. Quindi la perdita viene bilanciata dal guadagno. Certo, fa sempre un po’ male venire uccisi e perdere l’arma preferita con mod rari ed epici, ma con un po’ di fortuna, non sarà difficile recuperarne un’altra, magari anche più potente.
L’assenza del crafting permette di scegliere il proprio loadout e lanciarsi nelle Run molto velocemente, accelerando il loop del gameplay e dando meno la sensazione di “perdita” quando purtroppo non si riesce ad estrarre.
Sarà anche possibile scegliere dei Kit gratuiti dalle varie Fazioni che vi daranno un’arma, munizioni e qualche curativo gratuito per poter iniziare la partita senza rischiare.
Si tratta di una buona tattica se dovete completare qualche Contratto al volo, o se dovete recuperare un po’ di crediti o equipaggiamento. Tutto questo mette molto in secondo piano l’aspetto del loot, quindi chi gioca agli extraction proprio per sentirsi addosso la tensione di poter fallire una run e perdere equipaggiamento prezioso, potrebbe non gradire il ritmo veloce ed elevato di Marathon.
Chi ai ritmi diluiti e alla tensione estrema preferisce gli scontri PvP potrebbe invece apprezzare molto il gameplay del titolo.
Runner in the Shell
Per quanto riguarda le meccaniche del gameplay, sono oliate alla perfezione anche se per certi versi risultano molto classiche e non propongono alcuna soluzione particolarmente innovativa o interessante. Oltre ovviamente a sparare, si potrà correre, scivolare, saltare, arrampicarsi sulle sporgenze e usare un attacco melee veloce.
Ogni azione di movimento farà aumentare la barra del Surriscaldamento che una volta al massimo impedirà di correre o effettuare doppi salti e altri movimenti speciali.
Quindi nell’esplorazione e nei combattimenti sarà necessario gestirla con attenzione. Ottima trovata il fatto che durante le Run sotto la pioggia o stando in acqua, il Surriscaldamento dello Shell sarà più lento, favorendo una maggiore mobilità.
Per quanto riguarda gli Shell, ognuno di questi corpi biomeccanici avrà abilità attive e passive che si potranno sfruttare sia per combattere, sia per avere un vantaggio tattico.

Ad esempio, l’Assassino potrà diventare invisibile e lanciare un fumogeno per coprire la sua fuga, confondere gli avversari o resuscitare gli alleati in sicurezza. Il Recon invece tornerà molto utile per individuare i nemici, grazie a una mina ragno a ricerca e a un sonar.
Se invece preferite andare all’attacco, potete usare il Destroyer o il Vandal, entrambi muniti di abilità offensive e una mobilità elevata. Non mancano Shell di supporto come il Medico e il Ladro, quest’ultimo in grado di rubare il loot ai nemici e di usare un drone di ricognizione.
Se giocate in solitaria, potrete anche usare il Rook, uno shell capace di mimetizzarsi con i robot UESC e che parte con un buon equipaggiamento iniziale. Tuttavia, se userete Rook, entrete in partite già cominciate da qualche minuto e avrete poco tempo per arraffare il bottino, tenendo presente che molte delle zone calde saranno già state saccheggiate.
Inoltre, con Rook non sarà possibile portare a termine Contratti, quindi diciamo che è uno Shell utile solo per rastrellare un po’ di loot senza correre troppi rischi…o per trollare gli altri giocatori.
In ogni caso, sebbene non portino nulla di originale al genere, le abilità degli Shell sono sempre molto divertenti da usare e funzionano molto bene. Il gunplay targato Bungie è all’apice della sua solidità, con ogni singola arma che riesce a restituire un ottimo feedback e con impatti sui bersagli estremamente soddisfacenti. Un punto a favore non da poco, per un extraction shooter che predilige il PvP.
L’amicizia non esiste su Tau Ceti IV
Se titoli come Escape from Tarkov e Arc Raiders si basano più sulla sopravvivenza e sull’interazione con gli altri giocatori, Marathon punta quasi tutto sul PvP, con mappe più strette e un ritmo di gioco più elevato.
Scordatevi di poter girare allegramente per lo scenario e lootare, trovando altri giocatori amichevoli e osservandone altri in lontananza.
Nel nuovo gioco di Bungie si spara a vista, a qualsiasi cosa si muova. Il TTK bassissimo rende gli scontri fulminei e ovviamente porta la tensione a livelli elevati, specialmente quando si gioca in solitaria.
Il 90% delle volte incontrerete altri Runner avversari, quindi si dovranno sempre mettere in conto sparatorie all’ultimo sangue, dove entreranno in gioco skill individuali, lavoro di squadra e abilità dello Shell.
Paradossalmente, in termini di difficoltà, il suo attuale concorrente Arc Raiders si rivela un entry point molto più leggero e gestibile per i neofiti del genere. Marathon è un po’ come il genitore che manda i figli di tre anni a fare la spesa o dal tabaccaio.
Non c’è nulla che aiuti il principiante: niente tasche nascoste per tenere oggetti rari, poche spiegazioni e nemici controllati dall’IA capaci di farci a pezzi se non giochiamo bene.
Per la parte del looting, devo ammettere che se non avessi giocato più di sessanta ore al titolo di Embark Studios, probabilmente avrei avuto non poche difficoltà a capire cosa fare nel titolo di Bungie, anche a causa di una UI molto gradevole, ma che può risultare confusionale.
L’economia del gioco si basa in parte Crediti che si potranno trovare durante le run, portando a termine contratti o vendendo gli oggetti nel proprio Vault, così come su determinato loot da scambiare con le Fazioni presso l’Armeria per ottenere equipaggiamento.
Il loot e i crediti si potranno anche spendere per usare per ottenere interessanti potenziamenti per lo Shell, per ampliare la scelta nell’Armeria o per ottenere armi e equipaggiamento gratuiti.
In generale, sebbene le run in solitaria siano divertenti e ad alta tensione, Marathon dà il meglio nelle partite in squadra, specialmente se avete uno o due amici con cui giocare.
Anche con perfetti sconosciuti, si riesce a portare a termine ottime Run. La chat vocale è il miglior modo per interagire con il proprio team, in quanto purtroppo i ping veloci si rivelano poco intuitivi.
Mi è sembrato che la community abbia già capito molto bene le meccaniche del titolo, quindi raramente vi troverete in squadre con giocatori disorientati.
Santa Marathon
Giustamente vi starate chiedendo: ma perché non hai ancora parlato del design fighissimo di Marathon? Bè, perché la presentazione grafica di Marathon è stata la punta di diamante del marketing del titolo, quindi penso che ormai il suo stile lo conoscano pure i sassi.
Però, devo dire che Bungie ha fatto un lavoro veramente notevole, con una visione che unisce il cyberpunk più spietato delle Corporazioni – Fazioni e uno stile fuso tra il moderno e il retrò che lascia il segno.
Non nego che come molti, lamento il fatto che questo stile così bello e originale sia stato usato per un titolo multiplayer, ma chissà, magari in futuro Bungie ci delizierà con uno spin off, anche perché la lore del gioco, per quanto derivativa, risulta molto curata.
La lore unisce la Blade Runner con Ghost in The Shell, in modo interessante ed efficace. Sul pianeta Tau Ceti IV sono scomparsi tutti i coloni arrivati con la UESC Marathon. Le Fazioni, leccandosi i baffi, assumono dei Runner, ovvero degli umani in grado di connettere la loro coscienza a degli androidi biomeccanici chiamati Shell.
Tramite gli Shell, i Runner possono visitare Tau Ceti IV attraverso un sistema di disgregazione della materia, per raccogliere equipaggiamento, con lo scopo ultimo di gonfiare le loro tasche… e quelle delle Fazioni.
La lore ci verrà raccontata dalle IA delle varie Fazioni che sbloccheremo facendo esperienza e portando a termine i Contratti, così come da un nutrito Codex.
L’atmosfera durante le Run è di ottimo livello, specialmente nelle strutture dove un sapiente utilizzo dell’illuminazione rende il looting, i combattimenti e l’esplorazione particolarmente avvincenti.
Anche i locali esterni hanno ricevuto le dovute cure, sebbene forse in alcuni casi un minimo di verticalità in più non avrebbe guastato.
In ogni caso il design generale delle mappe è di ottima fattura, con la possibilità di sfruttare condotti di ventilazione all’interno dei luoghi per sgattaiolare alle spalle di un nemico, o per scappare da un combattimento.
Le mappe vanno affrontate più volte per poter capire quali sono i punti migliori dove lootare, dove appostarsi e soprattutto dove avverranno gli scontri a fuoco più devastanti.
Al momento, la mappa più spettacolare (nonché la più tosta) è Outpost, dove si respira un’atmosfera da LV-426 e dove ogni passo falso può trasformare la propria run in un inferno. Le animazioni dei Runner e dei nemici controllati dalla IA servono la loro funzione all’interno del veloce ritmo di gioco, ma effettivamente sono forse troppo basilari.
A chi lo consigliamo?
Marathon: Uno di quei giochi che all’inizio lascia un po' perplessi, ma poi lentamente cresce fino a diventare una vera e propria droga, con un gameplay loop rapido, adrenalinico e competitivo. Non aspettatevi l'esperienza ragionata e bilanciata, in Marathon dovrete menare schiaffoni a tutti per poter estrarre con la vostra testa ancora attaccata al corpo. Presentazione stellare, gunplay e meccaniche solide lo rendono un must per tutti gli amanti dei giochi multiplayer competitivi, tuttavia i fan di Bungie che si aspettano un'esperienza accessibile, potrebbero sentirsi alienati da questo cambio di direzione in favore di un tipo di gaming più hardcore. Certo, si poteva fare un po' di più per guidare i giocatori e rendere il tutto più accessibile, anche per la gestione del loot e dell'Armeria che soprattutto all'inizio risultano alquanto confusionali. Forse Bungie poteva cercare di inserire qualche meccanica veramente innovativa che avrebbe dato all'esperienza quel qualcosa in più in termini di gameplay. Questo perché effettivamente, in termini di meccaniche, Marathon non propone assolutamente nulla di nuovo. In conclusione, diverte tantissimo ma chiaramente Bungie dovrà supportarlo a dovere in modo da tenere alta l'attenzione. Il gioco sembra già essersi creato una nicchia di appassionati, tra i quali mi ci metto pure io. Ci vediamo su Tau Ceti IV per spararci allegramente sul grugno. – heavysam





