Come il suo predecessore, Dragon’s Dogma 2 è un animale strano, una sorta di bizzarra unione tra un action hack’n’slash e un RPG di stampo occidentale. Ebbene sì, perché sebbene l’IP sia di Capcom e realizzata da un team capitanato da Hideaki Itsuno, Dragon’s Dogma 2 ha davvero poco a che vedere con i JRPG.
Esplorazione libera e combattimenti esplosivi con un sistema di classi ben studiato alimentano una sensazione di avventura rara da trovare negli open world moderni. Questo si unisce a una libertà molto vasta di interazione con gli NPC, la possibilità di risolvere quest in modi diversi, segreti sparsi ovunque e una storia che sebbene tentenni, alla fine riesce a trovare una conclusione soddisfacente nell’endgame nascosto del gioco.
E come il primo capitolo, anche Dragon’s Dogma 2 potrà piacere solo ad alcuni giocatori, nello specifico a chi riesce a chiudere un occhio sulla parte narrativa e su alcune sviste di design, per godersi a pieno un mondo fantasy finemente realizzato e un combat system sopraffino. Immagino che avrete già letto miriadi di recensioni e visto video su Youtube per valutare se il titolo possa fare al caso vostro, anche a fronte del suo costo di 70 euro e delle performance non proprio ottimali sia su console, sia su PC. Tuttavia, se vi serve un altro parere, potete continuare a leggere la recensione o scrollare direttamente per vedere il voto che gli ho affibbiato col benestare di tutto il resto della redazione, ovvero altre due persone. Ricordiamo che il titolo è disponibile su PC tramite Steam, Xbox Series X/S e Playstation 5 dal 22 marzo.
Provato su PlayStation 5
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Pedinamami
Nell’universo di Dragon’s Dogma il silenzioso protagonista avrà il titolo di Arisen, ovvero un essere umano scelto da un enorme Drago Rosso come suo rivale. L’importanza dell’Arisen varia da regno in regno e per i diversi cicli nei quali il Drago si manifesta. Nel caso di Dragon’s Dogma 2, il mondo sarà diviso in due fazioni: Vermund e Batthal. A Vermund, l’Arisen viene eletto Sovrano del regno, mentre a Battahl dei maghi ambiziosi stanno cercando un modo per evitare che si ripeta il ciclo, eliminare l’Arisen e dominare i poteri del Drago. Non preoccupatevi se non avete giocato al Dragon’s Dogma originale o alla versione Dark Arisen, in quanto sebbene ci siano diversi riferimenti al primo capitolo, questo sequel è una sorta di “reboot”.
Una volta creato il nostro Arisen con un dettagliatissimo editor, l’avventura partirà in una miniera dove ci si ritroverà a lavorare come schiavi. Dopo un breve “tutorial”, il giocatore viene quindi a conoscenza delle Pedine, degli esseri capaci di vagare tra i mondi tramite il Rift e che si mettono al servizio degli Arisen quando questi vengono scelti dal Drago. Le Pedine sono fondamentalmente gli NPC con cui andremo a formare il nostro Party di quattro persone. Una delle pedine sarà quella principale, creabile tramite l’editor fino a deciderne addirittura la personalità.
Della propria fedele pedina sarà possibile cambiare Vocazione ed equipaggiamento, in modo da trovare la giusta combinazione. Il vostro Arisen guerriero quindi potrà essere accompagnato da un mago di supporto, o magari da un fetido ladro.

Altre due pedine di supporto si potranno arruolare tramite le Riftstone, o semplicemente incontrandole nel mondo di gioco. Cambiare le Pedine è uno degli aspetti più divertenti del gioco, in quanto si potranno trovare diverse combinazioni per formare party variegati. Alle Pedine che decideremo di lasciare, si potrà dare un premio che queste riporteranno all’Arisen del loro mondo.
L’IA delle pedine è davvero sorprendente: i maghi cureranno il giocatore con incantesimi di supporto, i ladri si arrampicheranno sui mostri più grossi per colpirli nei punti deboli, mentre gli arcieri si terranno a debita distanza. In combattimento, le Pedine sono in grado di aiutare l’Arisen a rialzarsi e addirittura ad apprendere diverse manovre, come ad esempio la possibilità di prendere i mostri e lanciarli giù dai dirupi o in acque profonde che come in DG sono praticamente letali per qualsiasi essere vivente, in quanto possedute da un’entità chiamata Brine.
Inoltre, alcune Pedine ci guideranno verso luoghi inesplorati, forzieri e anche nei punti dove si svolgerà una determinata quest. Tutto questo imparandolo attraverso i loro viaggi attraverso il Rift, quando vengono scelte come pedine da altri giocatori. Ed è incredibile come tutto questo crei un network tra i giocatori senza un vero e proprio multiplayer, una connessione stabilita tramite degli NPC piuttosto che tramite i giocatori stessi. Una trovata geniale perfezionata dal primo Dragon’s Dogma che in questo nuovo episodio trova una sua dimensione più solida e convincente.
Inoltre, le pedine parleranno tra loro, reagiranno alla soluzione delle quest, della storia e dei comportamenti dell’Arisen, lodandolo o rimproverandolo a seconda della loro personalità. Davvero un lavoro eccellente che mostra come si possa usare in modo innovativo l’intelligenza artificiale in un open world.
(Its)uno di noi
Dragon’s Dogma 2 è uno di quei titoli con un combat system fatto così bene che una volta preso in mano il pad, sarà veramente difficile lasciarlo. Il nostro Arisen avrà a disposizione 10 vocazioni, alcune delle quali andranno scoperte nel corso dell’avventura. Ogni vocazione ha un suo gameplay ben preciso che può andare dal corpo a corpo più grezzo con il Soldato e il Guerriero, a quello più “raffinato” del Ladro o del Cavaliere Mistico.
Non mancano ovviamente le classi dalla distanza come l’arciere e lo stregone, quest’ultimo capace di scatenare degli incantesimi a dir poco devastanti sui nemici. Tra le classi di supporto troviamo il Mago e il Trickster, una classe particolare che mira a confondere i nemici e potenziare le Pedine. Per ogni Vocazione potremmo sbloccare abilità attive e passive, in modo da creare build diverse e mischiare le carte in tavola, rendendo il gameplay variegato e divertente. Si potranno avere solo quattro abilità attive come mosse speciali o incantesimi, ognuna delle quali si rivela adatta a diverse situazioni.
Ad esempio, il Ladro potrà sferrare dei devastanti colpi critici ai mostri più grossi, mentre l’Arciere potrà avvalersi di frecce speciali e spettacolari colpi al volo. L’impatto dei colpi, le animazioni delle mosse e gli effetti grafici funzionano perfettamente, amalgamondosi nel classico cocktail granitico e soddisfacente a cui Itsuno ci ha abituati anche fin troppo bene.

Inoltre, il mondo di Dragon’s Dogma 2 presenta diversi dislivelli, burroni e pareti, tutte da sfruttare per l’annientamento indiscriminato del bestiario locale. Potrete infatti effettuare una presa su un mostro di piccola taglia e scaraventarlo giù da un burrone, schiacciarlo contro una roccia, oppure buttarlo sugli altri mostri.
Le cose cambiano quando si incontrano mostri di grossa taglia. Questi incontri attivano delle vere e proprie boss fight spettacolari, dove il party lavorerà in sinergia per abbattere il nemico. Come nel primo Dragon’s Dogma, anche in questo titolo è possibile arrampicarsi sui mostri per sferrare colpi critici sui suoi punti deboli. Inoltre, ci saranno diversi trucchi per far perdere l’equilibrio al mostrone di turno, per infliggergli danni maggiori. Più danno subirà il mostrone e più il suo comportamento cambierà, costringendo l’Arisen e le sue Pedine a mettersi sulla difensiva, o ad adottare strategie diverse.
Il mondo di Dragon’s Dogma 2 ospita diverse tipologie di mostri, tutte con il loro comportamento specifico e alcune varianti interessanti. I Grifoni scenderanno in picchiata per sbranare un ignaro bisonte, i troll ingrifati attaccheranno principalmente le Pedine donne (non sto scherzando) e i Minotauri effettueranno delle devastanti cariche a testa bassa.
L’unico difetto che si può trovare al sistema di combattimento sopraffino ideato da Itsuno è la difficoltà. Questa è stata calibrata piuttosto male, in quanto un party composto da un Arisen e due o tre pedine di livello superiore al 30 è in grado di devastare in pochi minuti molti dei mostri presenti nel bestiario, fatta eccezione di alcuni che per non fare spoiler, non posso nominarvi.
La difficoltà viene tarata in base al livello del giocatore, ma spesso questa meccanica fallisce nel tenere alta la sfida, in quanto alcune vocazioni sono davvero troppo potenti. Peccato perché all’inizio dell’avventura, il gioco riesce a incutere un certo timore nel giocatore, specialmente durante la notte quando i nemici diventano più forti e agguerriti… e quando si possono incontrare creature estremamente pericolose. Inoltre, parte del danno subito dall’Arisen e dalle Pedine, si potrà ripristinare solo accampandosi o dormendo in una locanda, cosa che rende i viaggi iniziali ancora più entusiasmanti.
Nella seconda fase del gioco, il team non è riuscito a bilanciare la potenza del giocatore e di alcune Vocazioni con la difficoltà effettiva degli scontri. Questo si rivela problematico, in quanto svanisce la sensazione di pericolo per dare spazio al power trip puro. Non che sia necessariamente un male, ma sarebbe stata più apprezzabile la possibilità di selezionare la difficoltà in base alla propria abilità.
La musica però cambia con l’Endgame. Questa parte del gioco richiede al giocatore una certa abilità nella gestione della Vocazione selezionata e nella scelta delle giuste Pedine. Non posso fare spoiler, posso solo dire che si tratta di un ottimo Endgame, una bizzarra ciliegina sulla torta che non potete perdervi per nessuna ragione.
Design’s Dogma
L’esplorazione è una delle caratteristiche principali del titolo. In Dragon’s Dogma 2 infatti, i viaggi rapidi saranno molto limitati, costringendo il giocatore ad esplorare il mondo di gioco con le sue fide pedine. La mappa, seppur contenuta rispetto ad altri open world, si rivela finemente disegnata, con collegamenti e scorciatoie.
Esplorandola, si potranno trovare luoghi unici che ospitano NPC, alcuni di questi assolutamente sorprendenti. Il mondo di Dragon’s Dogma 2 premia il giocatore con quel senso di scoperta, un po’ come avviene in titoli come Elden Ring, gli ultimi Zelda e Red Dead Redemption 2.
Inoltre, ci sarà una grande differenza tra l’esplorazione diurna e quella notturna. La notte in DG2 è decisamente scura e anche con la lanterna accesa, non si potrà vedere chiaramente il paesaggio che ci circonda. Ed è durante la notte che gli occhi di un mostro nel buio, o la sagoma di una montagna nell’oscurità, trasformano l’esperienza in pura magia. Sono rimasto piacevolmente sorpreso anche dalla quantità dell’equipaggiamento acquistabile dai vari vendor sparsi nella mappa, o lootabile da mostri e forzieri. Ci sono armi e armature belle da vedere per ogni Vocazione, potenziabili da diversi armaioli, alcuni dei quali possono conferire all’equipaggiamento degli effetti speciali.

A livello tecnico, il titolo purtroppo mostra un po’ i limiti del REengine che in questo caso si rivela poco adatto, sia per l’ottimizzazione sia per il livello di dettaglio generale. Le performance su PS5 non sono soddisfacenti, con cali sotto i 30fps e una risoluzione che scende fino ai 1080p con il ray tracing attivo. Il titolo è vittima della volontà di inserire il Ray Tracing, capace di devastare le performance in qualsiasi titolo Open World.
Tuttavia, nonostante il dettaglio grafico non faccia gridare al miracolo, il design del mondo di gioco risulta comunque soddisfacente, con panorami e luoghi mozzafiato che si possono osservare dalle tante alture presenti. Forse il gioco poteva offrire qualche dungeon in più, ma effettivamente, il sistema di combattimento si comporta molto meglio in luoghi aperti.
Per quanto riguarda la narrazione, Dragon’s Dogma 2 ha una premessa interessante e anche un buon crescendo dalle quest iniziali fino al folle endgame. Va detto però che non tutte le main quest funzionano a dovere, con alcune scelte di design scellerate, come ad esempio missioni furtive inserite in un titolo dove non esiste un qualsiasi tipo di meccanica stealth.
Le side quest, sebbene non proprio memorabili, sono comunque molto apprezzabili in quanto decisamente bizzarre, inoltre ci porteranno ad esplorare il mondo di gioco. Queste sono legate a personaggi comprimari con cui è possibile stabilire relazioni e aumentare il grado di affinità per sbloccare nuove linee di dialogo, ottenere oggetti e altro ancora.
In realtà, sarà possibile aumentare la propria affinità con tutti gli NPC, dando loro dei regali in base ai gusti. Nulla vieta di ucciderli brutalmente, venire arrestati e chiusi in gattabuia, come vuole la tradizione degli RPG di stampo classico.
A chi lo consigliamo?
Dragon’s Dogma 2: Consigliato a chi ama gli RPG e le esperienze differenti. Al netto dei difetti riguardanti la scrittura di alcune quest e la difficoltà mal calibrata, Dragon’s Dogma 2 è un’esperienza di gioco unica nel genere degli RPG open world. Si potrebbe quasi definire bizzarra, se non addirittura una sorta di caricatura delle classiche epiche fantasy, con situazioni talvolta comiche, unite però a una tensione che esplode totalmente nell’endgame. Il misto tra combattimenti superbi contro un bestiario di mostroni vecchia scuola, intelligenza artificiale e interazione con gli NPC, rendono il gameplay di Dragon’s Dogma 2 un vero piacere. Chiaramente, le non poche stranezze del gioco potrebbero alienare persino i gamer più navigati, quindi al momento mi sento di consigliarlo solo ai fan del primo e a chi non ha paura di provare qualcosa di diverso dal solito. Personalmente, penso che Dragon’s Dogma 2 sia un titolo speciale, uno di quelli che potrebbero anche maturare con il tempo e richiedere un secondo playthrough per essere apprezzati in pieno. Gli avrei dato anche un mezzo punto in più, ma avrei dovuto chiudere più di un occhio sui suoi evidenti difetti, nonché sui problemi di ottimizzazione che affliggono il gioco su console e PC. – heavysam





