Radirgy 2 segna il ritorno di questo franchise di STG un po’ troppo a lungo dimenticato. Il titolo è disponibile dallo scorso 28 marzo su console Nintendo Switch e PlayStation 4 in terra nipponica. Abbiamo avuto modo di provare il titolo grazie all’editore giapponese BEEP che ci ha fornito una copia per la nostra recensione.
Provato su Nintendo Switch
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Radio Allergy
Il primo Radirgy uscì nel 2005 nelle sale arcade giapponesi su piattaforma Sega NAOMI, per poi vedere una pubblicazione l’anno successivo su Dreamcast, PlayStation 2 e anche Gamecube. Purtroppo la versione occidentale del titolo fu cancellata e restò a lungo confinato nella terra del Sol Levante, ambito trofeo import di pochi. Sebbene il gioco che abbiamo recensito in questa sede, Radirgy 2, porti un numero che fa pensare subito a un sequel, vale la pena ricordare che di titoli dedicati ce ne sono stati nel tempo ben quattro prima di questa nuova uscita. Nell’ordine, Radirgy, Radirgy Noa, Radirgy de Gojaru! e Radirgy Swag. Sebbene questi titoli vennero perlopiù realizzati sotto l’etichetta Milestone, Radirgy 2 è stato comunque sviluppato dai veterani dello studio, che hanno però fondato la software house RS34.

Milestone è fondamentalmente ricordata per shmup alternativi come Karous e Chaos Field, di cui speriamo in futuro di vedere riedizioni, soprattutto alla luce dell’ottimo lavoro fatto con Radirgy 2. Ma riprendiamo proprio il discorso da qui, sottolineando come Radirgy sia sempre stato un po’ una produzione fuori dai classici schemi. Pur apparendo come uno STG a scorrimento verticale, ha introdotto alcuni sistemi che, in sostanza, o si amano o si odiano. Non essendo un prodotto pensato per bucare la bolla degli appassionati, raggiungendo il grande pubblico, ha una serie di meccanismi particolarmente oscuri che bisogna apprendere a usare al meglio per ottenere punteggi soddisfacenti. E ciò è ancor più vero in questo secondo capitolo, che fornisce però un sistema di tutorial al fine di dare immediatamente una presentazione degli strumenti a vostra disposizione.
Il nome della serie, per chi fosse curioso, è una contrazione di “Radio Allergy”, perché la protagonista del primo gioco, Shizuru Kamigusa, è proprio allergica alle onde radio. Il padre, scienziato di rinomata fama, è al lavoro a una cura ma la compagnia dove lavora viene attaccata dai terroristi guidati da Ruki Michima. Sarà quindi compito di Shizuru, all’interno di un bizzarro mech volante, tener testa a questi criminali. Una storia tutto sommato semplice e che funge come sempre da pretesto per un po’ di sano gameplay ricco di proiettili a tutto schermo.
In Radirgy 2, a distanza di quasi 20 anni dalla pubblicazione del gioco, torniamo nei panni di Shizuru, stavolta aiutata da Shiina Mufuu, un nuovo misterioso personaggio. Lo scopo sarà quello di trovare l’amica scomparsa Aita Tadayo.
Twin stick allergy
Lasciandomi trasportare dall’introduzione, ho dimenticato di dare un’informazione cruciale, a cui porrò rimedio immediatamente. In Radirgy 2 è incluso anche Radirgy. Un pacchetto quindi perfetto per gli utenti che, pur amando gli STG, non hanno mai avuto modo di provare il primo titolo. Detto ciò, possiamo anche spostarci sulle differenze di gameplay tra i due.
Nel primo gioco si può scegliere di affrontare il titolo con un solo mech ma di tre colori diversi: uno lento, uno veloce e uno invece intermedio. A seguire si possono scegliere tre tipi di sparo diversi: uno ampio, un laser frontale e infine lo sparo a bolle che indugia sullo schermo, continuando a infliggere danno finché queste non scompaiono. A prescindere dalle selezioni, il mech è sempre dotato anche di una spada che, agitata, può danneggiare i nemici e persino eliminare alcune tipologie di proiettili. Cancellandoli, si aumenta la barra ABS, che una volta piena può essere consumata per attivare uno scudo attorno al mech. Proprio in questo frangente entra in azione uno dei meccanismi oscuri di cui parlavo poc’anzi, ovvero il sistema di “batteria”.

Con lo scudo attivo si cancellano i proiettili nemici che si trasformano in pillole verdi collezionate automaticamente. Queste vanno a riempire una barra di batteria che aumenta il moltiplicatore dei punti. Divenendo, di fatto, lo strumento fondamentale per ottenere punteggi elevati.
Radirgy 2 però fa un passo laterale e invece di riproporre questa stessa meccanica, stravolge leggermente il flow del gioco. Nel nuovo titolo potrete scegliere tra due mech differenti: Suzume e Kojiro.
Qui le cose cambiano drasticamente perché funzionano in maniera completamente diversa. Il primo sfrutta un sistema chiamato EPS Net, che potremmo definire una meccanica twin stick. Attivando questa specie di sigillo che appare a schermo come una serie di cerchi concentrici di colore bianco, lo si può spostare sullo scenario con l’analogico destro. Colpire i nemici con questo strumento impone loro lo status Allergy e, distruggendoli con la spada, è possibile danneggiare anche i nemici circostanti, aumentando di fatto il moltiplicatore per migliorare i punteggi. Ben lungi dall’essere un sistema di semplice utilizzo, richiede notevole pratica per essere sfruttato al meglio.
Kojiro invece funziona in maniera differente e, a mio avviso, leggermente più semplice da digerire per un neofita. Lo status Allergy è comunque presente ma viene inflitto con una bomba stazionaria. Basta premere il pulsante dedicato e, avendo risorse a sufficienza è possibile lanciarne costantemente per tenere sotto controllo l’avanzata dei nemici. Kojiro, al posto della spada, ha due tipi di sparo differenti: uno di colore bianco e uno di colore rosso. La differenza è nella loro capacità di cancellare proiettili. In una sorta di meccanismo alla Ikaruga, bisogna passare dall’uno all’altro per evitare di venire danneggiati.
Se in Radirgy si potevano subire minimo tre colpi prima di far scattare un continue, Radirgy 2 utilizza un sistema percentuale. Finita la durata della batteria percentuale in alto a destra, si perde l’unica vita e bisogna usare il continue per riprendere a giocare. Non abbiate timore di sperimentare, però, dal momento che non avete continue limitati e potrete quindi riprendere non appena verrete eliminati. A risentirne sarà solo il vostro orgoglio e, naturalmente il punteggio che verrà azzerato.
Considerazioni finali
Radirgy 2, dopo un iniziale assestamento, mi ha colpito in maniera assolutamente positiva. Il divertimento aumenta esponenzialmente dopo aver compreso almeno in parte i sistemi di punteggio. Il gioco è completamente in giapponese, quindi per chi non ha comprensione della lingua, potrebbe rivelarsi un’esperienza di apprendimento particolarmente intensa. Ci sono dei tutorial che, anche se non avete dimestichezza con questo idioma, possono facilitare la comprensione con un semplice trial and error.

La presentazione globale è curata, con menu pensati per ogni singolo aspetto. Trovate quindi il ranking online per confrontare le vostre prestazioni con quelle di altri giocatori. Ma anche uno shop che vi permette di sbloccare strumenti di personalizzazione dei pulsanti, sfondi, rivedere i vari finali sbloccati e così via. L’idea di aggiungere nel pacchetto anche il primo Radirgy è senz’altro vincente poiché offre una sorta di continuità con il franchise.
Ma se anche fosse stato presente il solo Radirgy 2, sarebbe stato comunque un acquisto obbligatorio per i fanatici di STG. Non possiamo far altro che lodare sia RS34, sia BEEP per come il prodotto sia stato gestito.
A chi lo consigliamo?
Radirgy 2: Consigliato ai fanatici degli STG. Non è possibile consigliare Radirgy 2 a tutti, perché naturalmente, come avete potuto intuire dalla recensione, è un prodotto pensato appositamente per gli appassionati di questo genere che vogliono una sfida. In particolare coloro che amano i caravan shooter e amano ottenere punteggi fuori di testa. Ciò non vuol dire però che non sia un ottimo gioco. Al momento non sembra prevista una versione per il mercato occidentale, quindi consigliamo l’acquisto tramite eShop giapponese o numerosi siti import per una fantastica copia fisica. – 7gatsu



