Qualcuno si ricorda forse di Shadow of the Ninja per NES? Un Run’n’Gun sulla falsariga di Ninja Gaiden sviluppato da Natsume e pubblicato nel 1990, dove nei panni di due ninja, i giocatori dovevano affettare pixel e liberare una New York futuristica dal temibile imperatore Garuda. Il gioco ebbe un buon successo, seguendo la scia del fortunatissimo Ninja Gaiden, ma come molti giochi dell’epoca è stato purtroppo dimenticato. I ninja però vanno sempre forte, sono tosti e paraculi, per questo NatsumeAtari, dopo gli ottimi remake di Wild Guns e Ninja Saviours, ha deciso di riproporre il titolo in una versione moderna, con un’ottima pixel grafica e un gameplay piacevole. Shadow of the Ninja: Reborn è disponibile per Nintendo Switch, Playstation 5 e dal 29 agosto anche su PC Steam, ecco la nostra recensione.
Provato su Nintendo Switch
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Impepata di Ninja
Il gameplay di Shadow of the Ninja Reborn segue quello dell’originale. Nei panni di Hayate o di Kaede, ci si dovrà fare strada in dei livelli a scorrimento uccidendo nemici, fino ad arrivare al boss di turno. Per farlo, si potrà utilizzare la fida Katana per gli attacchi ravvicinati e il Kusarigama per quelli a distanza. Il Kusarigama permetterà di attaccare in diverse direzioni, mentre con la Katana sarà possibile eseguire una mossa stile “pogo” sui nemici, un po’ in stile zio Paperone nel mitico DuckTales per NES.
Nello scenario si troveranno altre armi, come gli immancabili shuriken, granate e fuciloni, conservabili e selezionabili liberamente. Curiosamente, i nostri ninja potranno potenziare i loro attacchi con la Katana bevendo della gazzosa in lattina, sicuramente un trucco del clan Iga tramandato da generazioni. I livelli sono divisi in varie sezioni, con una buona varietà di nemici che proveranno a farci la pelle. I nostri due eroi avranno una barra della vitalità che una volta esaurita, porterà al Game Over. Niente vite extra, se si viene accoppati ci si troverà ad affrontare l’intera sezione dall’inizio.

La barra della vitalità si potrà ricaricare mangiando onigiri (le classiche polpette di riso) o altre deliziose pietanze ninja, come la famigerata Peperonata dei Fuma o l’imperdibile Impepata di Cozze dei Koga. Non aspettatevi di avere vita facile, anche con la barra della salute e la possibilità di gestire oggetti e curativi, il gioco si rivela comunque molto arduo anche a livello normale. In questo remake è stata mantenuta anche la parte platform del titolo, con i nostri ninja che potranno effettuare dei Wall Run per arrampicarsi e appendersi alle impalcature.
Gazzosa di Shinobi
In generale, il titolo si rivela molto piacevole da giocare, con un feeling retrò che resta autentico. Tuttavia, alcuni ritardi negli input possono inficiare un po’ l’esperienza, specialmente nelle sezioni platform dove viene richiesta una buona precisione. Altro problema è la selezione di armi e oggetti, non molto intuitiva. Nelle situazioni più concitate spesso capiterà di non riuscire a scegliere con precisione, trovandosi a prendere colpi dai nemici.
Un peccato perché si tratta di un passo indietro rispetto ai comandi responsivi di Wild Guns: Reloaded e Ninja Saviours: Return of the Warriors. Va comunque detto che il ritmo di Shadow of the Ninja: Reborn è molto più ponderato rispetto ai titoli sopraccitati e ad altri run’n’gun. Infatti, il gioco permette di impostare il “pacing” a piacimento, nel platforming e nelle armi da utilizzare.

La parte tecnica è il fiore all’occhiello del titolo. La pixel-art curata dei personaggi e degli scenari mostra tutto l’amore per il titolo originale da parte di NatsumeAtari. Per chi ha giocato il gioco su NES sarà un vero piacere rivederlo in questa nuova veste rivisitata. Le ottime animazioni si uniscono a un ritmo di gioco sempre vivo e alla classica soundtrack da cabinato che ravviverà gli animi dei vecchiacci come il sottoscritto.
Un peccato però che il contorno sia praticamente inesistente. Da un remake di un titolo non troppo conosciuto, mi sarei aspettato contenuti aggiuntivi e una maggiore attenzione alla presentazione.
Avviato il gioco, non ci sarà nulla da spulciare, quando invece sarebbe stata gradita una galleria di immagini, magari legata all’originale, o qualsiasi contenuto extra per fare un po’ di “storia dei videogiochi” che tanto male non fa. E invece, il remake su questo punto si rivela estremamente spoglio. L’unico contenuto in più è una sorta di “negozio” delle armi che servirà a scegliere quelle con cui cominciare una nuova partita, dopo averle sbloccate.
A chi lo consigliamo?
Shadow of the Ninja: Reborn: Al netto dei suoi difetti, riesce a restituire quella sensazione nostalgica, mettendoci quel sapiente tocco nipponico di qualità e design. Il meglio lo dà nelle partite in 2 giocatori, ma si rivela perfettamente godibile anche quando affrontato in singolo. NatsumeAtari ha provato a impostare il gameplay su una velocità media, cosa che a volte funziona e a volte no, in quanto alcune animazioni causano un input lag poco adatto a un gioco che presenta diverse sezioni platform. Non avrebbe guastato anche qualche contenuto aggiuntivo, o nuovi personaggi in grado di variare il gameplay, come visto negli altri remake a cura della software house nipponica. In generale, posso consigliare Shadow of the Ninja: Reborn a tutti i nostalgici amanti dei run’n’gun e della versione originale per NES. – heavysam




