Recensione Dynasty Warriors: Origins

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Nell’ormai lontanissimo 2000, Koei lanciava Dynasty Warriors 2 sulla cara vecchia Playstation 2, dando vita a un sottogenere dei giochi d’azione, ovvero i musou. Si tratta di giochi dove si controlla un singolo personaggio in un vasto campo di battaglia, con lo scopo di devastare valanghe di nemici e portare il proprio esercito alla vittoria.

L’ambientazione principale si basa su eventi storici avvenuti in Cina durante il periodo dei Tre Regni, prendendo libero spunto dal romanzo di Luo Guangzhong. Tuttavia, in 20 anni di musou abbiamo visto lo stesso gameplay trasposto nella serie parallela Samurai Warriors e in una valanga di spin off basati su diversi anime, manga e addirittura altri videogiochi come Zelda, Persona e titoli come Fire Emblem: Three Hopes.

E finalmente, dopo tutto questo tempo, alla Koei Tecmo hanno deciso di cambiare le carte in tavola e di rendere il musou un gioco effettivamente interessante e addirittura divertente, anche per chi magari cerca un gameplay un filo più stratificato.

Apportando una serie di cambiamenti al gameplay originale e adottando una presentazione più “seria” degli eventi storici, ecco che nasce Dynasty Warriors: Origins. Vi dico subito che questo titolo mi ha piacevolmente sorpreso e dico senza remore che si tratta di un action estremamente divertente, appagante e che riesce anche a far appassionare a quel periodo storico della Cina. Se volete saperne di più, potete continuare a leggere la recensione, massaggiandovi la barba come Guan Yu. Il titolo è disponibile su PC tramite Steam, console PlayStation e Xbox.

Provato su PC

PS4
single player

Qualche fan sfegatato dei musou ha già avuto diversi mancamenti da quando Dynasty Warriors: Origins è stato annunciato, perché effettivamente in questo nuovo titolo si potrà usare un solo personaggio, ovvero Ziluan, un guerriero tanto bello, tanto potente.

Questa scelta si è rivelata sensata, sia per quanto riguarda il gameplay, sia per la storia del gioco che come sempre partirà dalla Rivolta dei Turbanti Gialli. Il nostro Ziluan è un potente guerriero appartenente al clan dei Guardiani della Pace, tuttavia ha perso la memoria. Scoprirà presto che il suo compito nella vita è trovare un nuovo eroe che potrà salvare il paese.

Tramite gli occhi di Ziluan, la storia ci verrà spiegata in modo chiaro, inoltre ci verranno introdotti progressivamente i diversi eroi, le cui vicende si intrecceranno. Anche il nostro protagonista però avrà una sua storia che scopriremo progressivamente. Nei suoi panni, potremmo navigare una mappa dove ci saranno le missioni principali, alcune side quest, città dove è possibile comprare armi e gli eroi con cui interagire.

L’interazione con gli eroi permette di conoscerli nel profondo, così che nelle prime fasi di gioco potremo iniziare subito a capire con chi allearci. A volte prima di sbloccare una battaglia sulla mappa, tocca interagire con un po’ troppi personaggi e affrontare dialoghi particolarmente lunghi, con alcuni di questi che si potevano tranquillamente evitare perché non aggiungono nulla alla vicenda.

Forse si poteva fare di meglio anche sul tono degli incontri con i vari personaggi, dato che ogni eroe ha un fare assolutamente reverenziale nei confronti di Ziluan, persino gli eroi avversari che nelle varie battaglie abbiamo preso a schiaffoni flirtano col bel protagonista come se nulla fosse successo.

Niente di troppo male, ma forse si poteva gestire meglio il rapporto con i nemici. Koei Tecmo però ci ha sempre tenuto a far vedere tutti gli eroi dei suoi Dynasty Warriors e Samurai Warriors sotto una luce positiva, a parte Dong Zhuo e Lu Bu, cattivi spietati anche a questo giro.

L’interazione con gli eroi, oltre ad aumentare il livello della amicizia e darci piccoli obiettivi da portare a termine in cambio di punti abilità, ci potrà dare delle potenti skill attive legate alle armi. Tuttavia, il portare a termine tutte le interazioni con un personaggio non si rivela particolarmente soddisfacente.

Al di là di questo, Koei ha fatto un buon lavoro, perché sebbene la scrittura sia rimasta un filo mielosa e prolissa, questa volta il cast di eroi – sempre realizzati come se fossero degli host dello Stardust di Kamurucho – riesce a risultare gradevole e interessante. Ci si riesce ad appassionare e a voler conoscere tutti i personaggi, con gli alleati dell’inizio della campagna che potrebbero trasformarsi in avversari a seconda delle nostre scelte. Un fattore, questo, che dà al titolo un leggero tocco ruolistico e allo stesso tempo drammatico.

Il poter usare un singolo personaggio, inoltre, non è un problema a livello di gameplay, perché ognuna delle 9 armi che sbloccheremo durante la campagna, avrà un suo pattern di attacco diverso. La spada presenta il classico pattern colpo veloce\colpo potente dei musou, ma tutte le altre armi si comportano in modo completamente differente.

Ad esempio il Podao si baserà su lenti colpi caricati, i Guanti da Guerra sull’attivazione di “Posizioni” da cui far partire gli attacchi, mentre con i Chakram sarà necessario premere il tasto del colpo forte con il giusto tempismo, per sferrare gli attacchi più potenti.

Più utilizziamo un’arma e più sbloccheremo attacchi potenti o nuove skill attive da usare. Inoltre, ogni volta che saliamo di rango con un’arma, potremo sbloccare alberi di abilità per Ziluan. Questi sono progressivi e presentano potenziamenti basilari, come aumento della forza o della difesa, ma danno comunque un buon senso di progressione al gioco. Ed effettivamente, si poteva fare qualcosina di più con i passivi, ma come primo esperimento direi che ci possiamo accontentare.

La differenza tra le varie armi, la possibilità di vivere la storia dei Tre Regni attraverso gli occhi di un singolo personaggio, il poter rivedere i vari eroi sotto una veste meno buffa e sopra le righe è già una novità gradita, ma Koei ha fatto molto, ma molto di più per il gameplay.

Con una mossa degna del machiavellico Cao Cao, in Dynasty Warriors: Origins, KT ha deciso di integrare delle meccaniche finora aliene alla serie, come parry, le schivate e la rottura della guardia, nonché un set personalizzabile di skill attive.

Quindi, sebbene il gameplay loop sia essenzialmente rimasto lo stesso (correre per la mappa – uccidere comandanti – proteggere gli alleati), le nuove meccaniche lo rendono davvero molto divertente, aggiungendo quella sensazione di sfida e di controllo che è sempre mancata nei musou.

I soldati semplici si potranno devastare con singoli colpi, mentre per stendere i comandanti nemici, sarà necessario conoscere bene le capacità dell’arma che stiamo impugnando e utilizzare le skill attive per effettuare delle combo devastanti.

Inoltre, sarà importante effettuare parry, in modo da rompere velocemente la guardia dell’avversario e renderlo vulnerabile a un Assalto, ovvero una spettacolare finisher. Sarà possibile equipaggiare 4 skill attive tra quelle a disposizione, diverse per ogni tipo di arma, da attivare consumando il Coraggio. Tra queste skill, alcune potranno fermare degli attacchi imparabili, quindi molto utili specialmente contro i nemici più agguerriti.

Oltre agli ufficiali, in Dynasty Warriors: Origins, dovremo stare attenti anche alle truppe semplici. Infatti, gli ufficiali saranno in grado di scagliarci contro attacchi di lanceri, cariche di cavalleria e altre tattiche che potremo contrastare schivandole, o utilizzando attacchi specifici.

Non manca ovviamente l’attacco musou, potenziabile fino a tre livelli e che consente di spazzare via orde su orde di soldati. Anche questo attacco speciale trova una sua dimensione all’interno del gioco, in quanto assolutamente necessario per indebolire gli eserciti più grossi.

In alcune battaglie della lunga campagna, ci troveremo a dover affrontare enormi eserciti che avranno una loro barra della vitalità. Questi ci costringeranno a buttarci nella mischia, tra centinaia di soldati che ci attaccheranno da ogni direzione.

Di conseguenza è assolutamente necessario conservare la barra dell’attacco musou, in modo da farci strada e riuscire ad attaccare gli ufficiali e i generali. Durante queste fasi, gli eserciti nemici potranno avviare delle tattiche devastanti che dovremo assolutamente annullare, compiendo diverse azioni prima dello scadere di un determinato periodo di tempo.

La possibilità di cambiare arma in qualsiasi momento, permette al giocatore di scegliere quella giusta a seconda di ogni occasione. In una battaglia dove si dovrà combattere con un esercito enorme sarà meglio impugnare un Podao, mentre per combattere contro un singolo avversario potente saranno più indicate armi come i Guanti da Guerra o i Chakram.

Le parti del gioco dove due enormi eserciti si scontrano sono forse le più entusiasmanti, con momenti epici che ci vedranno assaltare le porte di una gigantesca fortezza, partecipare a cariche devastanti contro gli eserciti avversari e sfidare a duello i guerrieri più temibili del cast dei personaggi.

Il tutto scorre fluidamente, accompagnato da un ottimo sonoro e da una soundtrack spettacolare fatta di pregiati assoli composti con un impeccabile gusto melodico. Anche la presentazione generale è stata migliorata nettamente, con la telecamera che ogni tanto si sposta dal giocatore, per mostrare spettacolari panoramiche sugli eserciti o su eventi importanti che possono cambiare il corso della battaglia.  

Portare a termine le battaglie più estreme dà un senso di soddisfazione che finora era alieno al genere musou, specialmente quando si gioca a livello Eroe, dove i parry richiedono precisione e spesso si arriva alla fine dei combattimenti con la vitalità ridotta a un lumicino.

Inoltre, il gioco costringe il giocatore a stare molto attento a ciò che succede sulla mappa. Sarà necessario seguire attentamente il piano di battaglia degli strateghi, presentato prima di ogni scenario. Sulla mini mappa di gioco verranno mostrati chiaramente i movimenti delle unità e i nostri alleati in pericolo che dovremo aiutare.

Durante le battaglie, sarà possibile usare una visuale a volo di uccello, per poter distinguere chiaramente tutto ciò che sta succedendo nello scenario. Da questa visuale, nelle fasi avanzate del gioco, potremo anche chiamare delle Tattiche usando la nostra squadra di soldati, facendo piovere frecce sul nemico o attivando una carica della cavalleria, producendo effetti devastanti.

In alcuni scenari sarà possibile portarsi dietro un compagno, scegliendo tra alcuni personaggi di una determinata fazione come Xiao Dun, Guan Yu o Sun Shangxiang. Con i nostri compagni potremo eseguire tecniche combinate e un Attacco Musou Estremo. Una volta caricata la sua barra Musou, sarà possibile controllare il compagno per un breve periodo di tempo e scatenare tutta la loro potenza sui malcapitati che ci vengono a tiro. Questo aggiunge ancora più dinamismo alla battaglia e permette di seguire un flow distruttivo per abbattere quanti più nemici e ufficiali.

Nella battaglia, così come sulla mappa, potremo usare un cavallo per spostarci velocemente. Sul campo è fondamentale, in quanto in alcuni scenari dovremo aiutare i diversi alleati e cercare di non farli schiattare malamente, in modo da evitare il Game Over. Se dovesse succedere, il gioco permette di ricominciare la battaglia da diversi checkpoint, in modo da poter “riavvolgere” il destino dello scontro e riprovare dal punto più adeguato.

Una delle cose più belle di Dynasty Warriors: Origins è che il giocatore viene sempre premiato con qualcosa per quasi tutto il corso della campagna. Che sia una nuova abilità, una nuova arma o magari un albero delle abilità nascosto, non si smette mai di sbloccare novità. E questo in un gioco d’azione è davvero una bella ciliegina sulla torta, inotlre ha anche un endgame nutrito che consente di sbloccare nuove parti della storia, tornare indietro nei capitoli e allearsi con altre fazioni, craftare armi e affrontare un nuovo livello di difficoltà, tra le altre cose.

Per quanto riguarda la difficoltà, suggerisco ai più navigati negli action di partire subito con Eroe. I nemici attaccheranno più spesso, faranno più danno e le varie schermaglie sul campo di battaglia si risolveranno più velocemente, costringendoci quindi a essere il più veloci possibile nel portare a termine gli obiettivi, per poter tornare dai nostri alleati e salvarli dalla sconfitta.

In generale però, parliamo di un gioco mai frustrante che pone un buon livello di sfida. Per salvarci la pellaccia nelle situazioni più disperate potremo ricorrere ai curativi (dei deliziosi involtini di carne) e a diversi oggetti che potranno potenziare il nostro Ziluan. La progressione dei livelli e le curve di difficoltà sono un po’ altalenanti, capiterà spesso di trovarci in una battaglia molto difficile, alla quale però ne seguirà una molto più semplice. Su questo sicuramente Koei dovrà lavorare per il prossimo titolo, in modo da rendere la progressione del gioco ancora più interessante.

Dynasty Warriors Origins: Con Dynasty Warriors: Origins, Koei è riuscita a unire diversi elementi in modo fluido, lasciando l’anima dei musou intatta, ma impreziosendola con innovazioni che vanno a creare un gioco divertente e appagante.   Non c’è altro da dire: si tratta di un gioco divertente, appassionante, che tra l’altro ha un gran sonoro e una bella presentazione grafica. Certo, i fan sfegatati dei musou potrebbero avere qualche difficoltà ad entrare nelle meccaniche più dinamiche del titolo, ma fortunatamente è possibile scegliere tra diversi livelli di difficoltà, tra l’altro cambiabili liberamente in-game. Forse si poteva fare qualcosa di più per la gestione delle relazioni con i vari eroi, per la scrittura generale e per la curva di difficoltà, ma al netto di questi piccoli difetti, Dynasty Warriors: Origins è un gioco consigliato a tutti gli amanti degli action e dei musou, perché effettivamente unisce le meccaniche dei primi, con le spettacolari battaglie dei secondi, in un mix esplosivo che personalmente mi ha divertito tantissimo. Ora, speriamo che Koei, vista la mossa azzeccata, non faccia un copia\incolla di questo ottimo titolo per propinarcene altre centinaia uguali. La speranza è che possa migliorare questa formula, portando ancora più innovazione in un genere che ne aveva veramente bisogno. heavysam

8.5
von 10
2025-01-29T21:45:33+01:00

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