Capcom, una delle migliori software house di sempre (non solo in Giappone), da qualche anno a questa parte non ha fatto altro che sfornare gioconi. Il suo Dragon’s Dogma 2 non ha riscosso il successo sperato, a causa di una serie di ingenuità di design che hanno lasciato molti appassionati un po’ delusi. Tuttavia il gioco, di cui trovate qui la nostra recensione, è comunque riuscito a convincere la critica e a divertire molti amanti degli action RPG.
Non contenta, Capcom ha iniziato a lavorare su uno dei titoli più attesi del 2025, ovvero Monster Hunter: Wilds. Nel frattempo però, ha voluto tentare anche nuove strade con Kunitsu-gami: Path of the Goddess, un Tower Defense disponibile per PC Steam, Xbox One, Xbox Series X/S, Playstation 4 e Playstation 5. La nostra recensione arriva quasi un mese dopo l’uscita del gioco, il 19 luglio. Però cosa ci volete fare? Fa caldo e ci sono le Olimpiadi, quindi vi invito a sgargarozzarvela ora se siete interessati, scusandomi ovviamente per il ritardo siderale.
Provato su PS5
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Maschere e corruzioni
La trama di Kunitsu-gami: Path of the Goddess è estremamente elementare, un po’ come vuole la tradizione di mamma Capcom, solita dare molto spazio al gameplay. Un monte in Giappone è stato attaccato dalla corruzione demoniaca e una marea di yokai (chiamati Seethe) stanno assalendo i villaggi dei poveri contadini giapponesi. Solo la sacerdotessa Yoshiro potrà salvare i luridi bifolchi, facendosi aiutare dalla sua personale guardia del corpo Soh, un guerriero armato di Katana.
Oltre a purificare il monte, i nostri eroi dovranno ritrovare delle Maschere Divine e utilizzarle per trasformare i contadini in dei veri e propri combattenti, in grado di difendere la Sacerdotessa e aiutare Soh negli scontri. Le Maschere infatti, saranno le “classi” delle unità, di cui parleremo a brevissimo.
La parte tecnica è la più debole del gioco. Anche con il Ray Tracing non risulta particolarmente esaltante e gli scenari risultano un po’ spogli, cosa che invece contrasta con il design dei personaggi e dei Seethe che è assolutamente favoloso. Sebbene gli Yokai facciano spesso capolino nel mondo dei videogame, quelli di Kunitsu-gami: Path of the Goddess sono stati resi in una versione decisamente “artistica” e variopinta, riuscendo a risultare minacciosi e allo stesso tempo belli da vedere.
La Sacerdotessa, il Guerriero e i bifolchi
Il gameplay di Kunitsu-gami: Path of the Goddess si muove sulla linea di un Tower Defense, con qualche variazione. Nei panni di Soh, sarà necessario difendere la sacerdotessa Yoshiro dall’attacco dei Seethe che arriveranno da portali corrotti all’interno dei vari scenari del gioco.
Capcom e i Tower Defense hanno già avuto modo di conoscersi nelle amate\odiate boss fight di Monster Hunter Rise che seguivano proprio le meccaniche di questo particolare genere di giochi. Diciamo quindi che Kunitsu-gami: Path of the Goddess è un secondo tentativo di avvicinarsi agli strategici in tempo reale da parte della software house nipponica. Lo scopo sarà aprire una via spirituale sulla quale Yoshiro potrà camminare, fino ad arrivare a un Portale e purificarlo attraverso una bizzarra, quanto affascinante danza rituale.
Il nostro guerriero però non dovrà fare tutto da solo, infatti potrà avvalersi dell’aiuto dei bifolchi del luogo, da trasformare in varie classi con abilità uniche. Saranno proprio loro il cuore della difesa e svolgeranno il ruolo delle trappole in altri Action Tower Defense simili, come il caro vecchio Orcs Must Die.
A differenza delle trappole, i nostri cari villici si potranno muovere a piacimento nello scenario in qualsiasi momento, in modo da risistemare le difese per proteggere Yoshiro e far fronte alle diverse minacce che ci pioveranno addosso. La selezione delle classi e il movimento delle unità avviene attraverso un sistema abbastanza intuitivo, sebbene a volte un filo caotico.

Sulla mini mappa non è sempre facile capire quale unità si sta selezionando e quali si sono già mosse, inoltre non è possibile utilizzare una visuale più “tattica”, cosa che a volte porta a delle situazioni decisamente caotiche. Per quanto riguarda le unità, troviamo una buona varietà: le classi base sono quelle da combattimento ravvicinato (Taglialegna e Lanceri) e quelle per gli attacchi dalla distanza (Arcieri e Archibugieri).
L’alternanza di queste unità è fondamentale, perché nei vari livelli verremo attaccati da Yokai terreni e da quelli volanti. Non mancano le classi speciali, come i nerboruti lottatori di Sumo che possono provocare i nemici e farsi attaccare. Gli Sciamani sono in grado di curare le unità, mentre tra le classi più avanzate troviamo il cannoniere, capace di devastare gruppi di nemici. Tuttavia, non avremo subito tutte le classi a disposizione, infatti queste verranno sbloccate nel corso del gioco, dopo le Boss Fight di cui parleremo in seguito.
Lo stesso Soh, oltre agli attacchi principali con spada e arco, dispone di potenti abilità sbloccabili equipaggiando delle else e dei talismani. Quindi, il nuovo titolo Capcom richiede al giocatore una certa dimestichezza nei titoli action, così come una certa sapienza strategica. La parte action ricorda Monster Hunter e di conseguenza la precisione nei controlli sarà fondamentale.
Dato che si tratta di un titolo Capcom, potete aspettarvi grandi soddisfazioni con il pad alla mano. Controllare Soh risulta fluido e divertente, così come utilizzare le tecniche di spada danzante per eliminare quanti più Yokai possibile e far fronte ai terribili Boss. Per i nemici Elite e i Boss ci sono anche tecniche avanzate, come la possibilità di contrattaccare dopo la parata, effettuare una parata perfetta e anche una Finisher su quelli storditi.
Ottimi anche gli effetti grafici e le animazioni che riescono a risultare estremamente convincenti, così come l’impatto dei colpi, cosa che rende le mosse di Soh sempre soddisfacenti da portare a segno.
What a horrible night to lift a curse!
Negli scenari, il gioco segue un ciclo giorno-notte. Durante il giorno, si dovranno liberare i vari villici dai bozzoli e purificare le varie deformità sparse nel livello per ottenere risorse.
Queste saranno necessarie per poter creare il Sentiero Spirituale o trasformare le unità nelle varie classi. Se si riesce a purificare tutto nel livello, allora si sbloccherà un premio come un talismano o un’elsa. Con il giorno, Yoshiro inizierà a percorrere il Sentiero, con un indicatore che ci dirà dove arriverà prima del calar del sole. Nulla vieta di fermarla prima, in modo da sfruttare punti strategici e trappole.
Queste si potranno costruire con l’aiuto del Carpentiere, in grado di riparare portali in grado di rallentare gli Yokai, delle torri dove sistemare i propri arcieri, tamburi per stordire i nemici o altre nefandezze utili. Le riparazioni richiederanno tempo, quindi sarà necessario sfruttare il carpentiere al meglio. Quando ci sentiremo pronti a scontarci con i Seethe, potremmo aspettare che cali la notte, oppure mandare avanti il tempo in modo da velocizzare il passaggio giorno-notte.
Giunta la notte, sarà il momento di combattere! La principessa si fermerà, non sarà più possibile liberare la plebaglia o raccogliere risorse. E i portali corrotti inizieranno a sputare fuori Yokai che si faranno strada verso la nostra Yoshiro, ovviamente per massacrarla senza pietà.

In caso di morte di Soh, questo si tramuterà in uno spirito e non potrete utilizzarlo per combattere fino allo scadere di un timer. Sarà possibile però muovere le unità a piacimento. Le unità invece, una volta sconfitte, verranno intrappolate in dei bozzoli. Capcom ha fatto un ottimo lavoro nel creare scenari variegati che propongono sfide diverse. Alcuni scenari avranno alcune parti del terreno avvelenate, altri invece si svolgeranno su delle imbarcazioni. Non mancheranno livelli dove si potrà scegliere il sentiero su cui far camminare Yoshiro fino al portale.
Alla fine della maggior parte dei livelli, ci sarà uno scenario dedicato al Boss. Questi sono altamente spettacolari e richiederanno una maggiore abilità nel controllo di Soh. Tuttavia, nei Boss Fight la parte strategica del titolo va letteralmente a farsi benedire. Negli scenari dei Boss non dovremo occuparci del Sentiero Spirituale, ma sarà comunque necessario proteggere Yoshiro. Quindi, sarà possibile ordinare alle unità di difendere la Sacerdotessa, oppure attaccare in massa il Boss per aiutarci.
Il risultato è un pandemonio, specialmente con i Boss più avanzati dove effettivamente diventa davvero difficile capire quali sono i punti deboli del mostrone di turno, così come evitare di far morire le nostre unità a causa degli attacchi AoE.
In più di un’occasione mi è capitato di vincere una battaglia contro un Boss in maniera del tutto casuale, con la sensazione di non aver avuto proprio il controllo della situazione. Quindi, nonostante le Boss Fight siano ben variegate come gli scenari, purtroppo sono il punto debole del titolo, sul quale secondo me Capcom avrebbe dovuto avere qualche accortezza in più.
Villico torna al tuo villaggio
Dopo aver liberato i villaggi dalla corruzione, sarà possibile costruire delle basi che serviranno unicamente a ottenere Musubi. Questa risorsa si otterrà anche superando le Sfide, ripetendo gli scenari completati e cercando di vincere seguendo determinate condizioni. I Musubi sono fondamentali, perché ci permettono di potenziare Soh e le Unità. Avremo la libertà di provare diverse soluzioni, effettuando il respec in modo da riottenere i Musubi spesi.
Peccato però che la gestione dei villaggi si poteva rendre più snella e veloce, in quanto al momento è di una noia mortale e non fa altro che spezzare il ritmo di gioco. Praticamente, per costruire le basi si dovrà girare con Soh per lo scenario, trovare i luoghi da riparare (case, altari, etc.) e assegnare dei lavoratori. I lavori verranno terminati dopo uno o più scenari di combattimento (o Boss).
Per motivi di design un po’ bislacchi, una volta completata la costruzione di una struttura, sarà necessario tornare al villaggio interessato per “approvare” le riparazioni e ottenere la ricompensa. Diciamo che sarebbe stato molto meglio avere una singola base e non una dozzina tutte uguali dove tornare ogni volta a costruire\approvare lavori.
Aggiungo che gli altri premi per la costruzione dei villaggi sono completamente inutili: dolcetti per Yoshiro che stuzzicano la mania giapponese per il cibo e delle placche con le descrizioni delle classi e dei Seethe che sinceramente poteva essere inclusa in una enciclopedia del gioco.
A chi lo consigliamo?
Kunitsu-gami: Path of the Goddess: Complessivamente, il titolo di Capcom è un gioco molto piacevole, tuttavia inciampa su alcune scelte che vanno a inficiare proprio il gameplay di base. Le Boss Fight e la costruzione delle basi lasciano a desiderare se confrontate con gli scenari Tower Defense dove il gioco riesce a splendere e dare grandi soddisfazioni al giocatore. L’atmosfera e il design sono ottimi, ma la parte tecnica non è particolarmente eccelsa, con qualche calo di frame rate su PS5 nella modalità grafica “Qualità”. Detto questo, posso consigliare il titolo agli amanti dei Tower Defense che hanno delle buone abilità anche nei giochi di azione. Per gli appassionati di strategia pura, forse Kunitsu-gami: Path of the Goddess non è proprio il titolo più indicato, in quanto spesso tende a sbilanciarsi più verso la sua parte action. Personalmente il gioco mi ha divertito, ma allo stesso tempo mi è sembrato un filo scomposto, al punto da non farmici appassionare come avrei voluto. A mio parere, Kunitsu-gami: Path of The Goddess è un buon ibrido tra i generi che può diventare una IP molto interessante se Capcom deciderà di sfruttarla. – heavysam




