Panzer Dragoon: Remake, progetto di recupero del franchise che dopo la console Saturn è stato chiuso nel cassetto da SEGA, dopo un lancio fulmineo su Nintendo Switch avvenuto lo scorso marzo, arriva anche su PC tramite Steam/GOG, e Playstation 4 dal 28 settembre, a opera di MegaPixel Studio e il publisher Forever Entertainment.

Provato su PC

Drago corazzato dal passato

Panzer Dragoon è uno shoot ‘em up on rails, ovvero uno sparatutto “teleguidato” su binari dove la possibilità di interazione con l’ambiente è limitata allo schivare i proiettili degli avversari rispondendo con il fuoco del proprio “drago corazzato”. La sua prima apparizione risale al 1995, sulla già citata console di Sega, Saturn, ricevendo poi successivamente anche un sequel, uno spin-off e addirittura un RPG dal titolo Panzer Dragoon Saga.

Dopo la caduta del colosso giapponese, almeno nel mercato hardware, questa serie è caduta nel dimenticatoio nonostante ci fosse ancora un nutrito gruppo di appassionati interessato alla realizzazione di capitoli ambientati nell’universo che traeva ispirazione dalle tavole di Jean Giraud, in arte Moebius. Richiesta resa difficile dalla perdita dei codici sorgente del primo episodio, evenienza molto comune fino a 30 anni fa. A raccogliere la sfida è stata MegaPixel Studio, software house polacca che ha ricostruito da zero il gioco, cercando di rispettarne fedeltà visiva e gameplay ma portando anche un necessario update grafico che, in caso contrario, avrebbe sicuramente stranito i giocatori moderni. Il risultato è notevole e degno di lode, tuttavia ci sono comunque degli aspetti, soprattutto tecnici, che non riescono a convincere del tutto.

La trama del titolo è volutamente misteriosa e lasciata in secondo piano rispetto al gameplay, come di consueto per questa tipologia di giochi. Tramite un’esposizione testuale, proprio come avveniva nel gioco originale, sappiamo che una fiorente cultura umana è caduta nell’oblio dopo migliaia di anni di permanenza sul pianeta. I pochi esseri umani rimasti cercano di riconquistare il potere perso scontrandosi in lotte senza quartiere, ma a cambiare le sorti della guerra incessante sono le rovine di un’antica torre, rivenute dalla fazione dell’Impero che ha acquisto così armi devastanti, inasprendo il conflitto.
Preso in questa guerra abbiamo il nostro protagonista che si ritroverà suo malgrado a cavalcare un drago corazzato per porre fine alle lotte.

Gli shoot ‘em up rappresentano un genere di nicchia, soprattutto per la loro elevata difficoltà che intimorisce i più inesperti, nel caso di Panzer Dragoon: Remake, però, abbiamo un titolo introduttivo che non si immerge eccessivamente nella meccanica di schivata dei proiettili, offrendo al giocatore un’esperienza piacevole in tre diversi gradi di sfida: Easy, Normal e Hard. Il drago può essere spostato a piacimento sullo schermo ma la traiettoria di avanzamento sarà gestita automaticamente e, se detto così potrebbe sembrare banale, in realtà il giocatore ha l’arduo compito gestire lo spazio aereo intorno al drago a 360°, spostando la visuale con i due trigger del pad. In alto a destra è presente la mappa con l’orientamento del bestione volante, dove sono indicati anche i vari nemici presenti a schermo, è dunque richiesta una certa abilità nel destreggiarsi tra gli elementi almeno nelle prime sessioni di gioco.

Anche gli attacchi sono ridotti all’osso, senza bomb cancel o altre meccaniche da shmup avanzati, qui potrete essenzialmente utilizzare due tasti per fare fuoco: uno da premere ripetutamente, sparando con la pistola del personaggio; mentre l’altro richiede pressione e rilascio per usare il lock-on del laser del drago, su un massimo di otto nemici alla volta.

Non tutte le ciambelle…

In termini di qualità visiva il team polacco ha svolto un ottimo lavoro, soprattutto se consideriamo che il codice sorgente originale non è più disponibile, perso tra i meandri del tempo o probabilmente nascosto su un PC nello scantinato di qualche responsabile vendite Sega. Naturalmente alcuni fan potrebbero gridare allo scempio poiché le palette di colori non sono pienamente fedeli a quelle originali, o perché qui e lì sono andati persi alcuni momenti iconici che avrebbero preferito fossero accentuati, o ancora la diversità di molti suoni in-game, tuttavia si tratta di pura pignoleria che non asseconderemo nella nostra recensione. Come direbbe un noto personaggio canterino: let it go.

Il gioco su Nintendo Switch ha, a onor del vero, avuto qualche singhiozzo tecnico soprattutto perché gira a una risoluzione inferiore rispetto ai canonici 1080p, per non parlare del cap a 30 fps (portato solo successivamente, con una patch, a 60), segno non solo della poca prestanza dell’hardware Nintendo, come ormai va di moda sottolineare, ma anche da una non piena maturazione del team di sviluppo che anche su PC tralascia qualcosa di importante. Recandoci nelle impostazioni grafiche su PC notiamo immediatamente l’assenza di una voce essenziale, il V-Sync, che non può essere attivato tramite l’applicazione ma va forzato da pannello di controllo esterno, come quello Nvidia. Tale accorgimento è vivamente consigliato poiché lo screen tearing è onnipresente e dare anche solo uno sguardo al titolo in quelle condizioni vuol dire non riuscire più a prender sonno di notte.

Altra nota dolente è il cap degli FPS fissato in modo misterioso a 59, con conseguente stuttering che potrebbe far impazzire anche l’uomo più compassato sulla faccia della terra. Sulla nostra configurazione, più che adeguata per eseguire il gioco alle massime impostazioni grafiche disponibili, abbiamo inoltre riscontrato drop di frame considerevoli senza riuscire però a venirne a capo. Il succo della questione è che Panzer Dragoon: Remake necessita urgentemente di una o più patch per essere fruito in modo impeccabile da chi vuole la migliore esperienza possibile.

Diamo però a Cesare ciò che è di Cesare: il titolo pur nella sua brevità, poco più di un’oretta spalmata su 7 missioni diverse, è ancora ricco del mistico appeal che aveva caratterizzato la versione Saturn e per chi volesse riscoprirlo, con grafica migliorata e con un mondo maggiormente dettagliato rispetto ai blocchettoni della vecchia console Sega, dovrebbe tenerlo presente e, se non interessato all’acquisto a prezzo pieno, inserirlo quantomeno nella propria lista dei preferiti per tenere d’occhio eventuali fluttuazioni di costo. Al momento della nostra recensione il titolo è in saldo con uno sconto del 10%, non eccessivo ma comunque ben gradito.

Prima di passare ai consigli d’acquisto citiamo anche la presenza di una “modalità segreta”, accessibile tramite un codice che vi verrà rivelato quando completerete il gioco. In questo menù che potremmo chiamare di debug potrete affrontare i livelli a piacimento con impostazioni come l’auto-fire e l’invincibilità, un ottimo strumento di allenamento per speedrunner, per esempio.

A chi consigliamo Panzer Dragoon: Remake?

I fanatici degli shoot ‘em up, a cui mi rivolgo sempre con molta empatia data la grande passione per il genere, apprezzeranno Panzer Dragoon anche se “on rail“, rivelandosi una leggera e gradita distrazione tra un bullet hell e l’altro. Chi si aspetta un’esperienza profonda da questo genere dovrebbe invece farsi dare una ricontrollata alle sinapsi, ribadiamo che non è un gioco per i puristi della longevità e delle emozioni ma un classico dalla marcata impronta arcade.

+ Il tanto atteso ritorno della serie– Le prestazioni su PC non sono ancora perfette
+ Gameplay fedele all’originale– Molto, molto breve
+ Cheat e modalità segreta che ricordano le feature del titolo Saturn
+ Soundtrack aggiuntiva riarrangiata da Saori Kobayashi (Panzer Dragoon Saga e Orta)

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