Croc Legend of the Gobbos Remastered è un ritorno che nessuno si sarebbe aspettato, soprattutto se consideriamo che il lancio del gioco è avvenuto non tramite compagnie che hanno ereditato l’IP ma dalla stessa Argonaut Games, ovvero gli sviluppatori originali. Il gioco è disponibile dal 2 aprile su PC tramite GOG e su console Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series.
Provato su PC
![]() |
Correva l’anno…
Per chi non avesse familiarità con Croc: Legend of the Gobbos, è necessaria una piccola introduzione. Il titolo, uscito originariamente nel 1997 su PC, PlayStation e Sega Saturn, doveva in realtà essere un vero e proprio platform 3D dedicato a Yoshi, tuttavia il pitch di Argonaut a Nintendo non andò a buon fine e nacque così Croc, un simpatico coccodrillo che, zainetto in spalla, deve far fronte alla minaccia del temibile Baron Dante che sta tormentando Gobbo Valley.
Trattandosi di un platform di fine anni ‘90, lo stile è quello di titoli come Super Mario 64, Spyro e Crash Bandicoot, pur prendendo come punto di riferimento anche meccaniche provenienti da Sonic the Hedgehog. Se infatti Croc può muoversi all’interno di livelli che hanno un inizio e una fine, non ha una vera e propria barra della vitalità come in accade negli altri platform ma può subire solo due danni consecutivi.

Durante i livelli, Croc può raccogliere delle gemme di colore grigio che hanno la stessa funzione degli anelli di Sonic. Quando si viene colpiti da un nemico, il coccodrillo perde tutte le gemme e, se viene nuovamente colpito senza alcuna gemma con sé, si perde una vita. Con cinque mondi, ognuno costituito da sei livelli, il titolo ha una buona longevità, ampliata ulteriormente dall’aspetto collezionistico che prevede che il giocatore trovi tutti i sei “gobbos” nascosti in ognuno dei livelli. Sebbene il primo mondo possa indurre a pensare di trovarsi di fronte a un semplice gioco per bambini, la musica cambia molto velocemente già a partire dal secondo mondo, dove la complessità inizia a crescere notevolmente, mostrando un platform strutturato e per nulla banale.
La curva di difficoltà crescente è tale da rendere Croc frustrante a tratti, soprattutto per i comandi un po’ “scivolosi” e per la carenza di vite che, una volta terminate, costringono a ricominciare il livello da capo. Non è assolutamente, quindi, un platform per chi non ha voglia o tempo di impegnarsi e ripetere gli stessi passaggi più e più volte.
Rimasterizzato per i posteri
In questa sede non staremo a discutere della qualità del gioco, poiché come già detto si tratta di un prodotto del 1997, figlio dei suoi tempi e di un’epoca in cui i platform 3D erano tutti un po’ più grezzi, con alcune scelte di design che li rendevano un po’ più ostici di quanto non lo sarebbero oggigiorno. Ci concentreremo quindi sull’operazione di remaster messa in atto da Argonaut, per stabilire se si tratti o meno di una riproduzione fedele o valida del gioco originale.

Partiamo quindi subito col dire che siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalle opzioni grafiche a disposizione del giocatore. Sarà infatti possibile non solo scegliere la grafica rimasterizzata per giocare tutta l’avventura, ma si può anche fare un po’ di mix and match per accomodare l’esperienza alle proprie esigenze. Per esempio, nelle opzioni grafiche si potrà scegliere tra la versione Rimasterizzata e quella Retrò, con le vecchie texture.
Tale opzione si può applicare anche singolarmente ai soli modelli poligonali e alle sole texture, trasformando il gioco come meglio si crede, per vivere di nuovo l’avventura in maniera nostalgica o completamente rivisitata. Apprezzatissima la presenza di un filtro CRT e uno VGA, che simulano perfettamente la resa tramite queste uscite video.
Tanti retroscena
I remaster spesso sono farciti di contenuti extra, retroscena e piccole curiosità che vanno da manuali a materiale promozionale. Una delle caratteristiche più piacevoli, almeno dal mio modesto punto di vista, di queste produzioni. Croc non è esente da ciò e, anzi, nella sezione chiamata “Croc-ipedia” si trovano curiosità di ogni tipo, dalle interviste con personaggi chiave nella produzione di Croc e Croc Remaster alla colonna sonora, passando per una serie dettagliata di file dedicati al design di gioco che racchiudono i primi bozzetti di Croc e dei personaggi del mondo di gioco. Marketing, gadget, spot giapponesi dedicati al gioco e molto altro aspetta i giocatori nella Croc-ipedia, tra un mondo e l’altro è davvero piacevolo scoprire di più sul titolo Argonaut.

A chi lo consigliamo?
Croc Legend of the Gobbos: Un remaster realizzato con il cuore, non per sfruttare un brand ma per riportarlo nuovamente alla luce del sole, dopo vent’anni di silenzio. Croc non sarà il più brillante dei platform, né il più conosciuto, ma siamo comunque lieti di rivederlo su piattaforme moderne in questa veste scintillante. – 7gatsu

