A.I. Limit è un action RPG sviluppato da Sense Games, uno studio cinese emergente, che si inserisce nel filone dei soulslike con una forte ispirazione agli anime giapponesi. Dopo anni di sviluppo e diversi cambiamenti stilistici, il gioco è finalmente disponibile su PlayStation 5 e PC tramite Steam, offrendo ai giocatori un’esperienza impegnativa ambientata in un mondo post-apocalittico che unisce estetica cyberpunk e scenari decadenti.
Provato su PlayStation 5
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Souls, ma meno punitivo
Ambientato nella città in rovina di Havenswell, A.I. Limit racconta di un futuro in cui l’umanità è sull’orlo dell’estinzione, mentre entità misteriose e ostili dominano ciò che resta del pianeta. I giocatori vestono i panni di Arrisa, una Blader dotata di capacità sovrumane, creata attraverso una tecnologia avanzata il cui funzionamento è ancora avvolto nel mistero. La sua missione è esplorare i resti della civiltà, affrontare nemici letali e scoprire i segreti legati alla sua stessa esistenza.
L’ambientazione è uno dei punti di forza del gioco, con un mondo ispirato a opere come Ghost in the Shell e NieR: Automata e una certa familiarità con il quasi ovvio Code Vein, dove si alternano scenari urbani devastati e strutture futuristiche in rovina. L’atmosfera oscura, accentuata da un sapiente uso di luci al neon e un design dal forte impatto visivo, rende Havenswell un luogo affascinante da esplorare, con una narrazione ambientale che si sviluppa attraverso i dettagli disseminati nei livelli.

Il cuore dell’esperienza risiede nel combattimento, che segue la formula dei soulslike ma con alcune peculiarità che lo distinguono. I giocatori devono padroneggiare il tempismo per schivare e contrattaccare, ma a differenza dei titoli FromSoftware, il sistema di progressione risulta meno punitivo. Morire non comporta la perdita totale delle risorse accumulate, ma una percentuale ridotta della valuta in-game, incentivando un approccio più dinamico e meno frustrante. L’elemento più interessante è la scomparsa della barra del vigore e la comparsa della barra che vedete al centro in basso, che si carica attaccando e viene consumata attivando la maggioranza delle abilità, parando colpi e altro ancora. Questo crea una tensione non troppo dissimile a quanto visto in Chained Echoes (genere diverso, ma seguitemi), poiché il gameplay sarà sempre lievemente condizionato tra attacco e difesa, tenendo d’occhio lo stato della barra. Non solo, la mancanza della barra vigore implica anche minori restrizioni
Arsenale di un Blader
Arrisa può equipaggiare diverse tipologie di armi, ognuna con uno stile di combattimento unico. Dalle spade leggere, che favoriscono la rapidità d’azione, alle armi pesanti capaci di infliggere danni elevati ma con movimenti più lenti, la varietà dell’arsenale permette di adattare la strategia ai vari scontri. Oltre all’uso delle armi, il gioco introduce un sistema di moduli cibernetici che possono essere installati per migliorare le abilità della protagonista, offrendo opzioni di personalizzazione interessanti. L’intelligenza artificiale dei nemici è ben calibrata e garantisce scontri impegnativi, un po’ come potete aspettarvi dal genere. Gli avversari non si limitano ad attaccare seguendo schemi prevedibili, ma spesso reagiscono in modo adattivo alle azioni del giocatore, rendendo le battaglie intense e appaganti. I boss, in particolare, sono il fiore all’occhiello del titolo, con design ispirati e attacchi devastanti che mettono alla prova i riflessi e la strategia del giocatore.
Dal punto di vista tecnico, A.I. Limit sfrutta l’hardware di nuova generazione per offrire un comparto grafico di buon livello. Sebbene il livello di dettaglio degli ambienti non sia paragonabile ai tripla A occidentali, l’uso della palette cromatica e degli effetti di luce contribuisce a creare un’estetica accattivante. Tuttavia, permangono alcune incertezze nelle animazioni e piccoli cali di framerate nelle fasi più concitate, soprattutto su PlayStation 5. Il design in sé è piuttosto scarno, con variazione nei temi limitata e non molto ispirata, ma è parte della trama e possiamo chiudere un occhio.

La colonna sonora, composta da tracce elettroniche con influenze orchestrali, accompagna perfettamente l’azione e contribuisce a rafforzare l’atmosfera cyberpunk. Anche il sound design è ben curato, con effetti sonori che enfatizzano il peso degli attacchi e la tensione durante gli scontri. Uno degli aspetti più riusciti del gioco è la narrazione frammentata, che si svela attraverso documenti, dialoghi enigmatici e l’osservazione degli ambienti. Sebbene la storia principale non venga raccontata in modo lineare, i giocatori più attenti troveranno numerosi dettagli che arricchiscono il lore del mondo di A.I. Limit.
Nonostante i suoi pregi, il titolo non è esente da difetti. Alcuni boss risultano sbilanciati, con picchi di difficoltà che potrebbero scoraggiare i meno avvezzi al genere. Inoltre, la telecamera può risultare problematica in spazi ristretti, causando frustrazione durante gli scontri più caotici. Il sistema di progressione, pur offrendo personalizzazione, potrebbe beneficiare di una maggiore profondità per incentivare la rigiocabilità.
A chi lo consigliamo?
A.I. Limit: In definitiva, A.I. Limit rappresenta un’interessante aggiunta al panorama dei soulslike, capace di distinguersi grazie al suo stile artistico e ad alcune meccaniche di gioco innovative. Pur con qualche imperfezione tecnica e un livello di difficoltà non sempre bilanciato, il titolo riesce a offrire un’esperienza solida e coinvolgente. Gli appassionati del genere troveranno in A.I. Limit una sfida stimolante, mentre i giocatori meno esperti potrebbero apprezzare il suo approccio meno punitivo rispetto ai classici del genere. – ilfalasca



