Recensione The Invicible – il retrofuturismo polacco

invincible-copertina

The Invincible, prima fatica dello studio polacco Starward Industries, ha visto la luce lo scorso 6 novembre su console e PC. L’avventura in questione, affine per meccaniche a un walking simulator, nasce come omaggio al racconto omonimo del grande scrittore di fantascienza Stanisław Lem, meglio conosciuto per la sua opera prima Solaris.

Provato su PlayStation 5

PS4
single playerbreve fastdenjin choice

Prima di passare alla recensione vera e propria, vorrei spendere qualche parola sull’incredibile rappresentazione grafica del retrofuturismo tipico degli anni ‘60. Colori miti associati ad altri più sgargianti, con variazioni che vanno dal tenue beige al verde scuro di vecchi monitor, per passare a quell’arancione vivido e acceso. Fotografia di un tempo andato che raramente veniva riproposto in medium attuali. Un timido esempio può essere la serie TV Disney dedicata al personaggio Loki dell’universo Marvel. Unico termine di paragone odierno per il pubblico che non è stato particolarmente esposto a questa estetica, almeno fino all’arrivo di The Invicible.

Il gioco, come già sottolineato nell’incipit, è una trasposizione decisamente fedele del libro di Stanisław Lem, pubblicato per la prima volta nel 1964. La scelta quindi di dare una forte impronta visiva, legata a quello specifico periodo storico, è senz’altro una mossa vincente. Trattandosi in sostanza di un walking simulator, indovinare gli aspetti grafici era di vitale importanza e posso sottoscrivere senza dubbio alcuno che il team di Starward Industries ha centrato in pieno l’obiettivo.

Il giocatore veste i panni dell’astrobiologa Yasna, facente parte di un gruppo di scienziati che al ritorno da un viaggio interstellare approda sul pianeta Regis III. Un luogo peculiare che, pur potendo essere potenzialmente un paradiso terrestre per le sue caratteristiche, è stranamente privo di vita. A seguito della perdita di comunicazione con la squadra di approdo, Yasna è costretta a scendere personalmente su Regis III, per scoprire cosa sia accaduto ai suoi compagni.

Data la storia peculiare del racconto, che si avvinghia al giocatore e lo spinge a voler vedere lo svolgersi degli eventi, la struttura da walking simulator scelta è senz’altro quella più convincente. Yasna, d’altronde, è una mente scientifica, pertanto la necessità di esplorare Regis III, scoprendone segreti e caratteristiche, è quella che meglio si sposa con questo tipo di gameplay.

invincible-screenshot-1

Attraversando vallate, misteriose strutture, scalando e arrampicandosi, fino anche a guidare dei rover, è possibile immergersi totalmente in un’atmosfera straniante, a tratti desolata e resa più leggera solo dall’interazione più o meno costante di Yasna con l’Astrogator, il capo della spedizione scientifica che si trova in orbita attorno al pianeta sulla nave Dragonfly.

Lo scambio di dialoghi tra i due è cruciale per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e stabilire il miglior corso d’azione. Le scelte di Yasna, che può o meno obbedire ad alcuni ordini diretti dell’Astrogator, possono portare a risultati differenti, caratteristica che, in ultima analisi, può influire sull’esito dell’avventura.

Sebbene le aree di gioco siano decisamente ampie, bisogna ricordare che parliamo di un gioco che è per sua natura narrativo, quindi anche tutto sommato lineare e con poca libertà di movimento. Questo però non è quasi mai un fattore negativo che riduce l’impatto dell’esperienza globale. Tutto grazie alla capacità del team di sviluppo di creare un mondo credibile e soddisfacente, che pur nella sua compattezza ha tanto da offrire. Sia in termini di dialoghi, sia di elementi da scovare sia di scorci panoramici che stimolano l’umana curiosità per mondi alieni.

The Invicible è profondamente intrigante anche per i temi che affronta. Sotto la semplice premessa di un’operazione di recupero, si snodano concetti filosofici tremendamente moderni. Dall’utilità delle macchine alla loro coscienza, pregiudizi, differenze ed evoluzione. Tutti temi intrinsecamente umani e umanizzanti, portando così il giocatore a provare empatia e genuino interesse per le sorti di Yasna e dei suoi compagni.

A complementare questo senso di stupore e imminente pericolo c’è una soundtrack minimalista cucita alla perfezione sulle vicende. Realizzata dal compositore Brunon Lubas, questa esalta i momenti più calmi, dove ci si ritrova semplicemente a camminare verso la prossima destinazione, ma impone anche un cambio di passo dove necessario, quando per esempio Yasna si ritrova in pericolo.

Un approccio più aggressivo, musicalmente parlando, avrebbe avuto senz’altro un impatto negativo, distogliendo troppo il giocatore o intrattenendolo durante alcune traversate più o meno lunghe che invece necessitano della massima concentrazione, per godere a pieno dei dialoghi, pensieri e scoperte.

A chi vuole un'avventura contenuta: Non tutto deve essere action ricco di azione al cardiopalma e The Invicible è la prova concreta che anche un semplice walking simulator con interazioni limitate e dirette, può convogliare emozioni genuine e intrattenere con una storia misteriosa e ricca di suspence. La vera chicca è senz’altro l’estetica atompunk che strappa più di qualche sorriso per le sue ingenue e un po’ arcaiche applicazioni, come per esempio una vecchia cornetta telefonica agganciata a un computer. La breve durata, di circa 5 o 6 ore, a seconda dell’approccio del giocatore, è leggermente mitigata dalla possibilità di nuove partite nelle quali prendere scelte differenti. È chiaro che chi vuole un’avventura ricca di ramificazioni ed estremamente rigiocabile, non troverà in The Invicible il prodotto che spera. Pur con ciò, però, vale la pena esperire quest’avventura, tenendo d’occhio il team di Starward Industries, che ha dimostrato di avere le carte in regola per puntare in alto nell’industria. 7gatsu

8
von 10
2023-12-06T10:01:27+01:00

Commenta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.