Recensione Mecha Therion: lo Shoot ’em Up metalloso

mecha-therion-copertina

Qualsiasi metallaro che si rispetti conosce i Celtic Frost e di conseguenza il loro capolavoro To Mega Therion. La copertina con l’opera Satan I di H.R Giger dove un Diavolo birichino usa Gesù Cristo come fionda basta a far capire di cosa stiamo parlando. E Steel Mantis, sviluppatore del piacevole Slain e dell’ottimo Valfaris è sicuramente un estimatore del metal, come ha già dimostrato con i titoli precedenti, la cui colonna sonora è stata realizzata da Curt Victor Bryant, musicista che ha militato proprio tra i Celtic Frost a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. L’amore per il metallo degli Steel Mantis continua a fluire in Valfaris: Mecha Therion, sequel di Valfaris uscito su PC tramite Steam il 21 novembre 2023.

Ora, dopo Valfaris era lecito aspettarsi un sequel dello stesso genere, ovvero il run and gun. Invece Steel Mantis cambia completamente registro, spostandosi su uno Shoot’em Up vecchia scuola, dove il nostro eroe Therion controllerà un mech. Mecha Therion rompe ossa come un riff degli Obituary? Oppure cade nel piattume totale come un disco di Geoff Tate? Scopritelo nella nostra metallosa recensione!

Provato su PC


single playerbreve fast

In molti si chiederanno che fine ha fatto la pixel art plasticosa stile Super Nintendo di Valfaris e soprattutto perché sia stata sostituita da poligoni giganti che ricordano la prima PSX. Per citare Corrado Guzzanti: la risposta è dentro di noi, ma è sbagliata. Quello che so è che rispetto a Valfaris è stato fatto un grosso passo indietro a livello di presentazione. Questi mega poligoni non sono molto metal e soprattutto, cosa diavolo sono tutti questi colori acidi e accesi? Dov’è finita la carica della pixel art e i corpi dei nemici che esplodono in un mare di sangue e interiora?

La demo di Mecha Therion mi aveva lasciato interdetto non tanto per il cambio di genere, quanto per questa scelta stilistica. Dopo aver completato il gioco, devo dire che sono rimasto poco convinto. Le ambientazioni e i livelli sono piacevoli da vedere e come in Valfaris, trasudano iconografia metal degli anni ’80 e ’90. Però c’è qualcosa che non convince fino in fondo, perché graficamente il gioco non risulta proprio piacevolissimo.

mecha-therion-screenshot-1

Ho apprezzato i cambi di inquadratura che avvengono nei livelli, ma non al punto da voler rigiocare il titolo dall’inizio. Il 2.5D non è stato sfruttato a pieno e secondo me si poteva fare molto di più per creare sezioni di gioco particolari e variegate. Stile grafico a parte, come già accennato Mecha Therion è uno shoot ’em up, uno di quelli dove si controlla un personaggio o una navicella (in questo caso il mech di Therion) su dei livelli che avanzano automaticamente, pieni di nemici da abbattere. Il genere non viene molto sfruttato da Steel Mantis, che oltre a qualche meccanica, non propone una sfida o inventiva nel design dei boss o dei livelli capace di intrattenere i giocatori dopo un singolo playthrough.

Se Valfaris è un ottimo run-n-gun, Mecha Therion è uno shoot ‘em Up nella media. Lo switch di genere non convince e lascia un po’ di amaro in bocca. E non strappatevi le toppe dalle giacche di jeans, ma sappiate che il titolo non dura più di 3 orette scarse e costa 24,50 eurini.

L’esperienza si esaurisce prestissimo, brucia via come un disco grindcore, solo che non è abbastanza violenta da giustificare più ascolti. Qualsiasi persona con un minimo di riflessi e dimestichezza nei giochi arcade si può bere il gioco come una birra annacquata prima di un concerto underground in un centro sociale.

mecha-therion-screenshot-2

Il mech di Therion dispone di armi devastanti: una principale, una secondaria e la spada. L’arma principale nel peggiore dei casi riempie una buona parte dello schermo e ha una gittata infinita, quindi diciamo che Mecha Therion non è proprio uno di quegli shoot ’em Up dove conta la precisione e il posizionamento.

L’arma principale però consumerà energia che potremo ricaricare colpendo i nemici e i proiettili con la nostra fida spada o con altre armi contundenti che troveremo durante l’avventura. Però, dato che non stiamo parlando di un bullet hell, colpire o schivare i proiettili sarà un gioco da ragazzi. La spada inoltre, dispone di un attacco secondario che permette al nostro mech di lanciarsi a tutta velocità contro un nemico e colpirlo con un fendente, per schivare proiettili e arrecare tanto danno allo stesso tempo.

Le armi secondarie variano dai missili a ricerca alle bombe terra-aria, ma se devo essere sincero, le ho trovate tutte piuttosto inutili. Colpa della potenza di fuoco delle armi primarie che si possono trovare nel corso del gioco. Alcune, come la Man-o-war sono assolutamente sbilanciate e una volta potenziate al massimo romperanno il gioco. Non mancano oggetti che conferiscono poteri passivi e rendono l’esperienza ancora più facile.

mecha-therion-screenshot-3

Ora, l’unica difficoltà di Mecha Therion consiste nel fatto che avrete 3 punti vita (2 a livello difficile) e una volta esauriti verrete rispediti all’ultimo checkpoint. Di checkpoint ce ne sono tantissimi sparsi per i livelli, quindi non si avranno troppe difficoltà a superare scenari e boss. Nel caso si dovesse avere qualche problema, basta cambiare loadout al checkpoint e trovare subito l’arma più adatta per superare una determinata situazione.

Quindi, riassumendo: il nostro mech è potentissimo, i nemici sono delle mezze calzette e i checkpoint sono generosi. Cosa resta a Mecha Therion per alzare un po’ il livello di sfida e rendersi interessante? Ovviamente gli scontri contro i boss. Ora, anche Valfaris su questo punto si rivelava molto semplice nella sua versione vanilla, ma Mecha Therion gli usurpa il trono, con boss che si sciolgono come scamorze al sole. Inoltre, molti boss hanno praticamente lo stesso design e pattern di attacco molto simili, cosa che rende gli scontri piuttosto prevedibili, nonché noiosi.

A pochi: Mi dispiace scrivere questa recensione negativa di Mecha Therion, perché secondo me gli Steel Mantis avevano fatto un bel passo avanti con Valfaris rispetto a Slain. Tuttavia, questo cambio di direzione, tra l’altro su un genere decisamente più lineare e più ingabbiato, non ha giovato assolutamente alla serie. Faccio proprio fatica a comprendere questa decisione, così come la brevità e la facilità del titolo. Chiaro che può far passare 3 orette piacevoli, grazie soprattutto alla colonna sonora piena di riff cazzuti stile death\thrash metal vecchia scuola, ma dal seguito di Valfaris mi aspettavo molto di più. Ammiro il coraggio, ma forse il passaggio a un altro genere andava fatto in modo più graduale e magari scegliendo una tipologia di gioco diverso che permettesse di alzare l’asticella della serie. Così invece, mi sembra che Steel Mantis l’abbia voluta un po’ abbassare, con il rischio di finire un po' nell'ombra rispetto ad altre produzioni indie sicuramente più ispirate, come ad esempio Laika: Aged Through Blood. Anche la trama, per quanto fosse abbozzata anche in Valfaris, viene spiegata nel giro di poche righe. La sensazione è che il gioco abbia una fretta incredibile di portare il giocatore davanti al boss finale che effettivamente arriva così, senza troppo preavviso. Spero vivamente che Mecha Therion non sia la fine delle avventure di Therion e Bathoryn, e che Steel Mantis possa riprendersi un po’, dopo questa strana svista. Al momento posso consigliarlo solo agli amanti sfegatati degli Shoot ’em up vecchia scuola, ai quali però dico di non aspettarsi titoli del calibro di quelli recensiti dal nostro prode 7gatsu. heavysam

6
von 10
2023-12-07T18:05:37+01:00

Commenta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.