Captain Tsubasa 2: World Fighters – Recensione

captain tsubasa 2 copertina

Dopo sei lunghi anni dal lancio di Captain Tsubasa: Rise of New Champions, Tamsoft torna in campo con un nuovo spettacolare gioco calcistico dal classico manga di Yoichi Takahashi. Captain Tsubasa 2: World Fighters è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC dal 27 agosto 2026. Compra Captain Tsuabsa 2 World Fighters su Amazon e supporta Denjin Den.

Provato su PlayStation 5

Il punto di partenza narrativo è ancora una volta il percorso di Tsubasa Ozora (per gli amici Olliver Hutton) e della nazionale giovanile giapponese, ma questa volta l’attenzione viene rivolta soprattutto all’arco World Youth. Una scelta comprensibile, dato che un arco del manga più avanzato permette di allargare enormemente il cast e di portare sul campo avversari provenienti da tutto il mondo, dando un certo senso di progresso e nostalgia.

La modalità Storia segue quindi il cammino del Giappone verso il torneo mondiale, alternando partite, scene e numerose, c’è chi direbbe -issime, parti dialogate. Il racconto è accompagnato da diversi punti di vista, in particolare quello dell’Itinerario Nuove Stelle. Qui il giocatore crea un proprio avatar calciatore e lo inserisce nella nazionale giapponese, vivendo gli eventi al fianco di Tsubasa e dell’allegra combriccola. L’idea torna dal precedente Rise of New Champions, ma una scelta ugualmente vincente, dato che il personaggio creato può apprendere tecniche dagli altri giocatori e costruire progressivamente un suo stile originale.

Siamo subito chiari, se mai ce ne fosse bisogno: questo è, solo da un punto di vista puramente tecnico e di definizione, un gioco di calcio. Basta scendere in campo una volta per capirlo: World Fighters non cerca né pretende di simulare il calcio reale e, diciamolo, meno male La partita è costruita attorno al mantenimento della palla, ai duelli tra giocatori, alla gestione delle risorse e, ovviamente, all’utilizzo delle tecniche speciali. Insomma, quando pensate al calcio, pensate a EA Sports FC, strizzate bene gli occhi e metteteci un bel mix di RPG/Action.

Il pallone è solo la premessa ma il vero obiettivo è ricreare quella carica esplosiva vista nell’anime nel quale ogni azione può trasformarsi in una scena spettacolare. Ora, la struttura di base rimane intuitiva ma con qualche twist. Ci si muove sul campo, si passa la palla, si dribbla, si affrontano i difensori e si cerca la posizione migliore per caricare un tiro. Fino a qui, ci siamo tutti. Il sistema dei contrasti e dei dribbling è stato però rivisto e reso sensibilmente più immediato.

A rendere più interessante la gestione delle azioni interviene il nuovo Chain System. Passaggi, dribbling, azioni speciali e altre giocate consecutive permettono di accumulare dei punti e, accrescere il livello della catena porta una serie di bonus, come la potenza del tiro e velocità di caricamento dei tiri stessi.

Il concetto è semplice, ma introduce una dinamica fondamentale: non conviene cercare immediatamente il tiro decisivo, ma anzi, costruire l’azione in modo più strategico lungo il campo permette infatti di arrivare alla porta avversaria in una posizione più favorevole. Al tempo stesso, perdere il possesso interrompe questo vantaggio, creando una sorta di rischio costante tra la ricerca della giocata spettacolare e la necessità di mantenere il controllo della partita. Questo è un evidente salto in avanti rispetto al titolo precedente, dove il tutto aveva un gusto arcade chiaramente meno strategico.

Anche le Super Mosse sono state ampliate, non per quantità ma per sistema: oltre ai noti Super Tiri, ci sono Super Passaggi, Super Dribbling e Super Contrasti, con tecniche legate alle caratteristiche dei singoli calciatori, dando particolare peso e colore alle diverse unità e non solo agli attaccanti. Tamsoft ha quindi cercato di evitare che la partita si trasformasse in un semplice susseguirsi di tiri speciali, dando maggiore importanza alle diverse fasi della sfida.

Per quanto riguarda i portieri invece, le Goalkeeper Tactics introducono una lettura più articolata dei duelli tra chi tira e chi difende la porta. Il portiere deve prevedere la direzione della conclusione attraverso sei possibili direzioni, mentre la propria resistenza diventa una risorsa da amministrare. Inoltre, i danni extra alla barra del portiere causano Break, riducendo permanentemente la sua resistenza, rendendo progressivamente più vulnerabile anche delle difese che fino a momenti prima sembravano ostiche.

In questo senso, non basta presentarsi all’area della portare e lanciare un buon tiro, ma bisogna lanciare nel punto migliore possibile della porta e tenere conto della resistenza del portiere, che a sua volta deve parare nel punto esatto. Il gusto della cosa è piuttosto arcade e, nel suo piccolo, molto soddisfacente. Insieme alle Max Actions, e cioè le versione potenziate delle azioni a mezzo campo, e al sistema Chain, World Fighters rende il sistema più complesso, interattivo e, di conseguenza, accattivante.

Parliamo un attimo dell’offerta, a livello di contenuti. Per quanto riguarda il fulcro dell’esperienza single player, la modalità Storia, Tamsoft ha investito molto nella rappresentazione narrativa del World Youth, con oltre 150 sequenze dedicate alle mosse e una grande quantità di dialoghi. Il risultato è molto fedele alla natura del franchise, ma può diventare ai limiti dell’irrilevante per chi desidera concentrarsi sul giocare a calcio. Le partite vengono spesso interrotte da dialoghi e sequenze dedicate ai personaggi e, per quanto queste scene siano importanti per ricreare l’atmosfera dell’anime, il ritmo complessivo talvolta ne risente.

La questione più dolente è che, a parte la Storia, l’offerta è sorprendentemente limitata. Ovviamente sono presenti le partite contro la CPU, il multiplayer locale e le modalità online con ranking da scalare, ma mancano alcune possibilità che nel precedente capitolo avevano contribuito alla longevità, come una maggiore libertà nella creazione delle squadre e alcune modalità offline più articolate. La situazione è curiosa perché il roster è invece enorme, con oltre 110 giocatori e 22 nazionali offrono una quantità considerevole di scelte ma non sempre il gioco pone questa ricchezza nelle mani del giocatore con la giusta libertà.

Un commento da fare è che le innovazioni sembrano aver preso qualche libera ispirazione dal recente Izanuma Eleven Victory Road, quanto a innovazioni sul campo almeno. Il problema principale è uno dei più classici: una volta terminata la modalità Storia, la povertà delle alternative si fa sentire e viene da chiedersi se non si sarebbe potuto fare di più, variare le opzioni. Resta comunque il fatto che qui un tiro può diventare una scena d’azione, un contrasto può trasformarsi in un duello e una partita può essere decisa da una tecnica impossibile. Tamsoft ha capito ancora una volta che Captain Tsubasa funziona quando il calcio smette di essere realistico e diventa spettacolo e adrenalina.

Captain Tsubasa 2 World Fighters: Rimane quindi un gioco profondamente legato ai suoi fan? Non necessariamente. L'offerta è corposa e ricca nel sistema, accattivante e dinamica. Le squadre numerose e la personalizzazione ricca. Certo, si concentra molto sulla modalità Storia e sulle opzioni online, senza spaziare molto in altri modi, e per un titolo a prezzo pieno può essere una delusione. Resta comunque un titolo di qualità, divertente e, forse insieme proprio a Inazuma Eleven Victory Road, l'unica vera offerta di un titolo sportivo spettacolare e dinamico. ilfalasca

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2026-09-04T07:44:57+02:00

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