Recensione Operation Night Strikers: dove osano le light gun

operation nigh strikers copertina

Operation Night Strikers è una bizzarra raccolta (il perché sarà chiaro in seguito), realizzata dai sapienti sviluppatori di M2 e pubblicata da Taito (e Clear River Games per la distribuzione retail). Parliamo di quattro giochi arcade in un unico pacchetto, acquistabili dal 7 agosto su PC tramite Steam e Nintendo Switch.

Provato su Nintendo Switch

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Come detto in apertura, parliamo di una raccolta bizzarra perché i quattro giochi sembrano non avere una connessione o meglio, tre ce l’hanno assolutamente mentre il quarto sembra quasi un pesce fuor d’acqua. I quattro giochi inclusi sono i seguenti:

  • Operation Wolf
  • Operation Thunderbolt
  • Space Gun
  • Night Striker

I primi tre sono titoli che hanno un dettaglio in comune: l’uso delle light gun per quanto riguarda i cabinati da sala gioco. Si tratta di giochi che negli arcade attiravano subito l’attenzione per la loro configurazione in grado di aggiungere un grado di immersione superiore alla media. Il giocatore poteva quindi inserire la sua monetina, prendere attivamente la light gun e mirare su schermo ai nemici da sparare, un concetto che sebbene fosse già stato visto prima di Operation Wolf (basti pensare a Duck Hunt per NES), rappresentava un passo in avanti con una grafica più dettagliata e lo scorrimento orizzontale tipico degli “on-rail shooter”.

Il quarto gioco non è niente di tutto ciò: Night Striker è infatti un simil Space Harrier pubblicato negli arcade giapponesi nel 1989 su sistema Taito Z. Perché quindi introdurre un gioco del genere in una raccolta dedicata a giochi light gun? Un’idea in merito me la sono fatta e potrebbe aver a che fare con i lavori in corso a M2. Ma prima di dedicarci a queste elecubrazioni, vediamo un po’ cosa ha da offrire la raccolta.

Dunque, Operation Wolf e il suo “sequel” Operation Thunderbolt, sono due solidi giochi light gun a tema militare. Si può dire che Operation Wolf del 1987 abbia popolarizzato il genere mentre Thunderbolt del 1988 l’abbia consolidato, aggiungendo persino la possibilità di giocare in co-op con un secondo giocatore. Space Gun fu pubblicato invece nel 1990 e spostava l’attenzione su uno scenario sci-fi: il giocatore si trova in una stazione spaziale zeppa di alieni, non a caso ispirati proprio da Alien di Ridley Scott, così come Wolf e Thunderbolt erano stati ispirati dai classici film a stelle e strisce del calibro di Commando e Rambo.

Rinunciare alle light gun ha minato l’esperienza di gioco? In realtà, imbracciati i joycon, l’esperienza è stata puntuale, precisa, senza lag e assolutamente divertente. Gli schemi di controllo permettono di scegliere il movimento del mirino tramite levetta analogica o puntando direttamente il joycon allo schermo, con tanto di calibrazione eseguibile al volo in qualsiasi momento, anche in gioco, tramite la pressione di due pulsanti.

M2 fa le cose per bene e i suoi port di giochi arcade su Nintendo Switch, nello specifico, sono sempre di altissimo livello, quindi non mi sarei aspettato nulla di meno anche in questo caso. Ci sono svariate opzioni modificabili, dal filtro CRT per aggiungere scanlines ai wallpaper posteriori per riempire lo schermo quando si gioca in 4:3, passando poi per sidebar, HUD, schermate tutorial sempre visibili e così via. Tutte caratteristiche cruciali delle raccolte più curate. Le opzioni sono modificabili a piacimento, quindi potrete anche scegliere il livello di difficoltà della macchina (già a normal si percepisce quanto fossero macchine ideate per mangiare quante più monetine possibili).

Cosa c’entra quindi Night Striker in questo gruppo? Poco e nulla, come già detto è un on-rail shooter simil 3D nello stile di Space Harrier. Il giocatore controlla un veicolo futuristico con leggere ispirazioni provenienti dalle supercar e l’iconica DeLorean. Viene descritta come “hovercar” perché può spostarsi in aria e galleggiare, complimentando così il gameplay frenetico che richiede di scansare ostacoli, proiettili e persino edifici.

La progressione è simile a OutRun: finito un livello si deve scegliere il successivo a un bivio, portando così il giocatore a una ramificazione verso vari finali differenti. Il pregio migliore di Night Striker è nella colonna sonora, realizzata da Hisayoshi Ogura e nella forte estetica cyberpunk.

L’inclusione di Night Striker (badate bene, si tratta semplicemente di una personalissima considerazione) potrebbe essere dovuta alla volontà di gettare un po’ di luce su questo titolo dal momento che la stessa M2 sta lavorando a un sequel, oltre 30 anni dopo l’uscita originale. Il nome è Night Striker Gear e l’uscita è prevista (al momento) per il 2025, pertanto Taito e il team di sviluppo potrebbero aver colto la palla al balzo per presentare il franchise anche al pubblico occidentale che non l’ha mai visto nelle sale giochi.

Al netto di quanto detto, questa raccolta meriterebbe un voto molto alto ma c’è stata una decisione che ha fatto storcere il naso a me e anche molti consumatori. Nella collection sono incluse le versioni arcade dei giochi ma non sono le uniche esistenti. Ci sono infatti anche delle conversioni per console che, sebbene inferiori dal punto di vista qualitativo, meritano comunque rispetto e un approccio volto alla preservazione. In alcuni casi tali versioni non sono proprio contemplate e non vengono mai aggiunte, una scelta che si può o meno rispettare, tuttavia in questo caso si è andati oltre, decidendo di aggiungere tali versioni in un pacchetto DLC che costa praticamente quasi quanto la raccolta stessa. Acquistandolo si ha accesso a:

  • Operation Wolf (Famicon, NES e Sega Master System)
  • Operation Thunderbolt (SNES)
  • Night Striker (Mega CD)
  • Space Gun (Sega Master System)

Bisognava davvero separare il pacchetto? La risposta è no, non c’era alcun reale bisogno di prendere questa strada ma è stata comunque intrapresa. Chi acquista la versione su cartuccia, invece, sebbene più costosa, include tutti i giochi, anche i DLC. Una direzione strana, che ci auguriamo sia un unicum e che non venga intrapresa nuovamente in futuro.

Operation Night Strikers: Il pacchetto arcade, per quanto privo delle controparti console, è valido e può essere interessante per chi apprezza i giochi light gun. M2 è una garanzia per quanto riguarda l’emulazione di vecchi giochi e la qualità è sempre elevatissima. Più che consigliato per gli amanti del retrogaming, ma quanto pesa quella decisione di non inserire tutte le versioni nel pacchetto digital di base… 7gatsu

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von 10
2025-08-23T12:04:55+02:00

2 Thoughts to “Recensione Operation Night Strikers: dove osano le light gun”

  1. Gianluca Sighinolfi

    I controlli sono purtroppo terribili!! Su switch è praticamente ingiocabile, coi grilletto analogici va malissimo, con il grip e il gyro stile light gun è imprecisissimo e NON si riesce a mirare bene MAI. Terribile questa cosa!
    Cmq su cartuccia la versione nes di operation wolf c’è eccome! Anche quella master system!

    1. Giovanni "7gatsu" Luglietto

      Ciao Gianluca! In fase di recensione ho testato a lungo i controlli in tutti i giochi che supportavano il gyro stile light gun e li ho trovati più che accettabili. Il problema che riscontri con il non riuscire a mirare bene “praticamente mai” mi fa pensare a un problema con i Joy Con stessi? Non so, ho avuto un’esperienza completamente diversa dalla tua, per questo mi sembra molto strano! Per la versione su cartuccia probabilmente ho commesso io un errore di valutazione, abbiamo ricevuto un codice digital per recensire il prodotto quindi mi sono basato sui giochi inclusi nel pacchetto “base” diciamo, se mi dici che su cartuccia sono tutti presenti, senza necessità di acquisti a parte, allora direi che è stato fatto un buon lavoro di inclusione!
      Per completezza aggiungo che ho aggiornato la parte della recensione in cui riportavo erroneamente che su cartuccia non fossero tutti presenti, grazie per la segnalazione!

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