Big Pharma è un simulatore gestionale piuttosto popolare su PC uscito nel 2015 e pubblicato nel 2019 su console nella sua ultima versione, sviluppato da Twice Circled e pubblicato da Positech Games.

Provato su PS4.

ProContro
Gameplay profondamente coinvolgenteMancanza di rifinizione
Giocabilità virtualmente infinitaNon ottimizzato su console

Potrebbe causare emicrania, nausea, e *cough*morte.

Quelli di voi che non hanno 14 anni e sentono parlare di un gestionale a tema farmaceutico, probabilmente dentro di sé avranno sentito, un po’ tipo Vietnam, riecheggiare nella mente “si prega di non morire nei corridoi, grazie“, e “lavativa, puzza un po’ di cavolo“. Ecco, stavolta però non gestiremo come in Theme Hospital un ospedale, bensì una specifica parte della farmaceutica, e cioè una catena di produzione farmaci.

Una volta avviato il gioco potrete accedere al tutorial: vorrete studiare MOLTO attentamente il tutorial. Big Pharma ne vanta uno piuttosto elaborato e dettagliato, con più livelli per insegnarvi le diverse abilità di base, ma come ogni gestionale che si rispetti, una volta finito, sarete confusi e sovraccaricati di informazioni. Le illustrazioni e le spiegazioni con ricapitolazione sono una manna dal cielo e vanno seguite per bene.

Il fulcro del gioco è semplice, ma la minuzia e la grande quantità di piccoli elementi in gioco contemporaneamente è, almeno inizialmente, spaventosa. In Big Pharma prenderete il ruolo di un manager di una compagnia farmaceutica e dovrete creare medicine potenti col miglior tipo di effetti benefici e il minor tipo e numero possibile di effetti collaterali, il tutto traendone il profitto maggiore.

Inizieremo con un budget iniziale di 50.000 dollari e una piccola area vuota dove troveremo delle prese a muro che possono essere le nostre entrate per le materie prime che importeremo per la lavorazione, o uscite per l’esportazione del farmaco che produrremo. Una volta individuato il punto A e il punto B della nostra prima lavorazione, dovremmo capire quale delle iniziali materie prime a disposizione vale la pena di lavorare. Ogni materia prima ha fino a quattro proprietà, buone come “cura la tosse” o “allevia i dolori mestruali” o negative come “causa costipazione” o “induce il vomito“.
Ogni materia prima ci viene data a un dato livello di concentrazione, un numero che va da zero a venti, che causa l’attivazione o la scomparsa dei suddetti effetti.

Tramite macchinari sempre più potenti, veloci e costosi, potremmo incrementare o diminuire il livello di concentrazione a nostro piacimento. Inoltre, arrivata a un dato punto specifico e sottoposto a un macchinario specifico, la proprietà benefica del prodotto può mutare; i medicinali hanno un rango che seguendo alcune lavorazioni può aumentare trasformando il nostro prodotto in un farmaco più costoso e quindi proficuo. Ricordate quella pasticca per la tosse? Se la lavori in un certo modo può trattare l’asma.

Ovviamente non finisce qui: dal terzo rango di medicinale avremo bisogno di un catalizzatore, e cioè un eccipiente di un’altra materia prima inserita nel nostro prodotto e lavorato in modo da creare una mutazione nel farmaco originale. Il tutto può essere un pochino complicato, perché in base alla posizione dell’eccipiente nella materia secondaria, potremmo aver bisogno di uno shaker industriale che sposti quella proprietà in uno slot vuoto in modo da fondersi correttamente con l’altra materia. Capire in che modo fondere alcune materie per ottenere materiali particolarmente potenti e combinazioni curative lucrative è la chiave per la vittoria.

Ma il gioco è un complesso gestionale, e finora abbiamo solo nominato quella che il gioco chiama la produzione. Abbiamo invece a nostra disposizione il tab degli ingredienti, dove possiamo ingaggiare degli esploratori per studiarne di nuovi e aumentare la nostra ricerca nei materiali che stiamo usando per ottimizzarne i costi.

Big Pharma Ingredients tab

Nel tab delle cure possiamo dare uno sguardo agli eccipienti a cui abbiamo accesso e a cosa possiamo puntare, almeno in parte, in quella partita. Magari notiamo sin da subito una combinazione a basso costo che frutta poco ma costa niente. Al contrario, notiamo una combinazione particolarmente potente ma non esattamente allettante quanto a costi di produzione. L’enorme libertà di scelta è tra gli elementi più affascinanti di Big Pharma: non c’è mai una soluzione unica, tutto è nelle nostre mani.

L’altra pagina essenziale è il tab delle ricerche, dove potremmo ingaggiare ricercatori per studiare nuovi macchinari e aprire nuove opportunità per la nostra catena di produzione, o magari ottimizzare quelle che abbiamo già, o perché no, permettere ai nostri studiosi di ricercare nelle zone desertiche per quelle materie prime esotiche che potrebbero aiutarci a creare nuovi farmaci particolarmente proficui. Magari quell’eccipiente per il fegato che trovi nel deserto ha il giusto catalizzatore per trattare l’ADHD?

Big Pharma Research Tab

Il tab dell’azienda mette in luce cosa stiamo vendendo, a quanto, come viene ricevuto dai pazienti, e i generali trend di mercato. Non solo, abbiamo anche un breve sguardo ai nostri competitori. Quei simpaticoni potrebbero magari produrre un medicinale in diretta competizione col nostro… e non va bene! O magari sta arrivando l’estate e la domanda per gli antipiretici è in relativo crollo. Tutto è visualizzabile lì.

Big Pharma Company Tab

Leggere attentamente il foglietto illustrativo

Big Pharma è un gioco che inizialmente sconvolge. La quantità di informazioni da apprendere, la velocità con cui tutto va, come tutti i gestionali, bisogna dire, può essere uno shock. È facile ritrovarsi a guardarsi attorno e cercare di capire cosa fare o perché si perdono più soldi di quanti se ne facciano, ancor prima di immaginare come ottimizzare il tutto.

La presentazione isometrica con quei menù chiaramente pensati per l’uso di un mouse non sono esattamente il massimo sul controller PS4, ma certe cose vengono un po’ col genere. È sicuramente molto difficile ottimizzare un’interfaccia piena di menù e pagine e icone per un controller, e quella è una cosa che anche dopo un po’ di abitudine dà qualche fastidio. Il tasto triangolo serve ad aprire e chiudere il menù di costruzione nel tab di produzione, ma serve a ingaggiare ricercatori ed esploratori nei loro relativi tab: premere triangolo nel tab sbagliato potrebbe significare una perdita ingente di denaro all’inizio del gioco, ed è un peccato.

Il gioco presenta una corposa serie di livelli e sfide con obiettivi diversi che gli conferiscono un sapore spesso davvero nuovo e fresco. A volte bisogna arrivare a un dato introito, altre volte a un dato utile, altre ancora bisogna spedire un tot numero di specifici farmaci, e ogni sfida ha tre livelli di completamento che davvero metteranno a dura prova anche i più arroganti dei giocatori. E questo si aggiunge al fatto che ogni partita è quasi completamente randomizzata, non sai mai quali saranno le materie prime, le cure, le sinergie che potrai ottenere, né l’ampiezza e il layout dell’area di lavoro. L’altissimo livello di casualità e di piccoli elementi nuovi a ogni inizio riescono a portare molto in basso la sensazione di tedio che un gioco del genere potrebbe dare.

E questo poi nella modalità base: nel 2016 è stata rilasciata l’espansione Marketing and Malpractice, una modalità tutta nuova con obiettivi nuovi, stavolta in bundle col gioco originale e accessibile dal menù principale col tasto quadrato.

A chi consigliamo Big Pharma?

Big Pharma è un gioco gestionale che ci ha sorpreso da ogni punto di vista. L’inizio un po’ troppo complesso e complicato ci ha dato un mal di testa e un certo senso di sfiducia, ma una volta compreso il gameplay di base ha mostrato una capacità di creare dipendenza davvero esilarante. Per un attimo si è provata anche empatia per i farmacisti che vogliono solo trarre profitto dalla malattia della gente comune, ma questo non diciamolo in giro. I gestionali sono chiaramente giochi per una certa nicchia, ma se siete anche un pochino curiosi del genere, senza dubbio Big Pharma potrebbe fare al caso vostro!

 

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