Cloudpunk dello sviluppatore ION LANDS è l’ultimo titolo per PC, Playstation 4, Nintendo Switch e Xbox One a portare i giocatori in un futuro dalle forti tinte cyberpunk, attingendo a piene mani dall’immaginario collettivo già consolidato con film del calibro di Blade Runner.

Provato su PC

ProContro
+ Guidare un’auto volante– Telecamera fissa in alcune sezioni
+ Atmosfera cyberpunk perfetta
+ Storia e sotto-trame ben confezionate

Mettete su Blade Runner Blues di Vangelis, sedetevi comodi e lasciatevi trasportare dalla melodia al contempo straniante e morbida. Il sintetizzatore si mescola al sassofono, dando vita a una danza che si insinua nel profondo, evocando spettri di un futuro tecnologico.

Cloudpunk, allo stesso modo, si intrufola sotto la pelle, vi riempie gli occhi e fa vibrare l’anima fin dalla prima schermata, accordandola in modi che solo l’originale film diretto da Ridley Scott era riuscito a fare, fin dal lontano 1982.
Siete Rania, nome in codice 14FC, e state per iniziare la vostra prima notte di lavoro per la compagnia di trasporti semi-legali Cloudpunk, sostituendo il corriere Carmine andato in pensione. A bordo del vostro HOVA, un mezzo di trasporto volante che sfreccia sulle autostrade tra le nuvole di Nivalis, potrete ammirare la città sovrappopolata e i neon sgargianti mentre vi dedicate alla vostra occupazione principale. Le regole sono solo due, ma fondamentali: non perdere i pacchi e non chiedere mai cosa c’è dentro.

Sulla vostra strada troverete ogni genere d’essere umano, da ricchi imprenditori a spacciatori, passando per poliziotti, spacciatori fino ad androidi malfunzionanti, gang di robot e derelitti cui la vita ha deciso di riservare una sorte tutt’altro che piacevole. Potrete ascoltarli, scoprire le loro storie, aiutarli talvolta, ma alla fine tornerete di nuovo alla vostra auto volante, per svolgere il prossimo incarico con -non sempre- il massimo riserbo. Ad alleggerire la pesantezza del clima e il senso di solitudine che vi investirà come un camion senza autista ci saranno le chiacchiere con l’Automata di bordo: l’intelligenza artificiale Camus, dalle sembianze di Border collie, e il misterioso Controllo, cui farete capo per sapere le vostre destinazioni e che pian piano si sbottonerà sempre di più con la nuova arrivata.

Cyber-city

Cloudpunk è un’avventura story driven, concentra dunque la massima attenzione sull’atmosfera, sui personaggi che incontrerete -opzionali e non- e sul diramarsi della trama, che si svolge tutta nella vostra prima notte di lavoro. Per assaporare a pieno questa piccola gemma, vero e proprio capolavoro, bisogna vivere la città, perdersi tra gli edifici che si ergono a perdita d’occhio. Nivalis “scende per un miglio e sale per mille” e il gioco fa di tutto per restituire questa sensazione, per farvi sentire una formica all’interno di un enorme ingranaggio fatto di carne e metallo che non ha il minimo interesse nei vostri confronti.

L’esplorazione non avviene però semplicemente tramite la vostra automobile, che per inciso è un piacere guidare e che non vorreste mai lasciare, quasi come se fosse il grembo materno in grado di proteggervi dal mondo, ma sono molte le zone in cui potrete scendere dal veicolo, precisamente ovunque sia indicata sulla mappa una “P” di parcheggio.

Durante queste fasi Rania si muoverà a piedi su ballatoi sospesi nel nulla, piattaforme stracolme di edifici e individui sospetti, ma anche brulicante di negozianti che potranno vendervi oggetti di varia natura, da una ciotola fumante di ramen a droghe sintetiche che potrete effettivamente consumare accedendo all’inventario. In tali sezioni la visuale sarà fissa, non sarà possibile dunque girare la telecamera, che si sposterà automaticamente quando necessario, un limite che inizialmente potrebbe lasciare l’amaro in bocca ma a cui ci si abitua facilmente, troppo persi ad ammirare i fantastici dettagli che inondano i sensi del giocatore.

Chiariamo inoltre che in Cloudpunk non si spara, non si eseguono azioni al cardiopalma, non si effettua hacking né avrete modo di sconfiggere gang di potenziati cibernetici. Interpretate un corriere al gradino più basso della catena alimentare e si parla di storia, pura e semplice, che si dipana tramite le vostre consegne, passo dopo passo. Lo scopo di Rania è solo quello di sopravvivere in una città di cui non sa nulla, in cui è appena giunta fuggendo dalle lontane terre orientali.

Per orientarsi nella megalopoli a struttura verticale avrete una mini-mappa in basso a destra, sulla quale troverete dei segnali colorati corrispondenti alle varie missioni, i cui dettagli sono indicati invece nella parte alta dello schermo. Questi segnali sono accompagnati da numeri che indicano la distanza dal bersaglio, creando una sorta di GPS che non vincola però alla scelta di una strada precisa, proprio per dare ampio respiro al giocatore pur mantenendo un minimo di guida qualora doveste perdervi durante l’esplorazione.
Il tragitto che vi separa dalla destinazione è quasi sempre accompagnato dalle battute di Camus, con il quale condividerete spesso pensieri su ciò che accade nella vostra vita e sui personaggi che incontrerete, un piacevole intrattenimento che riuscirà talvolta anche a farvi sorridere.

Ricordate di prestare sempre attenzione a dove volate, però, dal momento che sbattere contro palazzi e auto avrà un impatto, in tutti i sensi, e vi costringerà a rinunciare ai vostri sudati risparmi per riparare il veicolo.

Pimp that HOVA

Per prolungare la vostra permanenza nel mondo di Cloudpunk gli sviluppatori hanno pensato di aggiungere alcuni piccoli dettagli qui e lì, come per esempio la possibilità di modificare il proprio HOVA con pezzi raccattati in giro per la città. Sarà possibile quindi cambiare la scia che lascia mentre siete in volo, passando dal neon azzurro a toni come il rosso, il giallo e il rosa, così come un paraurti rinforzato nella lega plastacciaio, che la fa da padrone a Navalis, o anche un sistema di navigazione leggermente più veloce.

Persino l’aspetto di Rania può essere modificato con vestiti acquistabili da alcuni venditori sospetti, anche se non è possibile apprezzarli in modo soddisfacente proprio a causa dell’impossibilità di gestire autonomamente l’inquadratura quando siete a piedi. Infine, spendere soldi per abbellire la vostra nuova abitazione potrà sembrare una perdita di tempo poiché non è possibile interagire in nessun modo con questi oggetti, ma se ci pensate bene, anche un immigrato virtuale ha diritto a un frigo per conservare il cibo, no?

Voxel-style

Il gioco è stato creato utilizzando i blocchi voxel, che potremmo definire pixel tridimensionali, una scelta stilistica che contribuisce a dare carattere e spessore alla città, con angoli ben definiti e una sorta di artificialità calzante che permea questo mondo ultra-tecnologico. La costante presenza della pioggia è un chiaro rimando alle atmosfere di Blade Runner, così come l’immediata realizzazione che la società sia organizzata in strati ben separati: il Midollo è tana di criminali e reietti, mentre nelle Guglie si aggira solo l’élite. In mezzo vi sono quartieri come Little China, Neo Dotonburi e molti altri, tutti con architetture immediatamente riconoscibili e che si scontrano, sovrapponendosi e inglobandosi l’un l’altra.

La cura nei dettagli consente di fermarsi ad ammirare alcuni scorci semplicemente mozzafiato e se non ricorrerete al tasto per gli screenshot vuol dire che non siete più umani degli androidi e delle intelligenze artificiali che incontrerete.

La soundtrack composta da Harry Critchley che accompagna l’avventura, di stampo vaporwave, è sempre pregevole e trasuda malinconia, rivelandosi molto simile a quanto composto da Vangelis per Blade Runner. A tal proposito non nascondiamo che nei primi minuti di gioco, dove la musica è assente, abbiamo tenuto le dita incrociate sperando che la OST fosse anche lontanamente simile. Le aspettative non sono state alla fine deluse.

A chi consigliamo Cloudpunk?

Uno dei pochi giochi attualmente sul mercato a catturare a pieno l’essenza del genere cyberpunk, con tutti gli elementi più classici e sì, a volte anche qualche cliché. Ma è proprio questa forte passione a non rendere Cloudpunk una semplice esperienza estetica come tante altre sul mercato, poiché a sostegno dell’impalcatura mirabile tirata su da ION LANDS ci sono una storia coinvolgente, sotto-trame che si intrecciano, personaggi memorabili e una caterva di achievement che vi spingeranno a esplorare ogni angolo più remoto di Navalis. Se sbavate al pensiero di Cyberpunk 2077 di CD Projekt Red, Cloudpunk rappresenta l’antipasto perfetto e non potete fare altro che acquistarlo a occhi chiusi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.