Orchio per orchio…

Prezzo – Edizione standard al momento in saldo su steam 15,99 € con un parere degli utenti Steam “perlopiù positivo“.

REQUISITI 

Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 7 SP1 with Platform Update
Processore: AMD FX-4350, 4.2 GHz / Intel Core i5-2300, 2.80 GHz
Memoria: 6 GB di RAMScheda video: AMD HD 7870, 2 GB / NVIDIA GTX 660, 2 GB
DirectX: Versione 11
Rete: Connessione Internet a banda larga
Memoria: 100 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: X64 required

CONSIGLIATI

Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
Sistema operativo: Windows 10 Creators Update
Processore: AMD FX-8350, 4.0 GHz / Intel Core i7-3770, 3.4 GHz
Memoria: 12 GB di RAM
Scheda video: AMD RX 480, 4 GB or RX580, 4GB / NVIDIA GTX 970, 4GB or GTX1060, 6GB
DirectX: Versione 11
Rete: Connessione Internet a banda larga
Memoria: 100 GB di spazio disponibile
Note aggiuntive: X64 required

PROVATO SULLA MIA BAGNAROLA:

Sistema operativo: Windows 10
Processore: Intel Core I7-4770 3.40 GHz
Memoria: 8 GB di RAM
Scheda video: NVIDIA GTX 980, 4GB
DirectX: Versione 11

Con questa configurazione ho raggiunto i 60 fps al massimo dettaglio, tenendo solo le texture su High dato che quelle Ultra richiedono una GPU da 6 gb o più. Qualche innocuo calo di FPS qui e lì, dovuto sempre alla mia scheda video ormai datata. Consiglio spassionato: giocatelo con un joypad!

Pro e contro del gioco

Per il casual gamer:

+ Assassin’s Creed incontra Batman Arkham
+ Potere immenso del personaggio principale
+ Tanti orchi da uccidere nei modi più crudeli
+ Sistema di combattimento spettacolare e divertente
+ Collezionabili in stile Ubisoft
+ Livelli di difficoltà selezionabili a piacimento anche in-game
+ Lasciarsi stupire dal caos creato dal Nemesis System
+ Orchi!

– Storia e personaggi che lasciano parecchio a desiderare
– Conquista dei castelli banale e ripetitiva
– Menù ostici da navigare

Per l’hardcore gamer:

+ Possibilità di selezionare difficoltà elevate dove anche il più cagone degli orchi vi uccide con un colpo
+ Padroneggiare il Nemesis System
+ Creare intere armate di orchi
+ Organizzare combattimenti all’ultimo sangue tra orchi
+ Conquistare castelli online con armate di orchi create da altri giocatori
+ Un gioco potenzialmente infinito, se gli orchi vi piacciono così tanto…
+ Ho già detto orchi? No? Allora orchi! Orchi! Orchi! Orchi!

– Loot scarso e poco vario che poco incide sul gameplay
– Anche alle difficoltà più elevate dopo aver potenziato al massimo il personaggio non ci sarà più sfida nei combattimenti

DLC – ne vale la pena?
No, a meno che non compriate subito la Definitive Edition a 24,99 € su Steam.

Middle Earth – Shadow of War è il sequel di Middle Earth: Shadow of Mordor, reso famoso dal suo amatissimo Nemesis System e dai combattimenti all’ultimo sangue nello stile della saga di Batman: Arkham. Sviluppato da Monolith Studios, una software house famosa per i suoi brutali FPS Blood e Fear tanto cari ai vecchiacci come me, Shadow of War mira a potenziare tutti i contenuti del primo episodio, espandendoli su un conflitto che coinvolgerà le regioni di Mordor. Il gioco ha avuto un lancio parecchio turbolento, colpa dei maledetti “in game purchases” sotto forma di loot boxes e di un prezzo di vendita iniziale davvero scandaloso. Ricordo che i primi video di gameplay del gioco mi fecero uscire gli occhi dalle orbite! Avevo amato il primo episodio per i suoi combattimenti ultraviolenti e per il carisma infinito degli Uruk-Hai, quindi aspettavo con ansia il titolo. Solo per poi scoprire dell’esistenza di loot boxes a pagamento e che senza di loro finire il gioco era quasi impossibile.

Eliminato dalla wishlist. Mi dispiace ma sono vecchio e sono cresciuto in un’era dove una volta comprato il gioco, non dovevi spendere soldi per finirlo. Acciperbaccolina!

Nel 2018 però, dopo aver racimolato un bel gruzzoletto, la Monolith e la Warner Games si sono stufate di gozzovigliare come grassi draghi viola nel loro immenso bottino e hanno deciso di fare un favore alla plebe: rimuovere completamente i loot boxes dal gioco. Non contento, l’Uruk che è in me ha iniziato a grugnire di felicità e sperare ANCHE in un’offerta su Steam e… eccola lì pronta e servita. Controllo i requisiti del mio vecchio PC, scarico 105 GIGA DI GIOCO… Cosa? Si avete capito bene, il gioco occupa 100 giga. 100 giga. 100 giga. Ok la smetto, ma il mio hard disk sta ancora frignando come un poppante dopo questo trauma. Quindi, scarico 105 GIGA DI GIOCO e mi getto a capofitto nelle allegre lande di Mordor.

Opinione rapida per lettori pigri che già conoscono il primo episodio

Sarò schietto: più che un sequel Shadow of War sembra un po’ un upgrade del Shadow of Mordor, nel senso che a livello di grandi novità c’è ben poco a parte un mondo di gioco più vasto, più orchi, più bestie domabili e più mosse di combattimento. Il sistema Nemesis rimane invariato a parte qualche piccola modifica che lo rende ancora più interessante. Sebbene il titolo includa la parola “guerra”, non aspettatevi conflitti su larga scala perché rimarrete parecchio delusi. Inoltre sappiate che non è un open world, ma un semi-open world con quattro regioni visitabili e non collegate tra di loro nel mondo di gioco. Aspettatevi un interfaccia di gioco invadente e dei menù osceni, uniti a un sistema di loot poco interessante. Ad ogni modo se siete tra quelli che adorano il Nemesis System e i combattimenti frenetici allora non indugiate oltre.
Se invece non conoscete il primo episodio, vi consiglio vivamente di giocarlo. Trovate la versione GOTY (Game of the Year) a 9,99 € su Steam, insomma, costa meno di una lurida fetta di carne al ristorante, non pesa 105 GIGA (ogni volta che ci penso… mapporc…) ed è uno dei giochi migliori del 2014.
E ora vai con la reviù!

GRAFICA E INTERFACCIA

A livello visivo questo gioco è molto simile al primo episodio, con qualche miglioria in più che onestamente si nota difficilmente. Il motore LithTech Firebird creato a posta per questo titolo altro non fa che gestire un numero di nemici superiore a quello visto in Shadow of Mordor e amplia il sistema Nemesis per garantire una maggiore imprevedibilità da parte dei capi orchi. Graficamente però non c’è nulla che faccia gridare al miracolo, specialmente se giocato ora dopo l’uscita di titoli allucinanti che come Red Dead Redemption 2 e God of War per PS4. Nonostante questo, Shadow of War si difende bene con personaggi dettagliatissimi e animazioni spettacolari. A partire dall’equipaggiamento di Talion per finire alle cicatrici di guerra del più cazzuto degli orchi, tutto è gestito con cura. Le espressioni facciali sono impagabili e si attivano perfettamente durante la battaglia, rendendo le risse con gli orchi coinvolgenti e piene di ritmo sanguinolento. Da apprezzare lo sforzo fatto dai programmatori per differenziare gli orchi tra di loro, sebbene dopo un bel po’ di battaglie i soldati semplici vi sembreranno un po’ tutti uguali.

Aspetti Ingegnere! Si è di nuovo dimenticato di timbrare l’uscita!

Il vero punto di forza del gioco sono le animazioni. Nulla è lasciato al caso, ogni movimento di Talion \ Celebrimbor rasenta la perfezione. In combattimento ogni uccisione brutale darà un senso di potenza e di adrenalina, mentre sarà divertentissimo far esplodere barili di grog con una freccia e vedere manciate di orchi venire lanciati per aria in fiamme. Persino le bestie da domare si muovono con un realismo notevole, non avete idea di quante volte ho cavalcato un Caragor solo per farlo arrampicare sulle mura dei castelli come un tenero gattone!

“Il vero punto di forza del gioco sono le animazioni. Nulla è lasciato al caso, ogni movimento di Talion \ Celebrimbor rasenta la perfezione.”

Se le animazioni e i dettagli dei personaggi sono di alto livello, le ambientazioni lasciano parecchio a desiderare. A parte qualche piacevole panorama, le quattro regioni semi-open world di Mordor da conquistare cambiano solo d’aspetto e sono tra le più classiche: Foresta\Montagna\Deserto vulcanico. Evviva la fantasia. Anche i castelli dei vari clan orcheschi differiscono davvero poco tra di loro, a parte qualche minimo dettaglio grafico che può passare tranquillamente inosservato.

Un’altro problema della grafica sta nelle cutscene. Il gioco utilizza ancora l’antica e dimenticata tecnica dei filmati a bassa risoluzione, neanche fossimo negli anni 90′! Anche se avete la fortuna di giocare in 4K a 60 fps, le cutscene avranno una risoluzione inferiore e gireranno a 30 fps. Questo abbassa notevolmente il coinvolgimento a livello visivo e inoltre spezza il gameplay dalla storia in maniera abbastanza brutale. Allo stesso modo ho trovato i menu davvero poco pratici. Per tenere d’occhio le proprie armate e quelle del nemico si dovrà navigare non poco per gli invadenti menù del gioco, farciti di proposte di DLC e una marea di voci completamente inutili. Appena premete il tasto pausa verrete presi a schiaffoni dalle innumerevoli icone presenti sulla mappa del gioco e dalla colonnina con le varie voci per migliorare equipaggiamento, skill e armata.

E va bene che le meccaniche del gioco possono risultare un po’ complesse, però forse qualcosa di più intuitivo si potevano sforzare a farla.

GAMEPLAY

Parlando di gameplay, lasciatevi dire che Shadow of War è un’assoluta gioia. I comandi sono perfetti, Talion risponde a tutti gli input immediatamente, rendendo i combattimenti e i movimenti estremamente fluidi. Sarà possibile muoversi nelle regioni con grande agilità, saltando da una parte all’altra e arrampicandosi velocemente per raggiungere le torri più alte. Con una particolare nuova abilità è possibile correre alla velocità della luce, sfruttando il potere del wraith Celebrimbor. E’ divertentissimo fuggire da un posto all’altro, buttarsi in una mischia di orchi ed dare inizio ad una brutale azzuffata. Non manca il comando per entrare in modalità stealth, grazie alla quale sarà possibile uccidere silenziosamente gli orchi più ignari o magari accoltellarli senza alcuno scrupolo per incutere terrore nei loro compagni. Quasi ti fa provare pietà per loro, che cos’avranno fatto di male poi ‘sti orchi per meritarsi questo io non lo so. Sono brutti è vero, però che lezione da questo gioco ai nostri figli? Che le persone brutte vanno uccise o sottomesse? Da persona brutta mi oppongo!

Va bene, torniamo a noi: i combattimenti sono gestiti con il sistema di Batman Arkham, precedentemente utilizzato anche in Shadow of Mordor. Si tratta a mio modesto parere di uno dei migliori sistemi di combattimento per giochi d’azione casual mai inventati. E’ semplice, intuitivo e permette di attivare mosse spettacolari con la pressione di due tasti. Senza contare che con un minimo di pratica sarà possibile cimentarsi in combo lunghissime, unendole a lancio di pugnali magici. Ovvio che se siete dei fanatici di Dark Souls e dei vari cloni troverete gli scontri abbastanza facili, ma per un casual gamer come me che vuole solo rilassarsi, questo sistema è perfetto. Spero proprio che lo utilizzino ancora in qualche titolo più moderno. Per gli amanti degli scontri a distanza Monolith ha messo a disposizione l’arco o il martello elfico che permettono di sbarazzarsi degli orchi più scrausi in poco tempo, magari colpendo un barile esplosivo in puro stile Doom. Un’aggiunta gradita sono sicuramente gli Olog, degli evoluti troll da guerra che come gli orchi partono dal grado più inferiore fino a poter essere dei veri e propri capiclan.

“Si tratta a mio modesto parere di uno dei migliori sistemi di combattimento per giochi d’azione casual mai inventati. E’ semplice, intuitivo e permette di attivare mosse spettacolari con la pressione di due tasti.”

Nonostante gli adorabili e pacioccosi Olog, questo sistema alla lunga può diventare ripetitivo, ma a renderlo longevo ci pensano i capitani più cazzuti! Sono personaggi assurdi che si presentano con gli aspetti più disparati: Grog il poeta, Gurg l’assassino, Bog il mangialarve, Guk il lamentoso e via dicendo. Ognuno ha la sua personalità e le sue linee di dialogo… e sono tutti favolosi. Questi guerrieri sono gli unici orchi con un livello, delle abilità e delle debolezze che si dovranno studiare prima di lanciarsi nello scontro. Ecco che entra in scena il Nemesis System.

Raggiunto il fatturato mensile, il dipendente è ben contento di ricevere il suo MBO.

Il Nemesis System è una trovata geniale: Talion è un cadavere ambulante posseduto dal wraith Celebrimbor che lo tiene in vita e lo rende immortale e che tra le armate nere gli conferisce la fama di Gravewalker, bersaglio molto ambito tra tutti gli orchi e olog per potersi mettere in mostra e provare la loro brutalità e valore in battaglia. Infatti, quando verremo uccisi da un capitano, questo guadagnerà un livello e fama, salendo tra i ranghi dell’esercito di Sauron. Nel caso invece tale orco fortunato sia un semplice cazzone, otterrà un nome, un titolo ed inizierà a fare carriera… una carriera che saremo liberi di troncare tornandolo a cercare per fargli il culo a strisce, o magari far fiorire lasciandolo in pace e vedere come se la cava.

Il Nemesis System è una trovata geniale”

Per scoprire i punti deboli e le caratteristiche di questi guerrieri occorrerà sottomettere gli orchi di più basso rango che alla vista di Celebrimbor se la faranno sotto e spiffereranno qualsiasi cosa, solo per poi trovarsi con la testa esplosa in mille pezzi. Talion e Celebrimbor sono antipatici, lo so.

Una volta scoperti i punti deboli del bersaglio o dell’orco contro il quale vogliamo combattere, potremmo lanciarci in un assalto più ponderato. Ci sono orchi che temono i le bestie, altri i ragni, altri che possono essere uccisi subito in stealth, altri che invece si infurieranno se gli piroetterete sopra (e come dar loro torto…). Uccidendoli si avrà accesso a dell’equipaggiamento migliore e a delle gemme, oltre a punti esperienza che permetteranno di potenziare le abilità di Talion.

Gentilissimi, Vi presento il nuovo presidente del consiglio di amministrazione.

E tutto questo ancora senza poter dominare orchi e olog! Come nel primo gioco anche in Shadow of War sarà necessario creare la propria armata per combattere le forze del male. D’altronde orchio per orchio… Erhm, ok torniamo a noi. Dopo una serie missioni principali finalmente entriamo in possesso dell’anello di Celebrimbor che praticamente è come quello di Sauron solo che è blu. Si poi lui ve la menerà per tutto il gioco che in realtà non è così e che il suo anello è più figo, ma voi ignoratelo. Una volta che si inizieranno a dominare gli orchi, si potrà procedere alla conquista totale delle regioni, attaccando il castello. Dominare gli orchi però non è una cosa così semplice, specialmente quando iniziano a spuntare fuori quelli di livello più alto. Vi faccio un esempio concreto di una cosa che mi è successa durante il mio playthrough:

Attacco un orco che come titolo ha “Il mistico”. Ha un aspetto che ricorda il chitarrista degli Immortal (dei Kiss per chi è un po’ più soft) e allora mi lancio all’attacco. Prima di dargli il colpo di grazia, questo resiste e recupera tutta la sua energia, tornando a combattere più furioso di prima. Lo stendo di nuovo e cosa succede? Il suo fratello di sangue che avevo dominato e portato tra i miei ranghi mi tradisce! Inizia una lotta furibonda con questi due orchi, “il Mistico” finalmente riesce a farmi fuori con un colpo di balestra dritto in mezzo ai miei occhi da scemo. Questo gli da un sacco di prestigio, sale i ranghi fino a diventare uno dei capiguerra del castello che devo conquistare, mentre il fratello viene ucciso brutalmente da un altro orco in un duello. Torno dal Mistico per sfidarlo nuovamente, sono un po’ contrariato per la recente sconfitta e invece di ucciderlo decido di dominarlo. Questo però tira fuori le palle verdi e mi manda a cagare, dicendo che non si sottometterà! Allora le mie uniche scelte sono il combattimento a morte oppure ridurre il suo livello, marchiandolo a vita e disonorandolo. Visto che non sono un tipo strategico, decido di combattere a morte! E finalmente lo riesco ad uccidere, spezzandolo in due con la mia spada, ma con mia grande sorpresa il figlio di buona orca dopo neanche venti minuti mi fa un’imboscata e lì mi dichiara di essere resuscitato grazie alle forze demoniache del signore oscuro! 

Insomma… pazzesco. E’ un sistema che davvero sorprende senza fine che permette di ignorare completamente la storia e di vedere cosa succede tra i ranghi degli orchi. Il Nemesis System, unito ai combattimenti spettacolari, rende il gameplay di Shadow of War davvero uno spasso. Forse l’unico neo che posso trovare è il sistema stealth assolutamente poco sfruttato e che serve solo a completare alcune missioni secondarie. D’altronde il gioco mette a disposizione un arsenale di magie e abilità che invogliano ad un approccio decisamente aggressivo.

Ora però veniamo alla punto dolente:

La conquista dei castelli.

Una volta aggiunti ai vostri ranghi un po’ di orchi arriva il momento di conquistare le regioni. Ogni regione ha un castello controllato da un generale orchico… orcaro… orchide… Insomma da un Orco Capoufficio che gestisce tutta la produttività dell’azienda in quella regione di Mordor. Il nostro compito è quello di selezionare i nostri capitani più potenti (personalmente ho scelto sempre i più simpatici e dementi), munirli di seguaci per poi attaccare la roccaforte nemica. Questo dovrebbe essere il momento più epico del gioco, quello che tutti hanno atteso, quello che nelle anteprime ha scosso i cuori di tutti gli amanti del fantasy e degli assedi medievali e… Fa cagare. Fondamentalmente non dovrete fare altro che correre da un punto di conquista all’altro e tenere la posizione fino a quando non lo si potrà definitivamente controllare.

“diciamo pure che tutta sta roba dei castelli è stata una rumorosa scoreggia che dopo lo stupore iniziale non lascia niente, neanche la puzza.”

Mi ricorda la modalità Dominion di Call of Duty e non è per niente strategica o divertente. Una volta conquistati tutti i punti si potrà entrare nel castello e prendere a calci il generale, decapitarlo e buttare la sua testa giù dalla torre stile Conan con quella di Tulsa Doom. Tutti e dico TUTTI i castelli, così come le regioni, sono uguali e non richiedono approcci differenti. Basta avere gli orchi più cattivi alle spalle e magari far fuori qualche capitano avversario prima dell’assedio, in modo da indebolire le difese e rendere il tutto più facile. Un metodo un po’ più strategico consiste nell’inserire una spia nei ranghi avversari, facendolo combattere nell’arena per ottenere il favore del generale o del capitano avversario. Durante l’assedio il nostro infiltrato ucciderà a sangue freddo il comandante che stava spiando, dandoci grande orgoglio e soddisfazione. Al di la di questo è tutto molto scontato, diciamo che tutta sta roba dei castelli è stata una rumorosa scoreggia che dopo lo stupore iniziale non lascia niente, neanche la puzza. Conquistati tutti e quattro i castelli e completate le missioni principali si potrà accedere alla missione finale.

Scioperorco! Ecco cosa succede quando ai dipendenti gli si dimezza la pausa pranzo.

STORIA E AUDIO

Parto dal presupposto che non ho mai letto nessuna delle opere di Tolkien e che la mia conoscenza si basa solo sulle due trilogie di film, quindi potrete godervi il gioco anche se non conoscete l’opera letteraria. Ovvio che i fan di Tolkien saranno molto più coinvolti nella storia e dai personaggi, io personalmente ho trovato la trama del gioco noiosa, scontata e poco avvincente. Il problema sta nei personaggi principali, stereotipati fino alla nausea e da come vengono gestiti. Talion è assolutamente noioso come nel primo episodio, salvato in parte solo dal doppiaggio dell’ottimo Troy Baker, mentre Celebrimbor persa la novità del primo episodio si limita a scontate frasi che evidenziano il suo stucchevole pensiero machiavellico. Poi abbiamo Idril ragazza-soldato-biondina-coraggiosa-intellettuale che Talion non fa altro che guardare come un vecchio porco; Baranor afroamericano-capitano-sidekick-saggio-condottiero; ed Eltariel elfa-bellissima-magica-guerriera. Sugli ultimi due si basano i DLC, per questo non li ho presi. Forse sono stato vagamente tentato da quello su Baranor perché è ambientato in una regione deserta e a me il deserto piace, ma non ho trovato il personaggio interessante a sufficienza per pagare il biglietto di accesso alla sua vita virtuale. La trama non investe abbastanza su questi personaggi, infatti di loro non me n’è fregato assolutamente niente. Sono rimasto più coinvolto dall’assassinio a sangue freddo di Buk Testadifuoco da parte del suo fratello di sangue giurato Kog Mangiacervelli. I colpi di scena telefonatissimi non aiutano a rendere la storia avvincente, un peccato perché con il materiale a disposizione potevano davvero sbizzarrirsi. Ovviamente è palese che i veri protagonisti siano gli orchi. Hanno personalità, sono simpatici, aggressivi, buffi, brutali, alcuni poetici e altri con un senso dell’onore e del sacrificio che onestamente li rende ancora più ganzi dei noiosissimi e piatti umani. Difatti i due personaggi più interessanti sono proprio l’olog Bruz e lo spassosissimo Ratbag, già presente nel primo episiodio. Le brevi apparizioni di figure care ai fan come Gollum, i Nazgul, Sauron e Shelob non aiutano a tirare su le sorti di una storia destinata ad essere dimenticata in fretta. Inoltre, il fatto che le quest siano rappresentate da punti esclamativi ed altre icone sulla mappa e non da effettivi NPC con i quali interagire non è stata proprio una scelta di gran classe. Mi è capitato più di una volta di trovare il marker per una quest principale in mezzo a un casino di orchi, che si è rivelata poi una missione stealth in un punto completamente diverso della regione. Non che questa cosa incida sulla godibilità generale del gioco, ma di sicuro interrompe un bel po’ il coinvolgimento e risulta stopposa. Per quanto riguarda il sonoro non ho niente da dire: spettacolare dal più piccolo dei fendenti di spada al ruggito tremendo di un Graug. La musica è la solita roba epica che in un titolo fantasy è più che adeguata, si adatta bene al contesto e riesce a convincere nelle situazioni più epiche come ad esempio l’arrivo di un capitano orco esaltato da tutti i suoi sottoposti che iniziano a gridare il suo nome.

Per concludere questo papiro digitale infinito sul regno virtuale di Mordor, non posso che consigliare il gioco agli amanti del genere action e a chi ha gradito il primo episodio della serie. Non aspettatevi niente di miracoloso per quanto riguarda le battaglie su scala epica che il gioco vuole vendervi, ma posso assicurarvi che il sistema di combattimento spettacolare e il Nemesis vi terranno incollati un bel po’ allo schermo. Ricordate che gli orchi sono come delle piante: vanno coltivati, curati e poi inevitabilmente tranciati in due.

Peace.

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