Dopo Indiana Jones e l’Antico Cerchio (qui la nostra recensione), Microsoft torna subito alla carica, sparando fuori Avowed di Obsidian Entertainment, disponibile dal 18 febbraio su PC e Xbox Series/S.
Obsidian Entertainment è diventata sinonimo di mondi creati a regola d’arte uniti a personaggi e storie scritte benissimo. Il tutto però condito con meccaniche gameplay tutt’altro che originali o particolarmente divertenti. Ma il mondo dei videogiochi dimostra che c’è del vero nella frase “Non sei fregato veramente finché hai una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla“, così Obsidian si è ritagliata un posto nel cuore di tutti gli amanti degli RPG, me compreso. La sua nuova creatura ha passato un po’ di guai, a causa di dimostrazioni non proprio esaltanti del gameplay e da alcune uscite deliranti (per usare un eufemismo) da parte di alcuni membri del team di sviluppo.
Presentato inizialmente come un gioco ispirato alla serie The Elder Scrolls, Avowed ha mantenuto la visuale in prima persona, ma optando per alcune scelte diverse rispetto ai famosi titoli targati Bethesda, specialmente per quanto riguarda la gestione del mondo di gioco. Tuttavia, Avowed si porta dietro pregi e difetti tipici dei giochi Obsidian. Quindi, ci troviamo tra le mani una cura maniacale nel world building, nella scrittura e nelle scelte affidate al giocatore, con i combattimenti non convincono del tutto. Se questo vi basta, potete saltare la recensione e andare a vedere il voto, così potete tornare a lavorare o chessò, a raddrizzare banane magari, se è questo che vi rende felici. Oppure, potreste addirittura pensare di leggere la recensione.
Provato su PC
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Che tipo di Deiforme sei?
Avowed è un action RPG in prima persona ambientato nel mondo di Eora, ovvero quello dei due Pillars of Eternity, CRPG in stile Baldur’s Gate sempre targati Obsidian. La lore è abbastanza complessa e Avowed non si farà troppi problemi a buttarvi subito in faccia termini, nomi, luoghi e informazioni dando per scontato che già sappiate tutto. Questo può subito risultare alienante per chi non ha mai giocato ai PoE, nonostante la presenza di un glossario a disposizione consultabile anche durante i dialoghi. Vi do un piccolo aiuto: Eora è una terra popolata da una grande varietà di razze, dominata da divinità capricciose che intervengono spesso e volentieri non solo nella vita degli individui, ma anche nella morte.
Infatti, nel mondo di Eora esiste la reincarnazione: una volta morti, la propria anima entra nella Ruota, dove viene poi trasferita in un nuovo nato. Gli Dei birichini e cagacazzi, amano giocare con le anime e toccarne alcune, dando così vita ai cosiddetti Deiformi.
In Avowed, noi saremo uno di questi, quindi non potremo scegliere la nostra razza preferita. Il nostro caro Deiforme sarà un Inviato ufficiali dell’Imperatore dell’Aedyr (uno dei regni più potenti di Eora) nelle Terre Viventi, una landa selvaggia popolata da reietti, esiliati, avventurieri e creature mortali che sembra afflitta da una terribile Piaga dei Sogni. Le intenzioni dell’Imperatore però non sono certo benevole, semplicemente l’Aedyr sta cercando di “invadere” le Terre Viventi, inviando truppe e ambasciatori.

Quindi, il nostro personaggio non sarà proprio ben visto dagli abitanti delle Terre Viventi, e non aiuta il fatto che i Deiformi abbiano un aspetto fisico spesso poco piacevole. Nella fattispecie, il nostro Deiforme si potrà personalizzare fino a farlo sembrare un barattolo di Peperlizia. Inoltre, l’eroe non ha idea di quale sia stato il Dio a toccarlo, perché il suo aspetto non somiglia a nessuno di quelli del Pantheon. Grazie a un potente tool per la creazione del personaggio, potremmo personalizzare diversi tratti dell’eroe e scegliere tra diverse “origini”, sia per avere un boost su alcune statistiche, sia per sbloccare linee di dialogo e di storia uniche.
Un bel naufragio per iniziare
L’avventura parte nel più classico dei modi: un naufragio un puro stile Adol Christin di Ys (trovate qui la nostra recensione dell’ultimo capitolo della saga). Questo ci porterà su un’isola, un mero pretesto per farci capire le meccaniche del gioco, prima di farci arrivare nelle Terre Viventi. Superato il tutorial, si arriverà nella prima città delle Terre Viventi, ovvero Paradis dove incontreremo il nostro primo membro del party e dove effettivamente inizierà l’avventura vera e propria.
Ora, come detto Avowed non è un open world (grazie agli Dei) e si divide in delle macroaree davvero spettacolari, piene di luoghi da esplorare, dungeoun, luoghi nascosti. Nulla di tutto questo però è segnalato sulla mappa, dove potremo solo vedere i luoghi relativi alle quest e alle side quest.
Questa scelta spinge il giocatore a sfruttare il sistema di movimento del gioco per correre, arrampicarsi e scovare segreti liberamente, senza doversi stressare per trovare il collezionabile di turno. Le magie e gli attacchi elementali (con armi o granate particolari) si potranno usare anche sull’acqua, magari per elettrificare i nemici o per creare piattaforme di ghiaccio e raggiungere punti elevati. Nel primo capitolo del gioco, la macroarea si svilupperà intorno alla città di Paradis, anche questa esplorabile e costruita in modo interessante, con bassifondi e quartieri nobiliari.
Va veramente apprezzata la fatica di Obsidian nel creare aree fatte di dislivelli, caverne e viste spettacolari, il tutto reso ancora più bello da vedere dal Ray Tracing. Le città brulicano di NPC e sebbene, come vedremo in seguito, l’interazione sia molto limitata, questo contribuisce a creare un’atmosfera credibile e vibrante. Graficamente il titolo è molto piacevole, nonostante il mondo risulti molto più “colorato” di quello visto nei due Pillars of Eternity, riesce comunque a convincere e non risultare troppo caramelloso. Un buon lavoro è stato fatto con le espressioni facciali degli NPC con cui parleremo, capaci di trasmettere emozioni e renderli vivi. Aiuta molto anche il doppiaggio di buona fattura, specialmente per quanto riguarda i personaggi del party e quelli che incontreremo nelle varie quest e side quest.

Queste sono state costruite davvero molto bene: il giocatore viene messo di fronte a delle scelte sin dal tutorial, con un crescendo che in alcune missione secondarie spettacolari raggiunge veramente livelli altissimi. E sto parlando sia dell’incredibile albero dei dialoghi, sia del sistema Choice & Consequence.
Per farvi un esempio, si può decidere liberamente aiutare un determinato NPC, oppure rompergli le proverbiali uova nel paniere e così attirare le sue ire… o farlo finire nei guai. Attraverso i dialoghi è possibile risolvere alcune situazioni senza combattere, cosa sempre molto apprezzata in un RPG. Non manca ovviamente la possibilità di fare i pezzi di merda, cercare di corrompere un NPC, aiutare pazzi psicopatici o facendo gli infami nei confronti di una povera coppia di rifugiati.
Insomma, su questo Avowed centra appieno il bersaglio. Tuttavia sulla parte ruolistica ci sono alcune cose che non saranno proprio gradite da tutti. In generale, la parte ruolistica si limita alle scelte ai dialoghi, ma per quanto riguarda il modo di approcciarsi al mondo di gioco , non ci saranno molte opzioni. Ad esempio, come vedremo, lo stealth sarà limitato a un uso banale nei combattimenti, inoltre non potrete darvi al borseggio. La meccanica del “rubare” praticamente non esiste, in quanto potete prendere tutti gli oggetti che volete e andare dove vi pare senza che gli NPC reagiscano in nessun modo. E sebbene, come detto in precedenza, Avowed permetta di fare i bastardi, non sarà possibile uccidere gli NPC a meno che una quest non lo preveda.
Nessuna reazione di guardie o altro, al punto che forse Obsidian avrebbe potuto impedire l’uso delle armi e delle abilità in città, per non rompere il senso di immersione. Anche lo stealth, a parte un uso minimale nel sistema di combattimento, servirà veramente a poco… non un bel colpo per chi preferisce giocare in modo furtivo.
Terre Viventi e mazzate sui denti
La mancanza dello stealth ci obbliga ovviamente a combattere. Avowed attinge a piene mani dai moderni giochi in prima persona, con schivate, stamina e colpi caricati. Il tutto si affronta con estrema velocità, non importa quale stile di gioco vorrete adottare. In generale, il combattimento funziona, ma non esalta particolarmente.
Le animazioni dei nemici lasciano molto a desiderare, per non parlare degli effetti delle magie, forse tra i più brutti e poco soddisfacenti che io abbia visto ultimamente. Ho gradito il tentativo di unire attacchi ravvicinati, colpi a distanza e magie in un unico sistema, con una vasta selezione di armi che vanno dalle semplici spade, ai devastanti archibugi. Sarà anche possibile sfruttare il dual wielding che consente di usare due armi uguali o diverse contemporaneamente, sebbene questa meccanica a volte sembra effettivamente superflua, data l’assenza di attacchi speciali per chi la vuole sfruttare.
Il combattimento ravvicinato, nonostante abbia un buon peso, non riesce a convincere a causa dell’impatto delle armi. Usando spade o lance, sembrerà sempre di colpire il nemico con una mazza, piuttosto che con un’arma tagliente. Chi preferisce le build magiche e riesce a sopportare i sopraccitati effetti veramente poco piacevoli, potrà comunque sfruttare le resistenze e le debolezze dei nemici, applicando danno nel tempo col fuoco, debuff alla resistenza con i fulmini o bloccandoli col ghiaccio per poi sfracellarli in mille pezzi in stile Sub Zero. Se spade, mazze e magie non convincono, le armi a distanza sono state trattate un filo meglio, perché consentono anche di colpire i nemici nei loro punti deboli, per assicurarsi dei critici devastanti.

Con qualsiasi arma si potranno effettuare colpi leggeri e colpi caricati che andranno a consumare la nostra resistenza, fino a renderci affannati come dopo un piatto di cannelloni mangiato sotto il sole. A proposito di resistenza, Inoltre, una volta azzerata quella dei nemici, sarà possibile sferrare un potente attacco combinato di colpi critici… ma anche qui diciamo che nonostante l’animazione dedicata, la violenza ridotta ai minimi storici fa sembrare tutto un film di Bud Spencer e Terence Hill.
Come accennato, in Avowed lo stealth risulta approssimativo, quindi così come nelle fasi esplorative, anche nei combattimenti scordatevi di poter risolvere tutto con la furtività. Si potranno effettuare attacchi alle spalle ai danni dei nemici, ma a parte questo non ci saranno altre possibilità. Anche lo stealth si limita al nascondwersi tra le fresche frasche, oppure usare determinate skill come quella dell’invisibilità. Tuttavia, una volta scoperti da un nemico, si attiverà l’intero gruppo di mob immediatamente per combattere, restando comunque aggressivo anche se utilizziamo il potere dell’invisibilità o cambiamo posizione.
Se lo stealth è quantomeno abbozzato, la parte ruolistica nel combattimento è quasi del tutto inesistente: le statistiche del personaggio (Forza, Destrezza, Intelligenza, etc.) si rifletteranno nel combattimento solo e unicamente per la quantità di danni infitti, per i critici e per la lunghezza di vitalità, mana e stamina. Pertanto, potrete effettuare tutti i movimenti velocemente anche se indossate l’armatura pesante e brandite uno spadone… spadone che potrete impugnare e usare tranquillamente anche se la vostra forza sarà pari a 1. Queste statistiche poi, possono sbloccare nuove linee di dialogo, ma ad esempio non influiranno su altri elementi tipici degli RPG, come apertura porte o scassinamento serrature.
Il lockpicking, di fatto, permette solo di aprire dei forzieri si potrà effettuare con un grimaldello nell’inventario, semplicemente tenendo premuto un tasto. Niente tiri, o valutazione delle statistiche, così come niente mini-gioco in stile Skyrim. Diciamo quindi che il sistema di combattimento di Avowed è nella media, fa quello che deve fare però spesso ignorando completamente anche quelle poche “regole” degli RPG che spesso sono presenti in minima parte anche in altri titoli ARPG in prima o terza persona.
La classe non è Adra
Come detto in precedenza, non sarà possibile scegliere una classe. Avowed infatti permette di sviluppare tre skill tree (Guerriero, Ranger e Mago) e di mischiare le varie abilità, senza alcun limite. Una scelta che si rivela azzeccata, proprio perché il sistema di combattimento non risulta particolarmente soddisfacente, specialmente con alcune build specifiche.
Dare la possibilità di rebuildare a piacimento le statistiche e le skill sotto un piccolo pagamento è stata una buona mossa da parte di Obsidian, in quanto permette al giocatore di esplorare tutte le possibilità offerte dal gioco. Si tratta di un buon incentivo a sperimentare e provare a creare una build un minimo divertente, per aggirare i limiti del sistema di combattimento. Il gioco spinge a mischiare i tre skill tree per creare build particolari, tuttavia sulle abilità Obsidian non si è sprecata, puntando su quelle di 3 classi veramente troppo… “classiche”.
Nel corso della missione principale, sarà possibile sbloccare alcune abilità del Deiforme e queste possono permettervi di curare il party o magari aumentare la vostra vitalità. Tuttavia, questo non basta a togliere la sensazione di già visto quando si parla delle skill, specialmente perché nella lore di PoE dove ci sono persone in grado di vedere le anime altrui, parlare coi morti e quant’altro. Il limitarsi alle classiche abilità da guerriero\ranger\mago è molto riduttivo ed effettivamente è una bella occasione sprecata per dare al giocatore qualcosa di nuovo e originale, in linea con il mondo di gioco.
In generale, data la natura action dei combattimenti, la progressione del personaggio si baserà sulle nuove skill acquisite e soprattutto sulla qualità di armi e armature. Queste si potranno potenziare nel proprio accampamento, utilizzando materiali per migliorare la qualità. Tale meccanica, necessaria per accoppare i nemici più potenti che incontreremo nel mondo di gioco, si può rivelare un filo troppo legata, ma allo stesso tempo stimola il giocatore ad esplorare e portare a termine le ottime side quest. In generale non ho trovato il crafting particolarmente limitante, in quanto affrontando nemici particolari si potranno comunque ottenere armi e armature rare molto potenti.
Giocandolo al livello “Difficile” non ho trovato Avowed proibitivo, basta sapersi un po’ barcamenare tra le skill e il sistema di combattimento per avere la meglio sui nemici. Alle abilità del nostro personaggio, si aggiungono quelle dei nostri compagni di viaggio. In maniera forse un po’ troppo semplicistica, non potremo equipaggiare i membri del party, né farli salire di livello. Semplicemente, si potranno sbloccare delle abilità da utilizzare in combattimento o nell’esplorazione.
Sui personaggi del party non vi dico niente, sappiate solo che nello stile di Obsidian, saranno degli ottimi compagni di avventura con una loro personalità credibile e ben inserita nel contesto della lore. I nostri compagni commenteranno le nostre scelte, così come i luoghi dove andremo, dandoci anche informazioni sul mondo di gioco e su loro stessi. Non mancano spassosi banter come quelli tra Kai e Marius, praticamente una sorta di duo comico inserito in un videogame.
A chi lo consigliamo?
Avowed: Al netto delle sue ovvie mancanze, il nuovo titolo di Obsidian è un RPG in grado di appassionare, sfruttando benissimo mondo di Pillars of Eternity e inserendo temi come reincarnazione e religione in un contesto fantasy in modo magari non originalissimo, ma comunque molto interessante. Il titolo riesce a trasmettere il cuore e la passione che Obsidian ha messo nel progetto, per questo, nonostante sia un prodotto con delle evidenti difetti, gli ho dato quel mezzo voto in più rispetto a quanto avevo intenzione di affibbiargli. Certo, sarebbe stato apprezzabile legare tutta la parte ruolistica a un sistema di combattimenti un filo più ponderato e soddisfacente, magari ponendo giusto qualche piccola restrizione per rendere il tutto meno a prova di idiota. Posso consigliare il titolo agli appassionati dei mondi creati da Obsidian (nella fattispecie di quello dei due ottimi Pillars of Eternity) e del loro modo di gestire narrazione, dialoghi e scelte. I giocatori amanti degli RPG potrebbero dargli una chance, perché magari come il sottoscritto potrebbero farsi catturare dal mondo di gioco e dalla lore, fino a chiudere un occhio e mezzo su un combat system poco a fuoco e su una parte ruolistica altalenante. – heavysam




