The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II è il più recente capitolo della celebre saga JRPG sviluppata da Nihon Falcom. Uscito originariamente in Giappone nel 2022, il gioco è finalmente approdato in Europa nel febbraio 2025, offrendo ai fan occidentali l’opportunità di proseguire le avventure nella Repubblica di Calvard. In questa recensione, analizzeremo le principali caratteristiche del titolo, le novità introdotte e i perché dell’iniziale ricezione da parte del pubblico giapponese.
Provato su PlayStation 5
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Deploy Shards!
Ambientato due mesi dopo gli eventi del primo Trails through Daybreak, il gioco segue nuovamente le vicende di Van Arkride, uno “Spriggan” che opera come investigatore privato e mercenario tuttofare. La storia prende una piega oscura quando una serie di omicidi sconvolge la Repubblica di Calvard, portando Van a confrontarsi con una misteriosa bestia cremisi, che ricorda un po’ troppo da vicino delle facce familiari e qualcuno che sembra usare dei poteri stranamente simili a quelli di Van. La gimmick centrare di questo titolo prende diretta ispirazioni da sequel del passato come Final Fantasy XIII-2, con un sistema di linee temporali parallele e continui finali cattivi da riavvolgere e cambiare.
Trails through Daybreak II mutua quasi interamente il sistema di combattimento ibrido introdotto nel capitolo precedente, combinando elementi di azione in tempo reale con combattimenti a turni. Questa fusione permette ai giocatori di passare fluidamente tra fasi di esplorazione dinamica e strategie tattiche durante le battaglie. L’unica critica mossa al titolo precedente erano i limiti della parte action, che sono stati mitigati con alcune piccole migliorie e azioni extra per dare un po’ di pepe ed equilibrarne l’uso. In particolare, l’implementazione della schivata perfetta che consente di cambiare personaggio in tempo reale per un attacco bonus e l’EX-Chain, attivabile insieme a un compagno durante la lotta a turni quando un nemico è in STUN per un attacco combinato.

Vi invitiamo a controllare la recensione del capitolo precedente per uno sguardo più dettagliato sulle altre meccaniche, ora ci concentreremo sulle principali novità del caso. Come alcuni forse sanno, la ricezione in Giappone fu alquanto tiepida, con una parte del pubblico che rimase particolarmente delusa per le scelte di questo titolo. Vediamo perché e scopriamo se queste critiche avevano effettivamente valore. Si attiva così il nuovo potere temporale, che permette alla squadra di uscire sana e salva dalla crisi in atto.
Riavvolgi e rivivi
L’idea in sé non sconvolgerà né emozionerà nessuno in particolare, la abbiamo vista già in diverse salse. La parte deludente, per così dire, è che in Trails Through Daybreak II, questo non tocca mai picchi particolarmente interessanti o profondi. Si tratta, nella maggioranza dei casi, di grossi deus-ex machina che tirano fuori Van e la gang da situazioni spinose e da morti certe. Al giocatore non viene realmente lasciata una scelta né alcun grado di personalizzazione, anzi, si viene spinti verso un finale negativo e poi data la possibilità di uscirne, in maniera lineare.
Questo si sposa con un’idea generale: la trama fa quello che deve fare, non tocca vette magnifiche né bassi storici, è perfettamente nella media, con qualche cliché, qualche plot twist piuttosto intuibile e qualche scena emozionante. Il grosso si trova invece nei personaggi e nelle loro storie personali. Gli archi narrativi del cast vengono trattati con particolare cura, soprattutto grazie ad alcuni elementi presi in prestito da Trails Into Reverie, con la selezione di una tra due squadre e inizio capitolo che divide il ricco cast di personaggi in due fazioni per dividere e conquistare al meglio le diverse fasi di gioco.

L’altro elemento (per alcuni) contenzioso è l’implementazione di un sistema di aree in modalità pressoché roguelite, con piani da completare, mini missioni secondarie per aggiudicarsi dei premi e un boss di fine piano che blocca il passaggio verso il piano successivo. In questi eventi “virtuali” il cast viene riunito, permettendo combinazioni non possibili durante le normali fasi di gameplay. La critica generale, come potete immaginare da quanto abbiamo detto, è che molte delle novità implementate sembrano voler solo rigonfiare artificialmente la quantità di opzioni e il tempo per completare appieno il gioco, e detta brevemente, è un’opinione molto valida. Al contempo, la fluidità con la quale il tutto scorre e il livello di rifinitura dei diversi elementi di gameplay, conferiscono a Trails Through Daybreak II un’identità generale molto solida, convincente, e non detraggono al divertimento.
Vi porgiamo dunque una domanda: che problema c’è a essere un episodio filler? Il nostro denjin choice non viene quindi dato a chiunque, ma la natura stessa della trama e la ricchezza delle opzioni lasciate in mano la giocatore, lo rendono un titolo quasi celebrativo per la saga, che può accogliere e divertire senza dubbio un pubblico piuttosto ampio.
A chi lo consigliamo?
The Legend of Heroes Trails through Daybreak II: The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II rappresenta un capitolo di transizione nella saga, introducendo nuove meccaniche di gioco e approfondendo intensamente la caratterizzazione dei personaggi. Nonostante alcune critiche riguardanti la trama e la percezione di essere un episodio filler, riempitivo, il gioco offre un'esperienza coinvolgente e divertente. In definitiva, sebbene per molti non sia considerato il punto più alto della serie, Trails through Daybreak II merita l'attenzione di chi desidera approfondire l'universo della saga e ama quei sistemi che continuano a essere raffinati capitolo dopo capitolo. – ilfalasca





