Precipitato su Steam come un vascello in fiamme ad aprile del 2025, per poi trasformarsi rapidamente in un Early Access a maggio, La Quimera è un FPS ispirato a Call of Duty con ambientazione futuristica, sviluppato da Reburn. Il team di sviluppatori sulla carta poteva fare qualcosa di ottimo, in quanto parte di 4A Games Ukraine, ovvero gli autori della splendida serie Metro. Nonostante il curriculum del team, ci troviamo di fronte a un Early Access che richiederà ai nostri diverso tempo per raccogliere i pezzi e provare a salvare il salvabile.
Da maggio non sono riuscito a scrivere nulla su titolo, perché effettivamente non era praticamente giocabile tra bug visivi, cali di frame rate, lunghi caricamenti e inesorabili crash. Dopo averlo riprovato recentemente, ho notato che alcune cose sono state migliorate in termini di stabilità, tuttavia la mia esperienza è stata comunque rovinata da crash piuttosto aggressivi e in generale da un gameplay nella media, un design dei livelli troppo lineare, nonché da una storia decisamente poco avvincente.
Provato su PC
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Puto cabron!
La Quimera è uno shooter lineare, dove fondamentalmente ci si dovrà muovere da copertura a copertura e sparare ai nemici. L’unica meccanica più o meno interessante del gioco consiste nel dover cambiare tipologia di arma per poter danneggiare i bersagli umani e per distruggere quelli robotici, oppure per abbattere gli scudi.
Il gunplay è passabile, con il posizionamento dei nemici e una IA che al momento rendono il tutto una sorta di tiro a segno piuttosto che un FPS moderno. Probabilmente i fan delle campagne in single player dei vari Call of Duty si sentiranno a casa, ma ovviamente non c’è da aspettarsi la stessa qualità tecnica.

Il sistema di movimento si limita a corsa e salto, mentre anche l’armamentario al momento non offre grandi soluzioni. I colpi impattano sui nemici in modo piuttosto neutro, con la violenza ai minimi termini ed esplosioni poco incisive degli avversari robotici. Il gioco non è particolarmente punitivo, con medikit sparsi per lo scenario che permettono di curarsi e nemici che oltre a sparare a casaccio, lanciare montagne di granate e urlare improperi in uno spagnolo mal masticato, faranno poco altro. Non c’è stata una singola sezione che mi abbia trasmesso emozioni, il tutto scorre monotono come un fiume sotto un ponte di cemento in periferia.
Chingada madre, pendejo, comemierda!
La Quimera è ambientato in una sorta di futuro distopico dove il mondo è governato dalle Città Stato. Il nostro anonimo protagonista si unirà a un gruppo paramilitare sudamericano che verrà assoldato per proteggere dei VIP dagli assalti di altri gruppi paramilitari e gentaglia assortita. A quanto pare, anche se mi è davvero difficile crederlo, la storia è stata co-creata da Nicolas Winding Refn, il regista di Valhalla Rising, Bronson, Drive e Only God Forgives… insomma, bei film con delle storie tutt’altro che chiassose e fesse come quella proposta in questo gioco.
Tuttavia, probabilmente Refn e gli altri scrittori hanno partorito la trama, i personaggi e i dialoghi dopo più visioni del finale dello Scarface di De Palma durante qualche trip di Quaalude e pratiche onanistiche collettive.
I protagonisti sono stereotipi di duri uomini e dure donne, nati dalla mente di qualcuno che probabilmente non è mai stato in vita sua in Sud America. Quindi preparatevi a personaggi sboccati e sbroccati, il cui intero vocabolario consiste al 99% di insulti e parolacce sparati a cazzo di scimmia. Ci manca solo la colonna sonora Reggaeton e che qualcuno gridi “Puetto Riiiicoooo” durante una sparatoria.

Non so, magari il target di Reburn sono degli adolescenti neanche troppo svegli bisognosi di pompare del testosterone marcio per delle seratone in discoteca, dove scuotimenti pelvici si mischiano a mura impregnate di sudore e a cocktail preparati con bevande del discount. Un peccato, perché il setting cyberpunk nell’America latina era molto promettente, solo che doveva essere trattato con un po’ più di gusto. Non aiuta il doppiaggio che abbassa ancora di più la media, con neanche una singola linea di dialogo recitata bene o con convinzione.
A livello tecnico La Quimera propone un lavoro discreto. Le ambientazioni purtroppo sono poco ispirate, i livelli lineari e il comparto grafico che si tiene in bilico tra il piacevole e il confusionario. Insomma, allo stato attuale non c’è praticamente niente che possa portarmi a consigliare di comprare La Quimera in Early Access. Sul gioco c’è da fare un lavoro mastodontico tra stabilità, gameplay, costruzione dei livelli e possibilmente un intero ridoppiaggio e magari anche una riscrittura dei dialoghi.
Il prodotto è praticamente già a un passo dal precipizio e davvero non so proprio cosa potranno fare i Reburn per rimettere tutto in sesto. Valutate poi se dar loro i 30 euri e spenderne magari altri 30 per accendere ceri in chiesa e pregare in un miracolo. Non resta altro che riaggiornarci al lancio, con una vera e propria recensione del prodotto finito (se mai tale occasione dovesse palesarsi).




