The Thaumaturge, ultima fatica dei polacchi di Fool’s Theory è disponibile dal 4 marzo su PC tramite Steam. Il gioco vede come protagonista il taumaturgo Wiktor. Un mago, un fattucchiere, un uomo capace di vedere e interagire con esseri soprannaturali chiamati Salutors.
Si tratta di un incrocio tra un gioco investigativo con visuale dall’alto e un JRPG, almeno per la gestione dei combattimenti a turni, con meccaniche ispirate alla serie Persona di Atlus, appena tornata sul mercato con il remake Persona 3: Reload. Senza creare troppa suspence, posso dirvi che The Thaumaturge è un titolo forse troppo ambizioso che non mi ha convinto.
Se ve ne frega qualcosa, potete continuare a leggere, altrimenti non so, potete tornare a giocare a Helldivers 2.
Provato su PC
![]() ![]() |
Russia’s greatest love machine
La storia comincia con il nostro povero Wiktor, taumaturgo come il padre, in cerca di una cura per una terribile malattia che lo sta lentamente uccidendo. Chi lo salverà? Ma ovviamente Grigori Rasputin, personaggio storico di grande carisma e già famoso cattivone di Hellboy, personaggio del roster World of Heroes di SNK e fonte di ispirazione per canzoni disco.
Wiktor trova il santone in un villaggio sperduto durante il prologo del gioco. Il ruolo del caro Rasputin in The Thaumaturge non ve lo posso svelare, ma sappiate che avrà un’importanza notevole nella storia di Wiktor. Una volta curato, Wiktor riceverà una lettera di sua sorella, dove gli viene comunicato il decesso del severo padre, morto in circostanze misteriose.

E così inizia l’avventura nella Varsavia del 1905, dove Wiktor dovrà scoprire cosa nasconde la morte dell’amato\odiato genitore, interagendo con un nutrito cast di personaggi. L’esplorazione di The Thaumaturge si divide principalmente tra la ricerca di indizi e le conversazioni con gli NPC, due meccaniche che ci permetteranno di scoprire quali verità stanno celando i vari personaggi.
L’abilità di un taumaturgo infatti, sta anche nel leggere le persone, attraverso la scoperta del significato o del passato di un oggetto. Di conseguenza, alcune linee di dialogo non saranno disponibili finché non analizzeremo tutti gli oggetti in una determinata area.
Per trovarli, sarà possibile avvalersi di una sorta di “radar” spirituale, attivabile con una semplice pressione di un tasto è che ci condurrà agli oggetti da esaminare o agli NPC con cui parlare. Come per le linee di dialogo, alcuni oggetti si potranno analizzare solo se avremo i requisiti necessari, sbloccabili attraverso uno skill tree abbastanza lineare che servirà anche a scoprire nuove tecniche di combattimento con i vari Salutor che troveremo.
Fondamentalmente, il giocatore dovrà parlare con NPC 1, poi cercare degli oggetti nello scenario che possono dare indizi, tornare a parlare con NPC 1 che ci manderà da un NPC 2 per ripetere lo stesso procedimento. Gli indizi scoperti esaminando gli oggetti tramite la taumaturgia, non saranno nient’altro che blocchi di testo contenenti informazioni che il giocatore potrà prendersi la briga di leggere o meno, non farà alcuna differenza.
Questo perché la parte “investigativa” del gioco praticamente non esiste: una volta trovati tutti gli oggetti, gli indizi verranno messi insieme dal gioco e i dialoghi nascosti si sbloccheranno automaticamente. Il giocatore quindi non dovrà fare alcuno sforzo. Da un lato, questo rende The Thaumaturge un gioco accessibile, ma allo stesso tempo anche un po’ banale, considerando che questa è una delle meccaniche principali del gioco, su cui si basano tutte le missioni principali e secondarie.

Devo dire che sul lato grafico il titolo si difende abbastanza bene, con ogni quartiere di Varsavia reso unico da elementi particolari, creando delle piacevoli miniature che ben si adattano alla visuale isometrica dell’esplorazione. In sostanza però, nel gioco ci sarà molto da camminare da un punto all’altro della mappa, cliccare su oggetti e parlare con NPC.
La scrittura generale delle missioni è nella media, non ho trovato particolari spunti interessanti, con un’attenzione troppo incentrata sui personaggi umani e poco sul lato esoterico della vicenda, spesso messo in secondo piano rispetto a intrighi e politica.
Le scelte di dialogo sono davvero poche. Si può optare per reagire alle situazioni sfruttando il “difetto” di Wiktor, ovvero il suo orgoglio, oppure puntare su una soluzione più diplomatica. Tuttavia, oltre queste due opzioni, non ci sarà molto altro da fare. Chiaramente, l’orgoglio di Wiktor potrà scatenare l’ira degli NPC e farci combattere più spesso, mentre una soluzione diplomatica risolverà le cose in modo pacifico.
Nei dialoghi non aiuta il pessimo doppiaggio (solo in inglese, al momento), così come le impassibili espressioni facciali dei personaggi, due stoccate pesanti che inficiano l’esperienza. Qualcosa è sicuramente andato storto, vuoi per il budget, vuoi per la direzione del doppiaggio.
Diciamo che per un gioco composto al 40% da dialoghi, forse questo aspetto andava curato un po’ di più. Il risultato è una recitazione poco convincente, con voci incapaci di trasmettere le emozioni dei personaggi, cosa che non aiuta affatto ad essere coinvolti nella vicenda e ad affezionarsi a Wiktor e agli altri membri del cast. Segnalo la mancanza della traduzione italiana, cosa che in un gioco con molti dialoghi potrebbe risultare un malus per alcuni.
Polkemon
La parte migliore del titolo sono indubbiamente i combattimenti a turni, ma con qualche riserva. Nel gioco non sarà possibile formare un party, per questo Wiktor potrà affidarsi sui suoi pugni, la sua pistola e sull’aiuto dei Salutor. Il primo Salutor che potremmo controllare sarà Upyr, ma nel corso dell’avventura se ne troveranno altri che potranno dare al giocatore una buona gamma di opzioni strategiche.
Il turno del giocatore si divide tra l’azione di Wiktor e quella di un Salutor a scelta, in modo da poter attaccare bersagli multipli, o concentrarsi su un singolo nemico. Lo scopo è ovviamente portare la vitalità degli avversari a zero, cercando di difendersi come possibile sfruttando buff e mosse curative.
A tal proposito, a differenza di altri giochi di ruolo, in The Thaumaturge non ci saranno oggetti o equipaggiamento, infatti buff, debuff e curativi saranno affidati completamente alle mosse di Wiktor e dei Salutor. Ad esempio, un’abilità di Upyr farà recuperare i punti vita di Wiktor, mentre un’altra cancellerà i debuff.
Oltre alla barra della vitalità, i nemici e Wiktor avranno anche quella del Focus (concentrazione), attaccabile con mosse particolari. Una volta esaurito il Focus, i personaggi potranno subire un attacco speciale. Nel caso dei nemici, sarà possibile sferrargli contro un super attacco da parte di uno dei nostri Salutor o di Wiktor, in grado sia di danneggiare, sia di debuffare il malcapitato (o i malcapitati in caso di attacco a nemici multipli).

Inoltre, azzerando la barra del Focus, sarà possibile eliminare i buff dei nemici. In alternativa sarà possibile utilizzare l’attacco di un determinato Salutor, sempre se il nostro livello di abilità legato ad esso è sufficiente. I punti esperienza accumulati in combattimento o durante l’esplorazione, faranno aumentare il nostro Wiktor di livello. A questo punto, sarà possibile scegliere quale abilità potenziare, scegliendo tra Heart, Deed, Mind e Word.
Oltre a potenziare Wiktor in combattimento e sbloccare nuove mosse per i Salutor e per il taumaturgo, queste abilità serviranno anche per analizzare gli oggetti. Lo skill tree è forse un po’ troppo semplicistico: quattro linee rette (ognuna per abilità) collegate ai Salutor, senza alcuna diramazione o scelta concessa al giocatore. Ora, i combattimenti hanno una buona componente strategica e sono animati molto bene: Wiktor darà dei cazzottoni ai nemici, mentre Upyr sferrerà dei terribili fendenti. Un altro Salutor, il feroce Bukavac, ha invece le movenze di una belva feroce.
C’è però un piccolissimo problema: in The Thaumaturge si combatterà solo e unicamente contro nemici umani armati in modo diverso (sciabole, fucili, coltelli, etc.). Questa scelta rende i combattimenti monotoni e ripetitivi, perché ci si vedrà obbligati a utilizzare sempre le stesse strategie. Per carità, le scazzottate sono sempre divertenti e utilizzare i Salutor su dei poveri scemi armati con un coltello da cucina può dare un minimo di soddisfazione, ma è difficile giustificare questa scelta.
Sarebbe stato apprezzabile combattere contro altri maghi e i loro Salutor, in una sorta di battaglia alla Pokemon, ma anche quando il gioco sembra voler andare in quella direzione, poi si tira indietro. Mi spiego meglio: in alcune missioni dovremo “catturare” un Salutor, trovando la persona che lo “possiede”.
Purtroppo però anche in questo caso non combatteremo contro il Salutor stesso, bensì contro altri avversari umani. Il Salutor sarà solo una grossa e inattaccabile proiezione sullo sfondo, in grado di debuffare o danneggiare Wiktor al suo turno.
E così, una volta capite le meccaniche e sbloccati i vari Salutor, i combattimenti di The Thaumaturge non sono in grado di offrire spunti interessanti. E l’assenza di boss fight, non permette neanche al giocatore di sfruttare a pieno tutto il potenziale del sistema di combattimento.
A chi consigliamo The Thaumaturge?
Ai soli appassionati di RPG: Devo essere sincero: ho fatto fatica a capire la direzione di The Thaumaturge, perché come un Salutor senza un padrone, non sa proprio cosa vuole essere. Un gioco investigativo dove il giocatore non deve unire gli indizi, né fare supposizioni. Un CRPG con tantissimi dialoghi, ma dove doppiaggio e espressioni facciali sono stati poco curati. Un JRPG dove si possono controllare entità demoniache in combattimenti in stile Persona, ma i nemici sono semplici esseri umani. Tutti elementi che Fool's Theory non ha saputo amalgamare bene, per creare un'esperienza capace di coinvolgere il giocatore. La sua estrema linearità nella costruzione delle quest, i suoi combattimenti poco vari e una storia poco entusiasmante, lo rendono un titolo un po’ anonimo, nonostante l’idea di base sia originale. Una maggiore interazione nella parte investigativa, combattimenti contro nemici variegati e boss fight interessanti, avrebbero contribuito a far chiudere più di un occhio anche sui problemi del doppiaggio e della narrazione. Al di là di tutto, mi dispiace molto che The Thaumaturge non sia riuscito a fare breccia nel mio cuore, perché sulla carta si tratta di un progetto davvero interessante. Il world building poteva funzionare bene, l’ambientazione è originale, ma il gioco ha davvero troppi buchi che ormai sono impossibili da tappare. Alla luce dei suoi evidenti difetti e all’onestissimo prezzo di 34.99 euro non mi resta che consigliarlo solo a chi vuole provare un RPG con un’ambientazione diversa rispetto alla media o ai giocatori in cerca di un titolo che propone qualcosa di originale, capaci però di sopportarne i difetti. – heavysam


