Il mitico Giovanni “7gatsu” ha creato una guida sugli shm’up perfetta per qualsiasi appassionato del genere. Tuttavia, mi ha proposto di recensire Dead End City, in quanto conosce il mio amore per il car combat, le ambientazioni in stile Mad Max e l’ignoranza generale. Ora, personalmente sono sempre stato un appassionato dei run’n’gun (a proposito, tenete d’occhio Contra: Operation Galuga che promette molto bene) e nel corso della mia vita videoludica iniziata sullo Spectrum e sui cabinati di fatiscenti sale giochi, ho giocato a diversi shmup.
La mia ultima esperienza risale a Valfaris: To Mecha Therion e come si evince dalla recensione, non è stata proprio memorabile. Ma basta perdere tempo… addio robottoni metallari amanti dei Celtic Frost e benvenute macchinine guidate da pazzoidi punk nucleari! Dead End City è disponibile per PC tramite Steam, console PlayStation, Xbox e Nintendo Switch.
Provato su PlayStation 5
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Score ‘em up!
Dead End City si configura come uno di quei titoli a scorrimento verticale, ma invece di solcare i cieli o lo spazio profondo, si spara e si distrugge tutto sulle strade di un mondo post-apocalittico. Il gameplay è quello tipico di uno shmup dove occorre sparare a tutto ciò che si muove a schermo. Ogni personaggio selezionabile avrà due armi a disposizione, una principale e una speciale, con utilizzi limitati e da ricaricare con le munizioni rilasciate dai nemici. Lo stile prevede l’alternanza di ondate di nemici in stile Galaga, seguite da una sezione con nemici e ostacoli e infine un boss di livello.

L’unica meccanica di gameplay che potremmo definire “particolare” in Dead End City è quella della barra del carburante del veicolo che funge da barra dell’energia. Questa si potrà riempire raccogliendo le taniche di benzina e una volta piena, attiverà la modalità Top Off che potenzierà l’arma principale e permetterà di raddoppiare il punteggio. Raggiungendo il moltiplicatore massimo, i nemici inizieranno a droppare preziose medaglie che aiuteranno a far salire il proprio Hi-Score e cercare di battere quello già totalizzato da 7gatsu, già al top della leaderboard mondiale (ndr: ancora per poco, molto probabilmente!)
Per la parte tecnica, la pixel grafica utilizzata ricorda molto quella dei cari vecchi cabinati, con pochi elementi che però riescono a risultare piacevoli. Il vero punto debole della produzione è la colonna sonora che lascia un po’ indifferenti. Un vero peccato perché avrebbe potuto dare quella spinta in più e restituire completezza all’esperienza post-apocalittica. Le boss fight sono probabilmente il fiore all’occhiello, con giganteschi veicoli che perdono pezzi quando danneggiati e diventano sempre più aggressivi.
Un solo gettone e di corsa a casa
Una volta esaurita la barra del carburante, il nostro veicolo verrà distrutto e ci si vedrà stampata sul faccione la schermata del Game Over. Niente continue, niente di niente, si ricomincia tutto da capo. Una scelta sicuramente punitiva, dal momento che dall’inizio il giocatore ha a disposizione solo una vita per portare a termine tutta l’avventura composta da 5 livelli e altrettanti boss.
Gli esperti di STG non avranno problemi a portare a termine il gioco in un’oretta circa, non più di due in ogni caso. Mentre invece i giocatori inesperti si ritroveranno a dover provare e riprovare prima di terminare il gioco alla difficoltà Normal. Il concetto è comunque comprensibile, se consideriamo che l’automobile ha una sorta di vitalità rappresentata dalla barra del carburante. Essere colpiti non significa perdere istantaneamente, ma si può recuperare l’energia con le taniche di benzina.
Per questo motivo, Dead End City ci dice che di gettone ne abbiamo solo uno. Che ne so, forse i programmatori hanno avuto dei genitori sadici che li mandavano in sala giochi con un singolo gettone. Derisi dagli amichetti con le tasche piene di scintillanti gettoni, i poveri programmatori di Dead End City hanno deciso di vendicarsi sul mondo. Ovviamente sto inventando tutto di sana pianta e mi scuso con gli sviluppatori, ma queste scelte di design stuzzicano la mia fantasia idiota.
Tra sofferenza e accessibilità
La mia teoria però forse non è del tutto infondata, perché oltre a non dare continue ai poveri giocatori, gli sviluppatori di Dead End City hanno inserito più di un personaggio selezionabile, peccato che per sbloccare quelli addizionali dovremo sconfiggere i boss dei vari livelli senza subire alcun danno. Fortunatamente si redimono inserendo uno “shop virtuale”. In questo, per i poveri sfigati che non riescono a sconfiggere tutti i boss senza subire nemmeno un danno, possono sbloccare altri quattro personaggi aggiuntivi spendendo monete acquisite durante le proprie partite.

Il negozio virtuale include anche altri bonus sbloccabili, come per esempio delle skin diverse per le auto e i protagonisti. Oppure la possibilità di vedere la barra di energia dei boss e la hitbox della propria automobile. A proposito di quest’ultima, siamo davvero al limite del tollerabile. Ho capito che non è uno shmup “1 hit kill”, però una hitbox così gargantuesca rende difficile schivare i comunque molteplici proiettili a schermo. Abbiamo compreso: nel mondo post-apocalittico di Dead End CIty si deve soffrire, e allora così sia!
C’è comunque un elemento di redenzione, una bella pensata che più sviluppatori dovrebbero prendere in considerazione: la possibilità di modificare il colore dei proiettili dei nemici. Per chi mastica shmup a colazione, questo è un elemento di accessibilità davvero fantastico. Consentendo di scegliere la colorazione dei proiettili è possibile utilizzare quella più facilmente distinguibile secondo i propri canoni. Ben fatto!
A chi consigliamo Dead End City?
A chi ama l'originalità: Dead End City non è un gioco semplice per i neofiti, ma lo è per gli esperti di shmup. A prescindere da quale delle due categorie vi rappresenti, il titolo è comunque molto divertente. L'idea del car-combat in un mondo post-apocalittico in stile Mad Max, a memoria, non è stato mai esplorato nel genere. Ben vengano quindi queste idee che uniscono dei concept originali a gameplay consolidati. Dead End City costa davvero poco, (ancor meno se decidete di optare per la versione PC disponibile su Steam) quindi non posso far altro che consigliarlo davvero a cuor leggero. Non fatevi intimorire dalla difficoltà poiché giocarlo più volte non è pesante e, anzi, vi strapperà più di qualche sorriso mentre schiacciate con l'auto i poveri incauti punk che, appiedati, vi si parano davanti. – heavysam







