Tutti i lettori cresciuti a pane e film Disney della vecchia guardia resteranno immediatamente sbalorditi da Bye Sweet Carole, il nuovo gioco dello studio di produzione Little Sewing Machine, che ha saputo catturare quel tono nostalgico di film come Biancaneve e La Bella Addormentata nel Bosco, costruendo attorno un platform fortemente orientato ai puzzle dal leggero retrogusto horror. Chris Darril (pseudonimo dell’italianissimo Mario Christopher Darril Valenti) ritorna quindi dopo Remothered, proponendo Bye Sweet Carole, disponibile dal 9 ottobre per PC tramite Steam, PlayStation, Xbox e Nintendo Switch.
Provato su PlayStation 5
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C’era una volta…
Come nella più classica delle fiabe, Bye Sweet Carole si apre con un narratore che ci trasporta subito in un’epoca non estremamente lontana, ovvero il Regno Unito del 20esimo secolo, nel misterioso e ammuffito orfanotrofio di Bunny Hall, dove la ragazza Lana Benton, di cui il giocatore vestirà i panni, è impegnata a cercare la sua amica di cui si sono perse le tracce: Carole Simmons.
La scomparsa di Carole è il fulcro del mistero ma non è l’unico evento strano su cui bisognerà investigare perché ben presto entreranno in gioco anche altri elementi fantastici come il misterioso regno di Corolla che sembra stia per collidere con il mondo reale. Lana è una vera e propria eroina di stampo disneyano, un po’ ingenua e timorosa ma con la giusta dose di coraggio per affrontare il terribile e sinistro Mr. Kyn, una figura ammantata che la insegue costantemente per i corridoi di Bunny Hall.

Sebbene il gioco sia presentato come un “horror”, va chiarito che gli elementi del genere sono molto leggeri e non rappresentano una minaccia per i giocatori che apprezzano lo stile visivo del prodotto. Non troverete orrendi jumpscare ma solo un’ambientazione fiabesca molto curata e personaggi sufficientemente disturbanti a rappresentare dei canonici “nemici” da superare. Un sentimento di inquietudine accompagna l’avventura, una paura meno viscerale e più accennata, come delle pennellate che complimentano l’aspetto visivo.
Ed è proprio lo splendido stile disegnato a mano è ciò che fa spiccare di più il prodotto, le ambientazioni in cui Lana si muove sono estremamente dettagliate, ricche di elementi al punto che sembra quasi di poter toccare e interagire con tutto. La realtà però, purtroppo, vede delle restrizioni. Quindi gli oggetti che potrete effettivamente toccare, prendere o semplicemente osservare sono indicati da un piccolo puntino giallo, una semplificazione che in questo caso è comunque gradita e facilita l’individuazione in scenari così pieni di dettagli in cui bisogna muoversi anche con una certa agilità.
Pece e cenere
Tolto l’aspetto visivo e le musiche, che sono innegabilmente i punti più solidi del gioco, bisogna avventurarsi nell’aspetto gameplay, dove la meraviglia provata si traduce talvolta in una leggera frustrazione. Il gioco in sé non è particolarmente difficile dal momento che si tratta di spostarsi in stanze differenti e risolvere puzzle ambientali per “fuggire” dallo scenario in corso. Alcuni rompicapi potrebbero richiedere un po’ di ragionamento in più ma non ci si può lamentare del bilanciamento della difficoltà che è tutto sommato nella media. La vera sfida proviene dai comandi che non sono propriamente responsivi.
Uno esempio è nella fuga dai nemici, tale operazione può essere complicata quando bisogna spostarsi su diversi piani (come per esempio salire delle scale o arrampicarsi) e più volte capita di mancare degli input che non dovrebbero richiedere così tanto tempo per essere registrati dal gioco. Mantenere un così dettagliato stile grafico “animato a mano” ha un costo e lo si paga in questi frangenti dove la magia globale viene meno.
Aiuta, in parte, la trasformazione in coniglio di Lana, che può essere utilizzata a piacimento nella maggior parte delle situazioni. Rendendosi più agile e minuta, può attraversare lo scenario in maniera veloce, utilizzando anche salti a parete consecutivi come nel più arcade degli action bidimensionali. La velocità di movimento di Lana nella sua forma umana è ridotta e quindi vi ritroverete più volte a trasformarvi per spostarvi da una stanza all’altra: uno strumento narrativo reso valido gameplay.
Interamente in italiano
Una delle chicche del prodotto è il doppiaggio interamente in italiano. Solitamente ci teniamo ben lontani dal giocare prodotti in lingua nostrana, almeno per quanto riguarda le voci dei personaggi, dal momento che i risultati sono spesso altalenanti e non conformi alla perfetta fruizione di un prodotto internazionale, dove l’inglese è generalmente la lingua preferita. In questo caso, però, sono lieto di annunciare che lo sforzo è notevole e tutto il prodotto beneficia della decisione di un doppiaggio italiano. A partire dal narratore, che ascolterete con grande piacere, fino alle voci dei comprimari: tutte sono perfettamente in linea con l’intento di Bye Sweet Carole, ovvero portare su console e PC un film in stile Disney interattivo.

Per chi apprezza i film di animazione, le citazioni ai capisaldi del genere (o comunque opere che hanno in qualche modo plasmato lo zeitgeist) si sprecano: abbiamo elementi di Biancaneve e La Bella Addormentata nel Bosco, ma anche produzioni forse meno note oggigiorno come L’Incantesimo del Lago o Brisbie e il segreto di Nihm. Non bisogna aspettarsi una sovrapposizione che potrebbe scadere nel plagio, però, ma si parla dell’abilità di catturare determinate atmosfere e trasporle in un’opera che ha un proprio respiro e autonomia, in grado di reggersi sulle proprie gambe mentre rende omaggio al passato.
A chi lo consigliamo?
Bye Sweet Carole: Una fiaba che non mancherà di appassionare i più piccoli, che possono perdersi in un mondo magico in grado di coinvolgere, appassionare, commuovere e sì, anche insegnare qualcosa dal punto di vista umano. Gli adulti non dovrebbero guardare al prodotto con tono sprezzante perché Bye Sweet Carole, nei suoi vari livelli di lettura, può fare scuola anche a chi ha qualche capello bianco. L’ottimo doppiaggio completamente in italiano rende il prodotto più vicino e intimo e sebbene ogni tanto si finisce con l’inciampare sui comandi non esattamente eccellenti, la frustrazione viene spazzata via dagli incantevoli scenari e dall’evolversi della storia sempre più intrigante. – 7gatsu





